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Indice

Poeti del Isole:
Poesie
Carmelo Panebianco

Viaggio mattutino


a Candido


Si schiusero le palpebre 
precipitose tenebre a nascondersi 
e furono luminose colline.


L'iride si riversò azzurra
tra le canne palustri degli Hybles.


Palme impaurite scesero ombre 
sulla terra nera, immobile il ramarro 
si specchiò nel pozzo dell'insidia.


Privi di padre Chadid ci guidò 
lungo sentieri d'erba alla meta 
alle mattutine contrade.


Superato l'emporio devozione
di viaggiatori e ladroni oltre il crocicchio   
la polvere coprì la nostra memoria 
vedemmo steli bruciare carcasse spolpate… 
storditi precipitammo in labirinti di tufo...


"... terrorizzavo un tempo occhio 
caprino le greggi imbiancate 
percorrevo ubriaco queste distese 
pescavo contento le carpe sulle rive 
del Dittan, custodivo le valli
gli stagni i bivieri gli invasi
teneri agnelli cacciavo caste fanciulle...


presi dal panico avete prosciugato    
le fonti avete allontanato le ninfe 
incenerite le selve, impauriti   
m'avete sepolto in caverne ammuffite 
avete gridato la mia fine precoce...


quando le tre figlie della raganella 
prenderanno danzando possesso dell'aia 
ancora una volta apparirò risorgerò 
prima d'abbracciare l'epidermide del sole 
e il capro rimarrà dio per l'eternità....".


Il volo del colombo lacerò l'orizzonte
lasciò una ferita celeste tra le colline.


Esausti ci colse il tramonto.





tratti da Preghiera del ritorno (inedito)

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