Cerca su Griselda
Questo sito usa cookie di terze parti. Leggi la nostra Informativa cookies oppure chiudi questo avviso

Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Gianfranco Miro Gori

Canzone del falói


Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, / bum. // E tu / giù a piangere. / Dei singhiozzi. / Sempre più difficile... // Non ti eri dimenticato / le gambe aperte  di tua mamma. / “Spinga!” / Puntavi i piedi. / Ti ha afferrato. / Davi di cozzo. / La capriola / piano piano piano. / Il naso schiacciato. / Sangue. / Liquidi. / Il bagnato e poi  l’asciutto. / Eri nero, / pesto. / Sei rimasto per un secondo mogio. / Hai cominciato a piangere / ma senza lacrime. // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, / bum bum. // Cosa significa / falói? / Che hai una specie / di chiodo? / “Non so...” / L’impegno? // Meglio stare seduti / su quella panchina / alla Madonna dell’Acqua. / “Scusi la casa del Pascoli?” / E tu indichi col dito. / “Scusi  la Torre del Pascoli?” / E tu indichi con la testa. / Due tre sigarette / un goccio d’acqua. / La fontana / è stata sempre lì / e le panchine anche. // Meglio stare in piedi / d’inverno / al freddo / davanti alla porta del bar. / Tristi o allegri / ma senza contentezza (e / neanche dolore). // L’impegno / è / la sveglia che suona / tutte le mattine. / Il cervello che dondola / in qua e in là, / questo e quest’altro... / I vivi / e i morti / attaccati al muro dietro la chiesa: / quei manifesti / con la fotografia, / sempre più vicino / ai tuoi anni. / “I famigliari / danno il triste annuncio...” / Triste annuncio di che? / Che ha ingoiato medicine per trent’anni. / “Mi lasciate morire / sì o no?” // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, / bum bum. // E a te, / a  volte, / sempre più spesso, / ti piacciono quelli / che non si reggono in piedi. // Va, / va... //  Bella fatica. / Siete cresciuti nella bambagia! / Almeno loro / sono inciampati nel fascismo. / La guerra di Spagna. / La seconda guerra mondiale. / Il Quarantotto... / Hai voglia... / il Sessantotto, / il Settantasette. / Parole torte / e secche. / Quello che non siamo, / quello che non vogliamo, / non lo sappiamo. // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, bum bum. // Cosa significa / falói? / è un verbo? / voce del verbo / fallire... / falói / o è un aggettivo / o un sostantivo? / fallito, / falói. / Non ci riesci / a volte o / non ci sei riuscito / mai? / Eppure dalla pancia / di tua mamma, / anche se eri a rovescio, / sei uscito fuori. / Ci sei riuscito tu / o ci sono riusciti gli altri? // Ha avuto / ragione Chino / appeso al cancello del cimitero. / Gardo / che ondeggiava  / con la corda al collo. / Condi / che ha adoperato il fucile / solo una volta: / contro la sua faccia. / E Fredo / che, quando l’hanno tratto fuori / dal grande gorgo del Rio Salto, / era verde / ma rideva... // Rideva... / Oh... come rideva / Come rideva. // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, bum bum. // Cosa significa / falói? / Un caldo, / ti scoppiava la testa. / Eppure eri freddo: / la pelle d’oca. / La guardavi / e lei / ti guardava. / “Ma perché non dici niente?” / Stava lì, / con quegli occhioni. / “Parla, dì qualcosa!” / “Non è niente. / Non ti preoccupare.” / “Taci!” / La schiena di ghiaccio... / La testa un quintale... / “Cos’ha quel bambino? / Non parla, non mangia...” / “Se è per questo / non dormo neanche...” / Con tuo zio / hai sputato il magone. / “Non preoccuparti. / Capita a tutti, / anche a me una volta... / Mangia, bevi / s’accomoda tutto.” / “Sì, sì, / ma chiavare quando?” //  Quella sera / partivano / Bigno, Torre, Fino. / La cinquecento famigliare, / il