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Poeti del Centro:
Poesie
Annelisa Alleva

Specchio


Specchio mio bello... Ti dico picche, ti dico picche.
Non vedi che soffro? E io che ti posso offrire?
Fammi passare dalla tua parte.       Non posso. Immaginalo, che è 
meglio. 
Allora attraversa tu la lastra.Uh, con questo freddo...
Muoviti!         Accosta le labbra, piuttosto.
E' ghiaccio il vetro. Chi sei?Sono l’argento che ti fa apparire.
Piango.         Rido.
Tu ridi mentre... Io voglio che tu rida.
Ridammi indietro gli anni.                Non vedi come sono vecchio?
Mio bello specchio... Ti dico picche, ti dico picche.
Allora io ti spacco.         Fallo pure, per ripicca.
S'è fatto rugoso l'argento
alle intemperie. Grattalo via se vuoi, gatta.
Tu mi restituisci il corpo,
ma che me ne faccio da sola?        La sola lontananza è elegante...
Vieni qui. Io non obbedisco alle tue mosse.
E io neppure.         Io ti adoro. Scacco matto.
In nome di Dio, in nome... Io ti adoro.
Giura: morrò se mento. Morrò se mento.
Ora sono sicura che morrai. Che dici?
Detesto quest'incastro di scongiuri
fra galeotti in galera.  Io...
Bello specchio mio... Ti dico picche, ti dico picche.
Senti la gazza appollaiata sulle dita,
il suo cicaleccio nella neve di schiuma
mentre lavo le tazze? Il lamento
del re mago decapitato da una foglia
di palma?          Folle ragazza!
Allora, mi inviti?         Ho bisogno del mio antro.
Chi fisserò al brindisi di mezzanotte? (Silenzio)
Se tu mi perdessi dove troveresti
la forza di gridare all'oste: "Coprilo
con uno straccio!", quando entri?         E tu, ti vedresti?
Hai perso i riflessi.              E tu, ai capelli?
Mio specchio bello...      Ti dico picche.
Dammi un cuori.      Eccoti un asso.
Tu m'inganni.             Come tutti.
Tu mi tormenti.      La felicità non esiste.
Sì, il biberon sbattuto a terra
dal neonato, che sbava latte
sul tappeto. I versi.
Presto sarò troppo vecchia. Non vedi la pioggia come mi ha 
                                                        ridotto?
Coccio della malora. Come ti permetti?
Padrone che conserva il fiore
in glicerina. Voglio acqua! Se te la dessi morresti prima.
Non m'importa, ho sete!                  La parete del vaso si farebbe 
                                                        scivolosa, imputridiresti.
Voglio acqua e morire. 
Fammi consumare. 
Odio le celle frigorifere. (Silenzio).
Dammi un sette. Briscola, quaterna.
Vivi del mio desiderio, tu ridi,
voglio un contratto.         Io sono il tuo specchio.

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