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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Giancarlo Sissa

Senza vanità


Eppure avevi detto - non in chiesa
piuttosto buttatemi in un fosso e basta
che tanto fa lo stesso - e invece
tradito dal vino dalle carte dall’amore
stordito in un letto d’ospedale
asso di bastoni a ricordare i nomi
dei figli rifiutando l’estrema unzione
- via i preti! fuori dai coglioni! - 
in un sussulto anarchico sorriso
irriverente di liberazione il ciglio
levato a sbeffeggiare la conversione
sul confine della vita della morte
strana, stranissima sorte - Garibaldi
mi chiamavi - e proprio in chiesa
ti hanno portato, uno solo dei tuoi figli
non è entrato, cocciuto in un silenzio
orfano d’ascolto e di riposo … il solo
a capire che forse un po’ stronzo eri
ma libero, fra tanta ottusità, e
se mai c’è Dio, al suo cospetto
senza vanità




 (da “Manuale d’insonnia”, 2004)

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