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Indice

Poeti del Sud:
Poesie
Emilio Coco

Nonna Graziuccia

Nonna Graziuccia
che dormiva sola
col pitale di creta sotto i trespoli
e con la carbonella
ammonticchiata dentro lo stanzino
scavava nel braciere
dove brillava un resto di tizzone
prima di andare a letto.
Il sonno era scandito
dal battito del pendolo
che a volte nella notte
dimenticava di suonare le ore.
Mi chiamava alle sette ogni mattina
per ripassare un canto dell’Iliade
o l’ultimo capitolo di storia
prima di prepararmi per la scuola.

Nonna Graziuccia
col piatto di zitoni al pomodoro
nel fazzoletto a quadri
s’impregnava di sugo al dondolare
tra le mie dita strette ai quattro nodi.
Glielo portavo con il fiato in gola
e i suoi occhi gioivano
all’aprirlo fumante sulla tavola.
Mi regalava cinque lire a viaggio
che spendevo a comprarmi
il solito gelato
con lo spruzzo di panna sulla crema
e lo leccavo lento
allungando la strada per le zie.

Nonna Graziuccia
col cernitore appeso
al muro della casa dirimpetto
lo affittava per dieci lire l’ora
alle donne di via Cappellini
fino al corso di sopra vi scuotevano
le foglie di granturco
con cui ingrossare magri materassi.
Non seppi mai i suoi anni
forse settantacinque
il giorno che la vidi nella bara
con il rosario avvolto nelle mani
e senza un filo bianco nei capelli.

Nonna Graziuccia
con diecimila lire arrotolate
nascoste nella pentola sospesa
insieme agli altri rami sulla madia
dove impastava a pugni cadenzati
parrozzi di sei chili
e ringraziava Dio a ogni affondo
per il dono del pane quotidiano.
Con quei soldi le zie mi comprarono
al primo compleanno senza lutto
un tissot con lancette luminose
che sfoggiai per anni sopra il polso
di una casacca verde militare.

Nonna Graziuccia
che dormi il sonno eterno
nel loculo appoggiato al pavimento
della chiesa Madonna delle Grazie,
senza il tuo nome e senza il portafiori
vi è rimasto un anello arrugginito
dove infilare recitando un requiem
un mazzetto di finte margherite
nel giorno dei defunti.
Manchi soltanto tu
nella nostra cappella di famiglia.

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