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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Francesco Macciò

Sloveno


Mi spargi il volto di impiastri,
mi allunghi le ciglia
voltolando in un drappo
appena finito i miei fianchi.
Dicono che così
sembro della tua gente, Mira,
e ridono tutti senza capire…
Zelda ha raccolto tre mele
che in giorni di feste antiche i ragazzi
lanciano al di là della strada.
Sono un sorriso, un marito, una casa.


C’è un ciuco intabarrato
in una taverna di Pesek
dove parlano ancóra di campi
nazisti e di compagni morti.
Chiudo le tue mani
poi il tuo volto tra le mani.
Chissà quanti orrori
sul Carso, quanti amori
alle feste del vino, negli abbracci
freddi delle veglie,
salendo strade alte e deserte
sotto notti altissime di stelle.


da  Sotto notti altissime di stelle (2003; 2013)

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