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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Andrea Gibellini

La discarica naturale


Qui e dove la discarica naturale
senza acque ferme e cementi


ma soltanto per l'incedere delle stagioni
mai dimesse e violente senza fogne e animali


dove però non vorresti mai transitare


quando superi quel veleno
di acque dentro stagnanti


— il tuo paesaggio, quello vero — che
proprio vicino a te


smaltisce minerali, materie grezze
quasi trattenute solidificate e che vanno a


riemergere a sfociare mentre proprio il fiume
non ancora dismesso supera il pericolo


condensandosi in luoghi di provvisoria 
calma. Il fiume assiepato da contenitori


non rievocazione ma assoluta raffigurazione
fra insenature torbide di melma e acqua


chiamando per nome e difficoltà ogni cosa
e lattine e scarti centrifughi di ogni genere, ora reperti


di gialli che si smerigliano con rivoli di fiori e arbusti
dietro l'acciottolato fatto di ghiaia e sassi muschiosi.




Stordiscono i fiori, le api macchiate di sole
Stordisce questo presunto idillio 


dove riunisci il corpo, le intenzioni, rannicchiandoti
assuefacendoti all'aperto a cercare un nido


non saccheggiato dove la rovina come il franare
solenne e nostalgico di un bianco calanco


in te si divide come l'amore senza
terra annichilendoti tra arbusti 


nascondendoti nelle siepi
come un passero furtivo e disperso


perdendo continuamente il proprio centro
e saccheggiando inutilmente l'epicentro del cuore.


Oggi ti sei chiesto: «Può l'arte nascere
dal nulla?» «Contemplare il deserto, farlo


fiorire?». Al solito evasivo, credendo in nulla,
anzi continuando a saccheggiare a sdolcinare


tutto ciò che può avere a che fare con i nervi,
— ma lo sai che non puoi durare a lungo.


Provi a ripartire dalle distese d'acqua
che si precipitano dagli argini fra le erbe bagnate


nell'imbucare precarie sponde d'argilla
(ma questa, lo so, è la calma segreta del ritorno a casa) 


e nella sacca di terra sporca 
mobile e fangosa sentire oltre i sassi


il muschio verde, le foglie semisommerse
verso l'alba del mare aperto, gli insetti e animali


che ritieni pericolosi e insostenibili.
Qui sfalci l'erba sempre nello stesso 
luogo dove passato e presente si toccano


penetrano come possono penetrare quei rami
di piante secche dentro a un cactus nel suolo pietroso.

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