Giovanni
Boccaccio
Decameron
Decima giornata
Novella decima
Il marchese di Saluzzo,
da' prieghi de' suoi uomini costretto di
pigliar moglie, per prenderla a suo modo,
piglia una figliuola d'un villano, della
quale ha due figlioli, li quali le fa veduto
di uccidergli. Poi, mostrando lei essergli
rincresciuta e avere altra moglie presa,
a casa faccendosi ritornare la propria figliuola
come se sua moglie fosse, lei avendo in
camicia cacciata e ad ogni cosa trovandola
paziente, più cara che mai in casa
tornatalasi, i suoi figliuoli grandi le
mostra, e come marchesana l'onora e fa onorare.
Finita la lunga novella del
re, molto a tutti nel sembiante piaciuta,
Dioneo ridendo disse: - Il buono uomo che
aspettava la seguente notte di fare abbassare
la coda ritta della fantasima, avrebbe dati
men di due denari di tutte le lode che voi
date a messer Torello -; e appresso, sappiendo
che a lui solo restava il dire, incominciò:
Mansuete mie donne, per quel che mi paia,
questo dì d'oggi è stato dato
a re e a soldani e a così fatta gente;
e per ciò, acciò che io troppo
da voi non mi scosti, vo'ragionar d'un marchese,
non cosa magnifica, ma una matta bestialità,
come che bene ne gli seguisse alla fine.
La quale io non consiglio alcun che segua,
per ciò che gran peccato fu che a
costui ben n'avvenisse.
Già è gran tempo, fu tra'
marchesi di Saluzzo il maggior della casa
un giovane chiamato Gualtieri, il quale,
essendo senza moglie e senza figliuoli,
in niuna altra cosa il suo tempo spendeva
che in uccellare e in cacciare, né
di prender moglie né d'aver figliuoli
alcun pensiere avea, di che egli era da
reputar molto savio. La qual cosa a' suoi
uomini non piacendo, più volte il
pregarono che moglie prendesse, acciò
che egli senza erede né essi senza
signor rimanessero, offerendosi di trovargliele
tale e di sì fatto padre e madre
discesa, che buona speranza se ne potrebbe
avere, ed esso contentarsene molto.
A' quali Gualtieri rispose: - Amici miei,
voi mi strignete a quello che io del tutto
aveva disposto di non far mai, considerando
quanto grave cosa sia a poter trovare chi
co' suoi costumi ben si convenga, e quanto
del contrario sia grande la copia, e come
dura vita sia quella di colui che a donna
non bene a sé conveniente s'abbatte.
E il dire che voi vi crediate a' costumi
de' padri e delle madri le figliuole conoscere,
donde argomentate di darlami tal che mi
piacerà, è una sciocchezza;
con ciò sia cosa che io non sappia
dove i padri possiate conoscere, né
come i segreti delle madri di quelle; quantunque,
pur conoscendoli, sieno spesse volte le
figliuole a' padri e alle madri dissimili.
Ma poi che pure in queste catene vi piace
d'annodarmi, e io voglio esser contento;
e acciò che io non abbia da dolermi
d'altrui che di me, se mal venisse fatto,
io stesso ne voglio essere il trovatore,
affermandovi che, cui che io mi tolga, se
da voi non fia come donna onorata, voi proverete
con gran vostro danno quanto grave mi sia
l'aver contra mia voglia presa mogliere
a' vostri prieghi.
I valenti uomini risposon ch'eran contenti,
sol che esso si recasse a prender moglie.
Erano a Gualtieri buona pezza piaciuti i
costumi d'una povera giovinetta che d'una
villa vicina a casa sua era, e parendogli
bella assai, estimò che con costei
dovesse aver vita assai consolata; e per
ciò, senza più avanti cercare,
costei propose di volere sposare; e fattosi
il padre chiamare, con lui, che poverissimo
era, si convenne di torla per moglie.
