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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Flaminia Cruciani

Rapporti di scavo

D’olivo il sonno, ammainati i sensi in emorragia di millenni.
Disfare la maglia al dormir sacro,
tunica di deserto senza orlo, castello d’ossa fortificato di bianco.
Girasoli d’argilla gli ingranaggi delle tue pene,
grondaie di polvere il volto, lacerata la stesura del divenire.
Sfondi di sguardi, questi gusci di conchiglie vuoti,
appassite le carezze nelle tue mani di felce.
Io svuoto il cranio, col pennello smonto l’edificio della ragione,
spire concentriche di depositi cerebrali, fondali marini,
labirinti di vene polverizzati, trasformati in qualità dell’abisso.
Dove la carne è inadempiente si imita forse la vita
o si finisce ad amare in abbreviazioni.
Penso agli ultimi istanti quando lo sguardo in avaria
dilata lo spazio e lo lascia cadere sul fondo.
Parlami del viaggio che mi attende,
in quale rotta ti sei moltiplicato.
Siamo meteore, dopo l’inganno del tempo cosa resta?
Un passo e sei una tacca nel mondo minerale
dove finisce l’effervescenza delle emozioni.
Ho versato boschi sulle catene della mia fede,
sono interrata in ogni latitudine,
in un passato non ancora trascorso stivato nel tempo,
ma non sono mai nata.
Andrò come sole alla guerra, col vento in poppa
convergerò in quel naufragio.
Quando sarò radice, datemi l’inferno
ma lasciatemi nel diametro del mio sentire.

da Semiotica del male, Campanotto 2016

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