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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Enrico Trebbi

I miei genitori


Oggi mi fermo un attimo solo
a salutarvi mentre ritorno
nella calura estiva dell’ora 
prossima al meriggio.
E non è vero del tutto che non ho
bisogno di vedervi, che siete in me
anche quando mi divoro il fegato
in queste giornate vuote in attesa
della sera di piccoli sogni avverati
che addolciscono il cuore. 
Non amo le vostre fotografie
così lontane dal mio ricordo di voi
ma mi consola il posto d’ombra
dal quale mi guardate con il leggero
imbarazzo di chi pare dover giustificare
d’esser qui  ancora insieme, dopo tutti
gli anni in cui ho faticato a sentirvi uniti,
se non per noi figli. In fin dei conti forse
non potevate far altro, dati i tempi
il senso del dovere e delle cose che
vanno come devono andare. Oggi sono
quasi contento di sapervi ancora a parlare
e giocare alle carte verso sera. 
La poca luce ingigantisce i rimpianti e
potrebbe il buio portare i pensieri 
alle scelte che magari avreste voluto 
diverse, o forse solo tu, mamma, che così
spesso ho pensato che non saresti rimasta,
e speravo ci portassi con te. Il tuo sguardo triste
è anche ora la preghiera appena accennata 
“non venire più, Enrico! che hai altro da fare”, 
come quando cercavi di allontanarmi dalla 
tua morte e sapevi che non avrei potuto.




Modena, 17 agosto 2012

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