Fatto questo, fece Gualtieri tutti i suoi
amici della contrada adunare, e disse loro:
- Amici miei, egli v'è piaciuto e
piace che io mi disponga a tor moglie, e
io mi vi son disposto più per compiacere
a voi che per disiderio che io di moglie
avessi. Voi sapete quello che voi mi prometteste,
cioè d'esser contenti e d'onorar
come donna qualunque quella fosse che io
togliessi; e per ciò venuto è
il tempo che io sono per servare a voi la
promessa, e che io voglio che voi a me la
serviate. Io ho trovata una giovane secondo
il cuor mio, assai presso di qui, la quale
io intendo di tor per moglie e di menarlami
fra qui a pochi dì a casa; e per
ciò pensate come la festa delle nozze
sia bella, e come voi onorevolmente ricever
la possiate, acciò che io mi possa
della vostra promession chiamar contento,
come voi della mia vi potrete chiamare.
I buoni uomini lieti tutti risposero ciò
piacer loro, e che, fosse chi volesse, essi
l'avrebber per donna e onorerebbonla in
tutte cose sì come donna. Appresso
questo, tutti si misero in assetto di far
bella e grande e lieta festa, e il simigliante
fece Gualtieri. Egli fece preparare le nozze
grandissime e belle, e invitarvi molti suoi
amici e parenti e gran gentili uomini e
altri dattorno; e oltre a questo fece tagliare
e far più robe belle e ricche al
dosso d'una giovane, la quale della persona
gli pareva che la giovinetta la quale avea
proposto di sposare; e oltre a questo apparecchiò
cinture e anella e una ricca e bella corona,
e tutto ciò che a novella sposa si
richiedea.
E venuto il dì che alle nozze predetto
avea, Gualtieri in su la mezza terza montò
a cavallo, e ciascuno altro che ad onorarlo
era venuto; e ogni cosa opportuna avendo
disposta, disse: - Signori, tempo è
d'andare per la novella sposa -; e messosi
in via con tutta la compagnia sua pervennero
alla villetta. E giunti a casa del padre
della fanciulla, e lei trovata che con acqua
tornava dalla fonte in gran fretta, per
andar poi con altre femine a veder venire
la sposa di Gualtieri, la quale come Gualtieri
vide, chiamatala per nome, cioè Griselda,
domandò dove il padre fosse; al quale
ella vergognosamente rispose: - Signor mio,
egli è in casa.
Allora Gualtieri smontato e comandato ad
ogn'uomo che l'aspettasse, solo se n'entrò
nella povera casa, dove trovò il
padre di lei che aveva nome Giannucole,
e dissegli: - Io son venuto a sposar la
Griselda, ma prima da lei voglio sapere
alcuna cosa in tua presenzia -; e domandolla
se ella sempre, togliendola egli per moglie,
s'ingegnerebbe di compiacergli e di niuna
cosa che egli dicesse o facesse non turbarsi,
e s'ella sarebbe obbediente, e simili altre
cose assai, delle quali ella a tutte rispose
del sì. Allora Gualtieri, presala
per mano, la menò fuori, e in presenzia
di tutta la sua compagnia e d'ogni altra
persona la fece spogliare ignuda, e fattisi
quegli vestimenti venire che fatti aveva
fare, prestamente la fece vestire e calzare,
e sopra i suoi capegli così scarmigliati
com'egli erano le fece mettere una corona,
e appresso questo, maravigliandosi ogn'uomo
di questa cosa, disse: - Signori, costei
è colei la quale io intendo che mia
moglie sia, dove ella me voglia per marito
-; e poi a lei rivolto, che di sé
medesima vergognosa e sospesa stava, le
disse: - Griselda, vuo' mi tu per tuo marito?
A cui ella rispose: - Signor mio, sì.
Ed egli disse: - E io voglio te per mia
moglie -; e in presenza di tutti la sposò.
E fattala sopra un pallafren montare, onorevolmente
accompagnata a casa la si menò. Quivi
furon le nozze belle e grandi e la festa
non altramenti che se presa avesse la figliuola
del re di Francia.
La giovane sposa parve che co' vestimenti
insieme l'animo e i costumi mutasse. Ella
era, come già dicemmo, di persona
e di viso bella, e così come bella
era, divenne tanto avvenevole, tanto piacevole
e tanto costumata, che non figliuola di
Giannucole e guardiana di pecore pareva
stata, ma d'alcun nobile signore; di che
ella faceva maravigliare ogn'uom che prima
conosciuta l'avea. E oltre a questo era
tanto obbediente al marito e tanto servente,
che egli si teneva il più contento
e il più appagato uomo del mondo;
e similmente verso i sudditi del marito
era tanto graziosa e tanto benigna, che
niun ve n'era che più che sé
non l'amasse e che non l'onorasse di grado,
tutti per lo suo bene e per lo suo stato
e per lo suo essaltamento pregando; dicendo,
dove dir solieno Gualtieri aver fatto come
poco savio d'averla per moglie presa, che
egli era il più savio e il più
avveduto uomo che al mondo fosse; per ciò
che niun altro che egli avrebbe mai potuto
conoscere l'alta virtù di costei
nascosa sotto i poveri panni e sotto l'abito
villesco.
