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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Daniele Piccini

(ah, Buenos Aires)


“ah Buenos Aires, dove il Cieco 
si aggira e non sbaglia le porte,
sente l’odore del pane, i caratteri
stampati freschi nel libro, le storie
infinite posarsi
nel grembo di una Donna…”
“anche te dovrò obliare
e il suono di quei passi
sul marciapiede, battiti
della specie che aumenta,
del ricatto di Vita…”
…………………………………..
“di cosa parli quando dici favole
come questa, chi sono
le tue ombre fraterne?...”
……………………………………
“com’è infantile la voglia di vita
e l’elica dei geni all’infinito:
un bambino ritenta
le forme disperate dei suoi avi, 
fuga dal labirinto”
“la parte senza sbocco…”
“la parte senza sbocco
portarla tutta da soli, guardare,
consumare, non chiamare in aiuto
uno che domani invocherà noi
che domani, che ancora…”
“questi innocenti, animali che nascono
senza speme né fede”
“che si aggirano, venendo alle mani
per domandare cibo, a volte caldo,
caldo di mani umane
che non li salva”
……………………………………..
“ho sentito queste cose, le dicono
poveri vinti e morti
alla vita che si truccano da...”
……………………………………...
“come hai ragione, piccola”
“una volta nelle nevi a gennaio
quando tace più fonda
la macchina-motore
della città, sentivo
i miei sensi acuiti”
“forse le onde elettriche, 
le mucillagini
hanno captato allora
la mia generazione.
e anch’io ho dato vita e adesso piango
per le povere morti
che sono sempre la nostra, milioni
di milioni di volte”
“forse piango le bestie 
che non hanno mai pace e rifioriscono al mondo”
“lascia chiusa la porta 
domani, non ho fretta
di vedere la luce”






da Inizio fine (Crocetti, Milano 2013)

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