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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Beppe Mariano

Kairos

                                                                                            Il tempo presente e il tempo passato son
                                                                                            forse presenti entrambi nel tempo futuro,
                                                                                            e il tempo futuro è contenuto nel tempo
                                                                                            passato. Se tutto il tempo è eternamente
                                                                                            presente tutto il tempo è irredimibile.

                                                                                            da ”Burnt Norton”, T.S. Eliot

                                                                                            Guardare il fiume fatto di tempo e d’acqua
                                                                                            e ricordare che il tempo è un altro fiume.
                                                                                            Sapere che ci perdiamo come il fiume
                                                                                            e che passano i volti come l’acqua.

                                                                                            da ”Arte Poetica”, J. L. Borges



Governare la casa, rifuggendo le insidie
del viaggiare, interrogare almanacchi,
riaprire ostruite gallerie dell’infanzia,
crescere figli: la vita ragionevole.
Oppure cercare di ciò che ruota il punto fermo,
la nota della tromba che perdura oltre la nota,
l’oltre di una ragione insufficiente.

Che altro cercheranno le due gemelle 1
che stanno per lasciare il sistema solare
inoltrandosi nell’ignoto interstellare...

Sei andato, uno e molteplice, lungo strade
affollate di tuoi simili rivoluzionari,
aprendoti varchi nel sangue smisurato,
riuscendo ogni volta illeso.
Hai cercato nelle città innanzitutto l’amore,
capendo che la città può essere dappertutto.
Ma non hai più forza per predicare
né qualcuno ti rincuora. Come tuo padre
hai lavorato in una falegnameria;
ma il legno era solo truciolato di bell’apparenza.
Hai cambiato falegnameria; ma l’inganno era diffuso.
Come un bambino, credi d’avere rinchiuso
il male in una ciotola ricavata da un cranio tribale.
Non ti riesce moltiplicare il pane,
e il pesce è marcito per logiche di mercato.

Fioriranno nel buio siderale i colori
in successione, come nell’Odissea filmica,
o nella creazione della terra che ad ogni
umana nascita è secondo Malick ricreata... 2


Sperimenti il comunismo obbligato
della fame: tra i mendicanti di Marrakech
e lo sfarzo colpevole del Mamounia, 3
al salpare dei profughi battuti dal remo
dei Caronte sul mare sepoltura.
Ti rallegri per le caviglie d’arancia 4
delle spose promesse; per gli aquiloni
crollati dell’infanzia che, riparati,
riprendono il volo e scrivono
geroglifici sull’empirea lavagna.
Hai cercato di assumere in te l’altro
per capirne le ragioni: del palestinese
che cela in sé il cilicio esplosivo;
di chi, perseguitato, a sua volta perseguita.
Sei tornato alla tua Betlemme, incuriosito
e commosso dai nuovi nati.
Ma nelle capanne non ci sono più asini e buoi,
neppure quelli tuoi, spelacchiati.

Per diverse vie, le due gemelle sperimentano
lo spazio-tempo senza fine. Una risposta cercano
per il dubbio più assillante: se l’infinito è stato creato,
il creatore può essere pensato?

Appari un’ombra dai lucenti contorni tra gli ulivi
giganteschi. Serena è la tua orazione nell’orto,
seppure conscia del tradimento.
Consideri la muta delle foglie d’autunno:
l’inganno del festoso colorarsi che annuncia
la morte incolore. Frequenti la mia giornata,
ma non con l’insistenza di chi reclama attenzione,
con la discrezione invece del silenzio,
della neve che scendendo mi colma.
Credo talvolta di avvertirti nell’eco del verso
che si prolunga nel grembo della montagna,
nella volubilità delle nubi che lasciano
intravedere il tuo profilo e lo disperdono.

Ogni gemella è sola, dall’altra divisa,
vinta dall’infantile paura per il buio.
Si cercheranno all’infinito
e nell’infinito si ricongiungeranno.
Ma senza una risposta sicura.


Che tu abbia predicato l’amore e sia stato
per questo crocefisso è accaduto
(accadrà ancora); che tu risorga nuovo
predicatore per rimorire ogni volta,
è ragionevole crederlo. Così vogliamo
che sia. Ma è ancora la tua questa
chiesa tanto ammantata? In essa ancora
riusciamo ad ascoltare la tua parola?
O non è più probabile riudirla,
come allora, dove è più turpe la strada?
Non rispondere è il tuo modo di rispondere.



1. “Le due gemelle” è un’allusione alle due navicelle Voyager inviate nello spazio.
2. Riferimento a Odissea nello spazio di Kubrick e al recente L’albero della vita di Malick.
3. Sontuoso albergo di Marrakech.
4. Una tradizione che ancora resiste nel Maghreb.

(2011)

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