E in brieve non solamente nel suo marchesato,
ma per tutto, anzi che gran tempo fosse
passato, seppe ella sì fare che ella
fece ragionare del suo valore e del suo
bene adoperare, e in contrario rivolgere,
se alcuna cosa detta s'era contra 'l marito
per lei quando sposata l'avea. Ella non
fu guari con Gualtieri dimorata, che ella
ingravidò, e al tempo partorì
una fanciulla, di che Gualtieri fece gran
festa.
Ma poco appresso, entratogli un nuovo pensier
nell'animo, cioè di volere con lunga
esperienzia e con cose intollerabili provare
la pazienzia di lei, primieramente la punse
con parole, mostrandosi turbato e dicendo
che i suoi uomini pessimamente si contentavano
di lei per la sua bassa condizione, e spezialmente
poi che vedevano che ella portava figliuoli;
e della figliuola che nata era tristissimi,
altro che mormorar non facevano.
Le quali parole udendo la donna, senza mutar
viso o buon proponimento in alcuno atto,
disse: - Signor mio, fa di me quello che
tu credi che più tuo onore e consolazion
sia, ché io sarò di tutto
contenta, sì come colei che conosco
che io sono da men di loro, e che io non
era degna di questo onore al quale tu per
tua cortesia mi recasti -. Questa risposta
fu molto cara a Gualtieri, conoscendo costei
non essere in alcuna superbia levata, per
onor che egli o altri fatto l'avesse.
Poco tempo appresso, avendo con parole generali
detto alla moglie che i sudditi non potevan
patir quella fanciulla di lei nata, informato
un suo famigliare, il mandò a lei,
il quale con assai dolente viso le disse:
- Madonna, se io non voglio morire, a me
conviene far quello che il mio signor mi
comanda. Egli m'ha comandato che io prenda
questa vostra figliuola e ch'io... - e non
disse più.
La donna, udendo le parole e vedendo il
viso del famigliare, e delle parole dette
ricordandosi, comprese che a costui fosse
imposto che egli l'uccidesse; per che prestamente
presala della culla e baciatala e benedettala,
come che gran noia nel cuor sentisse, senza
mutar viso in braccio la pose al famigliare
e dissegli: - Te': fa compiutamente quello
che il tuo e mio signore t'ha imposto; ma
non la lasciar per modo che le bestie e
gli uccelli la divorino, salvo se egli nol
ti comandasse.
Il famigliare, presa la fanciulla, e fatto
a Gualtieri sentire ciò che detto
aveva la donna, maravigliandosi egli della
sua costanzia, lui con essa ne mandò
a Bologna ad una sua parente, pregandola
che, senza mai dire cui figliuola si fosse,
diligentemente l'allevasse e costumasse.
Sopravenne appresso che la donna da capo
ingravidò, e al tempo debito partorì
un figliuol maschio, il che carissimo fu
a Gualtieri; ma, non bastandogli quello
che fatto avea, con maggior puntura trafisse
la donna, e con sembiante turbato un dì
le disse: - Donna, poscia che tu questo
figliuol maschio facesti, per niuna guisa
con questi miei viver son potuto, sì
duramente si ramaricano che uno nepote di
Giannucole dopo me debba rimaner lor signore;
di che io mi dotto, se io non ci vorrò
esser cacciato, che non mi convenga far
di quello che io altra volta feci, e alla
fine lasciar te e prendere un'altra moglie.
La donna con paziente animo l'ascoltò,
né altro rispose se non: - Signor
mio, pensa di contentar te e di sodisfare
al piacer tuo, e di me non avere pensiere
alcuno, per ciò che niuna cosa m'è
cara se non quant'io la veggo a te piacere.
