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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Elio Pecora

(Impromptu)


Farneticano. Che altro possono? La vita 
s’incarica di sfuggirgli. Vorrebbero
ghermirla, possederla, come un vestito,
una sedia. Invece, vi stanno dentro,
tutti interi. E almeno in parte sanno che,
a uscirne, sarebbero persi, definitivamente.
Pensano. Il privilegio di pensare. Piuttosto
annaspano, in un pozzo, col naso rivolto
al filo di luce che viene dall’alto. Lassù,
sono certi, o almeno sperano,
qualcuno li attende. Intanto annaspano.
S’aggirano in uno spazio ristretto, e pure
sta tutto lì dentro il mondo
che pretendono di possedere: una stanzuccia,
un buco, ma rintrona di grida,
richiami, lamenti, anche risa.
Vorrebbero, gli storditi, gli ingenui,
un solo bene, ma eccessivo,
inaccostabile. Lo chiamano felicità ed è
una sorta di stasi: non voglio, non aspetto,
non spero. Fermo, in una luce
che nemmeno acceca,
perché circonfonde. E’ felice la bestia,
la foglia – sostengono o hanno sostenuto
fino a ieri l’altro, quando guardavano
bestia e foglia con l’occhio dell’unico 
pensante e padrone. Lasciateli dire.
Si consumano parlando. Si acquietano
mentre accusano, mentre disperano.
Inutile fermarli. Dopo ricominciano.
Li vedete, sprofondati nei loro assilli.
Ma il resto, domandate, tutto il resto?
Ci vuole poco a capire. Questo spazio,
in cui si dilaniano e annaspano,
se lo  portano addosso, dentro, giorno e notte,
dovunque. Nel mezzo della ressa
continuano a pensarsi, a lancinarsi.
Sarà così fino a che staranno
nelle loro carni, fino a quando
porteranno quel_nome e quella faccia. Soli,
in mezzo a tutti gli altri soli, ma stretti 
a questi altri, coi fiati addosso.
Anche loro per strade, piazze, cunicoli,
andando, aspettando. Anche loro
in un cerchio più largo, di gesti,di inerzie.
Tutti nella voragine, nel mare senza fondo,
nella storia comune le storie minuscole
come pietre o schegge di un muro interminabile.
Guardateli, vi somigliano. Nella disperazione 
non smettono di sperare. S’aggirano
nel labirinto. A chi riuscirà
di uccidere il mostro e trovare l’uscita?




da  Per altre misure, San Marco dei Giustiniani, Genova, 2001

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