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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Eugenio Vitali

Ghenes


Ghenes era vissuto in un’era lontana dal tempo.


Come le piogge che riscaldavano il sole, vestiva
di silenzio, navigando invisibili draghi che
sradicavano alberi nel cosmo.
Davanti al suo divenire diceva di non essere
nato, perché da sempre sfuggito dalla sfera
della nascita; nessuno lo poteva svegliare: vi
erano in lui parti segrete che doveva
ancora raggiungere.
Vedeva la vita come un faro bianchissimo
con pianure di stelle e, nel correre senza 
limite di spazio, si chiedeva da quale marea
il sole ricevesse luce.


Il suo volto portava appena una parvenza
umana, di una specie che da millenni aveva
scavalcato l’insondabile orbita del futuro.


I ragazzi, dal cerchio quadrato, fissavano
quella  sfinge ibernata dal sogno mentre per
strada giocavano con i concerti dell’arcobaleno
e l’estate dissetava il cammino della
primavera.








(da “Ghenes”, Edizioni dell’Orso, 1992)

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