Dopo non molti dì Gualtieri, in quella
medesima maniera che mandato avea per la
figliuola, mandò per lo figliuolo,
e similmente dimostrato d'averlo fatto uccidere,
a nutricar nel mandò a Bologna, come
la fanciulla aveva mandata; della qual cosa
la donna né altro viso né
altre parole fece che della fanciulla fatto
avesse; di che Gualtieri si maravigliava
forte e seco stesso affermava niun'altra
femina questo poter fare che ella faceva;
e se non fosse che carnalissima de' figliuoli,
mentre gli piacea, la vedea, lei avrebbe
creduto ciò fare per più non
curarsene, dove come savia lei farlo cognobbe.
I sudditi suoi, credendo che egli uccidere
avesse fatti i figliuoli, il biasimavan
forte e reputavanlo crudele uomo, e alla
donna avevan grandissima compassione; la
quale con le donne, le quali con lei de'
figliuoli così morti si condoleano,
mai altro non disse se non che quello ne
piaceva a lei che a colui che generati gli
avea.
Ma, essendo più anni passati dopo
la natività della fanciulla, parendo
tempo a Gualtieri di fare l'ultima pruova
della sofferenza di costei, con molti de'
suoi disse che per niuna guisa più
sofferir poteva d'aver per moglie Griselda
e che egli cognosceva che male e giovenilmente
aveva fatto quando l'aveva presa, e per
ciò a suo poter voleva procacciar
col papa che con lui dispensasse che un'altra
donna prender potesse e lasciar Griselda;
di che egli da assai buoni uomini fu molto
ripreso. A che null'altro rispose, se non
che convenia che così fosse. La donna,
sentendo queste cose e parendole dovere
sperare di ritornare a casa del padre e
forse a guardar le pecore come altra volta
aveva fatto e vedere ad un'altra donna tener
colui al quale ella voleva tutto il suo
bene, forte in sé medesima si dolea;
ma pur, come l'altre ingiurie della fortuna
avea sostenute, così con fermo viso
si dispose a questa dover sostenere.
Non dopo molto tempo Gualtieri fece venire
sue lettere contraffatte da Roma, e fece
veduto a' suoi sudditi il papa per quelle
aver seco dispensato di poter torre altra
moglie e lasciar Griselda. Per che, fattalasi
venir dinanzi, in presenza di molti le disse:
- Donna, per concession fattami dal papa,
io posso altra donna pigliare e lasciar
te; e per ciò che i miei passati
sono stati gran gentili uomini e signori
di queste contrade, dove i tuoi stati son
sempre lavoratori, io intendo che tu più
mia moglie non sia, ma che tu a casa Giannucole
te ne torni con la dote che tu mi recasti,
e io poi un'altra, che trovata n'ho convenevole
a me, ce ne menerò.
La donna, udendo queste parole, non senza
grandissima fatica, oltre alla natura delle
femine, ritenne le lagrime, e rispose: -
Signor mio, io conobbi sempre la mia bassa
condizione alla vostra nobilità in
alcun modo non convenirsi, e quello che
io stata son con voi, da Dio e da voi il
riconoscea, né mai, come donatolmi,
mio il feci o tenni, ma sempre l'ebbi come
prestatomi; piacevi di rivolerlo, e a me
dee piacere e piace di renderlovi; ecco
il vostro anello col quale voi mi sposaste,
prendetelo. Comandatemi che io quella dote
me ne porti che io ci recai, alla qual cosa
fare, né a voi pagator né
a me borsa bisognerà né somiere,
per ciò che di mente uscito non m'è
che ignuda m'aveste: e se voi giudicate
onesto che quel corpo, nel qual io ho portati
figliuoli da voi generati, sia da tutti
veduto, io me n'andrò ignuda; ma
io vi priego, in premio della mia verginità,
che io ci recai e non ne la porto, che almeno
una sola camicia sopra la dote mia vi piaccia
che io portar ne possa.
Gualtieri, che maggior voglia di piagnere
avea che d'altro, stando pur col viso duro,
disse: - E tu una camicia ne porta.
