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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Angelo Tonelli

(mare che ti inabissi e ti inargenti)


I
mare che ti inabissi e ti inargenti
signore di riverberi e di anemoni
nascosti nel profondo, cuori mobili
di luce-sangue-luce… amare, immobili
a tuo cospetto sorgono parole
dal calamaio denso della mente
che miete moltitudini di astri
nella volta di cinabro e di ametista
del cielo a mezza notte, in fitta schiera
ridenti mondi nuovi, e altri salmastri
misteri, o vellutati, come la risacca
nell’istante che incontra l’onda nuova
sospende e spazio e tempo nell’arreso
vortice dello slancio e del ritorno…
il tuo rimbombo rivela la sostanza di poesia:
avere occhi di dio, di dea, vivere sempre
malie miracoli alchimie
di luce e ombra, sempre conservando
un fiore di passione e meraviglia per la vasta
dispiegata vita; sempre trascendere
amandolo
il tragitto delle ore e delle carni, sempre donare
ben più del ricevuto; è poesia
il cadavere disfatto, vomitevole
all’olfatto, e l’erba tenera
nelle rovine baciate dalla charis 
dell’anfiteatro di Luni, stracolmo di gigli.
Ma mi graffiano gli artigli
esiziali della dea, squarciano il petto
e ostendono interiora da immolare
un giorno al Dio del Cosmo che ci nutre
e si nutre di noi. Intanto taglia
la mezza luna compatta nubi nere
sul mare tempestato di riflessi
paesi-lanterna nella notte. Intanto  è musica
il tonfo reiterato delle onde
contro gli scogli lucidi di brina
degli abissi, dormono
sotto le stelle Delfi, Stonehegge, Tenoctitlan:
il tempo scivola
sui marmi e sui coralli, un doppio sole
riscalda l’invisibile e il visibile
mondo. Si dissolvono
in luce anche gli dei




Da Canti del fiume più vasto (raccolta inedita)

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