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Giacomo Vit

La valigia del Novecento

Trasferendo sul sito un’idea vissuta concretamente dai poeti nell’ultima edizione di Pordenonelegge, ai quali veniva chiesto, prima di leggere le proprie composizioni, di indicare un poeta significativo del Novecento, che in qualche modo avesse contribuito alla propria crescita poetica, tracciandone i motivi e leggendo alcuni testi significativi, vorrei riproporre, con una modifica, la stessa esperienza. Inviterei i poeti dell’Atlante, ma anche i poeti visitatori del sito, a indicare un poeta che abbia segnato la propria formazione letteraria, specificando i motivi della scelta e pubblicando una poesia che ne riassuma il profilo artistico.
Comincerò io, segnalando, come autore importante per la mia concezione della poesia, Giorgio Caproni, e in particolare la silloge IL SEME DEL PIANGERE, composta fra il 1950 e il 1958 . La tematica è quella del viaggio spazio-temporale alla ricerca della madre scomparsa (Anna Picchi). Perché Caproni, perché questo Caproni in particolare, considerando che il suo sguardo poetico è stato sempre in evoluzione?
Questa raccolta ha degli elementi che, secondo me, sono ancora validi, proprio oggi che c’è una certa confusione sul fare poesia. Intanto si tratta di una poesia “vera”, intrisa di vita (“Sii magra e sii poesia, se vuoi essere vita”). Siamo poi di fronte a un’opera in cui si fonde l’aspetto colto, letterario (chiari i rimandi a Cavalcanti) con quello popolare ( “sii fine e popolare”). Infine, colpisce l’architettura da vero e proprio canzoniere, con rimandi da un testo all’altro.
Ecco un esempio significativo:

 

Preghiera

 

a mia madre, Anna Picchi

 

Anima mia, leggera
va’ a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
timida, di nottetempo
fa’ un giro; e, se n’hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.

Proprio quest’oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d’oro che lei portava
sul petto, dove s’appannava.

Anima mia, sii brava
e va’ in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada.

 

Invito ora gli altri poeti a fare la stessa operazione. Chissà che ne nasca un’originale antologia!

 

Giacomo Vit

Pubblicato il 21 ottobre 2017
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