Quanti dintorno v'erano il pregavano che
egli una roba le donasse, ché non
fosse veduta colei, che sua moglie tredici
anni e più era stata, di casa sua
così poveramente e così vituperosamente
uscire, come era uscirne in camicia; ma
in vano andarono i prieghi; di che la donna,
in camicia e scalza e senza alcuna cosa
in capo, accomandatili a Dio, gli uscì
di casa, e al padre se ne tornò con
lagrime e con pianto di tutti coloro che
la videro. Giannucole, che creder non avea
mai potuto questo esser vero che Gualtieri
la figliuola dovesse tener moglie, e ogni
dì questo caso aspettando guardati
l'aveva i panni che spogliati s'avea quella
mattina che Gualtieri la sposò; per
che recatigliele ed ella rivestitiglisi,
ai piccoli servigi della paterna casa si
diede, sì come far soleva, con forte
animo sostenendo il fiero assalto della
nimica fortuna.
Come Gualtieri questo ebbe fatto, così
fece veduto a' suoi che presa aveva una
figliuola d'uno dei conti da Panago; e faccendo
fare l'appresto grande per le nozze, mandò
per Griselda che a lui venisse, alla quale
venuta disse: - Io meno questa donna la
quale io ho nuovamente tolta, e intendo
in questa sua prima venuta d'onorarla; e
tu sai che io non ho in casa donne che mi
sappiano acconciare le camere né
fare molte cose che a così fatta
festa si richeggiono; e per ciò tu,
che meglio che altra persona queste cose
di casa sai, metti in ordine quello che
da far ci è, e quelle donne fa invitare
che ti pare, e ricevile come se donna di
qui fossi; poi, fatte le nozze, te ne potrai
a casa tua tornare.
Come che queste parole fossero tutte coltella
al cuore di Griselda, come a colei che non
aveva così potuto por giù
l'amore che ella gli portava, come fatto
avea la buona fortuna, rispose: - Signor
mio, io son presta e apparecchiata.
Ed entratasene co' suoi pannicelli romagnuoli
e grossi in quella casa, della qual poco
avanti era uscita in camicia, cominciò
a spazzare le camere e ordinarle, e a far
porre capoletti e pancali per le sale, a
fare apprestare la cucina, e ad ogni cosa,
come se una piccola fanticella della casa
fosse, porre le mani; né mai ristette
che ella ebbe tutto acconcio e ordinato
quanto si convenia. E appresso questo, fatto
da parte di Gualtieri invitare tutte le
donne della contrada, cominciò ad
attender la festa; e venuto il giorno delle
nozze, come che i panni avesse poveri in
dosso, con animo e con costume donnesco
tutte le donne che a quelle vennero, e con
lieto viso, ricevette.
Gualtieri, il quale diligentemente aveva
i figliuoli fatti allevare in Bologna alla
sua parente, che maritata era in casa de'
conti da Panago, essendo già la fanciulla
d'età di dodici anni la più
bella cosa che mai si vedesse, e il fanciullo
era di sei, avea mandato a Bologna al parente
suo, pregandol che gli piacesse di dovere
con questa sua figliuola e col figliuolo
venire a Saluzzo, e ordinare di menare bella
e orrevole compagnia con seco, e di dire
a tutti che costei per sua mogliere gli
menasse, senza manifestare alcuna cosa ad
alcuno chi ella si fosse altramenti. Il
gentile uomo, fatto secondo che il marchese
il pregava, entrato in cammino, dopo alquanti
dì con la fanciulla e col fratello
e con nobile compagnia in su l'ora del desinare
giunse a Saluzzo, dove tutti i paesani e
molti altri vicini dattorno trovò,
che attendevan questa novella sposa di Gualtieri.
La quale dalle donne ricevuta, e nella sala
dove erano messe le tavole venuta, Griselda,
così come era, le si fece lietamente
incontro dicendo: - Ben venga la mia donna
-. Le donne (che molto avevano, ma invano,
pregato Gualtieri che o facesse che la Griselda
si stesse in una camera, o che egli alcuna
delle robe che sue erano state le prestasse,
acciò che così non andasse
davanti a' suoi forestieri) furon messe
a tavola, e cominciate a servire. La fanciulla
era guardata da ogn'uomo, e ciascun diceva
che Gualtieri aveva fatto buon cambio; ma
intra gli altri Griselda la lodava molto,
e lei e il suo fratellino.
Gualtieri, al qual pareva pienamente aver
veduto quantunque disiderava della pazienza
della sua donna, veggendo che di niente
la novità delle cose la cambiava,
ed essendo certo ciò per mentecattaggine
non avvenire, per ciò che savia molto
la conoscea, gli parve tempo di doverla
trarre dell'amaritudine, la quale estimava
che ella sotto il forte viso nascosa tenesse.
