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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Fabrizio Dall'Aglio

(la musica inespressa delle cose)


La musica inespressa delle cose
vibrava nel mio corpo ingigantito
per l’esplosione, sorda, ammutolita
l’estatico finale della stirpe.


Giacevo nel mio letto di dolore
seguendo le mie linee sulla mano
era la vita, il solco nella pelle
come una lunga scia della memoria:


persone – già sgombrate in ritirata
affrante, trascinate alla deriva
amate, quanto amate, e senza fondo
era il mio corpo che le consumava


e cose – accantonate, senza spazio
immobili e consunte nell’attesa
il Dante di metallo, la conchiglia
la forbice firmata, la specchiera


persone – le vedevo tutte in fila
come il plotone della mia condanna
il mio dolore nelle vite loro
tornate a reclamare la mia fine


e cose – ripetevano il mio nome
quel nome sconosciuto che inseguivo
nel margine di vita dileguata
che finalmente mi sopravviveva.


Eran le cose la mia vita eterna
quella stessa che ora mi sfuggiva,
che sentivo nel sangue prosciugarsi
per un trionfo che mi rinnegava.






da: Hic et nunc
(Firenze, Passigli, 1999)

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