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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Enrico Trebbi

Stanza in Ghetto Novo


Oggi penso alla quantità d’infinito
contenuta nel quotidiano microcosmo
di ciò che vedo dalla finestra
a quanto è mutevole e poco stabile il mondo
anche quando nulla pare cambiare
la polvere, il sole, le foglie ingiallite
l’albero che sempre butta verde per primo
e sempre anticipa di qualche giorno l’autunno
le voci di strada, la pioggia
l’alternanza del clima e del vento
del modo in cui guardo la realtà
e modifico i fatti, le cose.


Penso a volte che vorrei una finestra
sul piccolo campo in Ghetto Novo
i pochi alberi, la gente che
entra ed esce dal campo visivo
sparute persone malinconiche e assorte
le foglie a vortici nel vento
e nella pioggia ottobrini
il silenzio della neve che quieta
si scioglie nel canale in Cannaregio
e non l’estate, che non è la mia stagione,
e come tutto è diverso oggi da ieri.
Allora traccio una mappa
dei ciuffi d’erba tra pietre
delle minute crepe dei muri
dell’odore salmastro di laguna
delle sconnessioni dell’acciottolato
faccio il conto delle nuvole in cielo.
Domani uscirò a controllare
e guarderò quanti ciuffi nuovi
quante nuove crepe e quanti fiocchi di neve.
Poi, a sera, rientrerò a far la mappa
delle mie crepe infinite e diverse.




13 settembre 2011

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