Per che, fattalasi venire, in presenzia
d'ogn'uomo sorridendo le disse: - Che ti
par della nostra sposa?
- Signor mio, - rispose Griselda - a me
ne par molto bene; e se così è
savia come ella è bella, che 'l credo,
io non dubito punto che voi non dobbiate
con lei vivere il più consolato signore
del mondo; ma quanto posso vi priego che
quelle punture, le quali all'altra, che
vostra fu, già deste, non diate a
questa; ché appena che io creda che
ella le potesse sostenere, sì perché
più giovane è, e sì
ancora perché in dilicatezze è
allevata, ove colei in continue fatiche
da piccolina era stata.
Gualtieri, veggendo che ella fermamente
credeva costei dovere esser sua moglie,
né per ciò in alcuna cosa
men che ben parlava, la si fece sedere allato,
e disse: - Griselda, tempo è omai
che tu senta frutto della tua lunga pazienza,
e che coloro, li quali me hanno reputato
crudele e iniquo e bestiale, conoscano che
ciò che io faceva, ad antiveduto
fine operava, vogliendo a te insegnar d'esser
moglie e a loro di saperla torre e tenere,
e a me partorire perpetua quiete mentre
teco a vivere avessi; il
che, quando venni a prender moglie, gran
paura ebbi che non mi intervenisse, e per
ciò, per prova pigliarne, in quanti
modi tu sai ti punsi e trafissi. [Vai
alla scheda] E però che io mai
non mi sono accorto che in parola né
in fatto dal mio piacer partita ti sii,
parendo a me aver di te quella consolazione
che io disiderava, intendo di rendere a
te ad una ora ciò che io tra molte
ti tolsi, e con somma dolcezza le punture
ristorare che io ti diedi; e per ciò
con lieto animo prendi questa, che tu mia
sposa credi, e il suo fratello: sono i nostri
figliuoli, li quali e tu e molti altri lungamente
stimato avete che io crudelmente uccider
facessi; e io sono il tuo marito, il quale
sopra ogn'altra cosa t'amo, credendomi poter
dar vanto che niuno altro sia che, sì
com'io, si possa di sua moglie contentare.
E così detto, l'abbracciò
e baciò, e con lei insieme, la qual
d'allegrezza piagnea, levatosi, n'andarono
là dove la figliuola tutta stupefatta
queste cose ascoltando sedea, e abbracciatala
teneramente e il fratello altressì,
lei e molti altri che quivi erano sgannarono.
Le donne lietissime levate dalle tavole,
con Griselda n'andarono in camera, e con
migliore augurio trattile i suoi pannicelli,
d'una nobile roba delle sue la rivestirono,
e come donna, la quale ella eziandio negli
stracci pareva, nella sala la rimenarono.
E quivi fattasi co' figliuoli maravigliosa
festa, essendo ogn'uomo lietissimo di questa
cosa, il sollazzo e ' festeggiare multiplicarono
e in più giorni tirarono; e savissimo
reputaron Gualtieri, come che troppo reputassero
agre e intollerabili l'esperienze prese
della sua donna; e sopra tutti savissima
tenner Griselda. Il conte da Panago si tornò
dopo alquanti dì a Bologna, e Gualtieri,
tolto Giannucole dal suo lavorio, come suocero
il puose in istato, che egli onoratamente
e con gran consolazione visse e finì
la sua vecchiezza. Ed egli appresso, maritata
altamente la sua figliuola, con Griselda,
onorandola sempre quanto più si potea,
lungamente e consolato visse.
Che si potrà
dir qui, se non che anche nelle povere case
piovono dal cielo de' divini spiriti, come
nelle reali di quegli che sarien più
degni di guardar porci che d'avere soprauomini
signoria? [Vai
alla scheda] Chi avrebbe, altri che
Griselda, potuto col viso, non solamente
asciutto ma lieto, sofferire le rigide e
mai più non udite prove da Gualtieri
fatte? Al quale non sarebbe forse stato
male investito d'essersi abbattuto a una,
che quando fuor di casa l'avesse in camicia
cacciata, s'avesse sì ad un altro
fatto scuotere il pelliccione, che riuscita
ne fosse una bella roba.
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