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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Andrea Gibellini

Dove ogni cosa


Qui e dove ogni cosa
appare ed è più vera di ogni vero


tra gli alberi e l'erba e il fieno rinsecchito 
dal sole in un paesaggio di talpe, di buchi  


di mucchietti di terra, un rivo d'acqua annuncia letame e fango
nelle pupille folgorate dal buio. Qui è il silenzio


dei grilli, il cerchio nero di un fuoco spento


una sottile barriera metallica
(una protezione arrugginita, nera)


stringe ancora il rettangolo del tennis. Larghi squarci


fanno trapassare innocuo il sole — 
stamattina è fosco di nubi basse, minacciose, distanti


in un sentore di diffuso clamore 
come dopo una battaglia.


Là in fondo c'è il campo da basket semisommerso 
da una giungla precoce sedie bianche 


e il cemento del tennis conquistava la visione di un viola intenso
in un fuggevole andirivieni di ospiti inattesi. 


Le edere scarlatte si sono attorcigliate fedeli ai reticolati
le erbe matte, quelle selvagge, quelle che pungono,


hanno ricostruito il loro ambiente inalterato
in un idillio senza pace dove sotto tutto si increspa.


Sottile tra i rami come un occhio di luce preso dal sole
un rumore di spago inavvertito o un frusciare


non più domestico nell'erba, ogni cosa è muta
ma parla più di ogni altro dire


ritorna come da un'aldilà remoto una paura
di colori mai visti.


Perchè tutto arrivi a giusta perfezione
mancano lamine sbrecciate 


lo scintillio delle lamiere piegate
(tu che ami la bellezza che non c'è)
 
e nascosti battiti di ciglia —


il duro sentire dell'amore degli altri.

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