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Indice

Poeti del Sud:
Poesie
Enrico Fraccacreta

divisioni

Adesso che ognuno a proprio modo aspetta
e un’istantanea o la semplice scritta
t’avrebbe troppo imprigionato
quel cespuglio lì sulla destra innamorato
è tuo padre, lo vedi dal periscopio della croce
sopra la coperta di trifoglio
lo stampo di un lieto ciclamino

atterra tutti i giorni con le gazze
per schiodarti alla terra o per guarire in alto
tra i riverberi e le penne bianche e nere
fermo sotto l’angolo del vetro
dove i morti si specchiano voltati

trasmette da una casa esterrefatta
screpolata dalla tua mancanza
la carta da parati che si stacca
sul filo delle viole sorridenti

attende le avanguardie del mattino
quei cani smagliati nelle fosse
dal manto pezzato di vaghezza
per darti le ultime notizie:

“hanno scrollato tutti i ricordi
i destrieri delle solite omissioni
calando a pelo di boscaglia
dalla scala della nostra appartenenza
hanno chiamato da tutti i rimpianti
i compagni della tua assenza
hanno aspettato tutte le piazze
bagliori di strade interrotte

è piovuto tutta la notte
il rimorso delle nuvole in alto

ha oscurato tutte le volte
il buio del tempo ordinario
il freddo passaggio di coscienza

di una luce remota nella camera
che una sera lontana sulla riva
punteggiava di lumini l’altra sponda
e tu eri un ragazzo che chiedeva
se un sogno può rubare l’altra parte”

ora un concerto di preghiera
spinge la vela che riparte
innalza una scaglia di pianoro
cattura il primo raggio e lo nasconde
tutte le volte creduto l’orizzonte

quando al buio risplende
questo silenzio della terra
degli incroci dei sussurri dei bisbigli
della bestia che morde sul pendio
e beffarda si volta, scampanella:
non hai trovato nulla ancora
il vento s’attarda nella nebbia…

oggi lo stormire dei lecci fuori dalla vetrata
è il soffio dell’album di tua madre
viaggia nelle foglie stagionali
nelle foto del tuo compleanno
dal flash sorridente ‘56
alla visita curiosa di un signore
che ancora non ricordo o non conosco…

si è sfilata tutta sul cuore
la collana delle perle smarrite
adesso è tempo di partenza
di mesti cherubini raccoglitori,
arrivano al discorso della sera
un angelo ha corretto le parole
la voce rintocca nell’affanno

è passato un anno


Da Geografia della memoria: poesie per Andrea Pazienza

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