bottiglione per prendere l’acqua alla Sacramora. / Le puttane erano alla Rotonda: / tutte italiane, / non come adesso / che vengono da tutto il mondo / (e hanno anche il pisello). / “Vieni con noi dai!” / Un’ora dopo / eri da solo, / dentro all’automobile, / con quelle cosce bianche, / quel bosco nero. / Non avevi paura, / non avevi voglia, / non avevi niente, / solo freddo e / la voglia di fuggire, / di essere altrove, / a giocare a bilie / o inseguire i ramarri. / Sei rimasto un po’ lì, / mogio, / poi / sei sceso. / Ostia che gusto! / Che gusto... // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, bum bum. // Cosa significa / falói? / Che tutte le notti / guardi la televisione / e non ti ricordi niente. / “Senti di là / come russano, / sembra che non abbiano mai dormito!” / E' quasi giorno: / quante volte sei passato / dal  letto al divano, / di qua e di là / di qua e di là / di qua e di là... / I bicchieri di vino, / i biscotti, / il formaggio... / Quel libro in mano / per anni. / “Ma tacete: / smettetela di russare! / Che mi sono proprio stancato.” / Fuori hanno cominciato / a chiacchierare, / si sente un motorino, / accendono un’automobile... / Cosa sarà mai dormire? // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, / bum bum bum. // Cosa significa / falói? / Che avevi cominciato a lavorare. / Due soldi in tasca / ti fanno male? / In fabbrica / la catena cantava. / Tric trac / e via. / Tric trac / e via. / Tric trac / e via... / La macchina correva, / i pezzi andavano. / Tric trac / e via. / Tric trac / e via. / Tric trac / e via... / E poi hai mancato / un pezzo. / Poi un altro. / Poi un altro ancora. / E poi il mucchio. // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, / bum bum. // Cosa significa / falói? / Crescere in campagna? / rotolarsi nella guazza? / catturare gli uccelli nel nido? / le cinghiate del babbo?/ O in un paese che è / una campagna? che / se esci di casa / davanti sei sulla strada, / se esci dietro / sei nei campi... / E poi hanno aperto / le fabbriche: / una, due tre, quattro, / cinque, sei... // Va il pallone, / bum. // A lavorare / a dieci anni / “Tu, che non hai provato...  ostia andare a scuola!” /  Poi ti sei stancato, / hai cambiato lavoro: / un lavorino in proprio. / Va il pallone... / Ti alzi quando ti pare. / Bum.../ Vai a prendere un caffè, / due chiacchiere in piazza, / un pisolino... / E poi ti  ghermisce / la spossatezza. / Bum bum bum... / Va il pallone.... / Ci sarebbe un lavorino, / proprio una cosa / da niente: / così per raggranellare / qualcosa. / “Per far che? andare al cimitero!/  Era meglio andare su subito: / il tempo di uscir fuori... / Come una volta, / quando suonavano da morto: / tutte le mattine:/ per portare su un angelo.” // Va il pallone, / bum. // Ha avuto / ragione il Rém / che è morto perché / non aveva voglia neanche / di mangiare. /  Ha avuto / ragione Turcin / che è imploso in una mangiata / di uova. / Chiungi, la Gérla, / Labach / che si sono affogati  nel vino. / E Fino / che ne beveva / settantacinque bicchieri al giorno. // O Lécio che è stato / dappertutto. / A far che poi? / Prima guerra mondiale, Africa, Francia... / Avanti e indietro. / E tutte le volte che ritornava, / la metteva in cinta. / Tre, quattro, cinque... / Premio di natalità! / Crescevano / nel cesto di vimini: / per campare da / uomini o conigli. / O è uguale. / Adatti per la trincea, / adatti per la miniera / e per i campi. // Va, va il pallone / bum ./  Va, va il pallone... / Va, va il pallone... // Cosa significa / falói? / Finire in una carrozzella... / che sei tutte braccia. // E prima / quanti ne hai fregati? / Bastava fingerti zoppo. / Nascosto in un crocevia, / accoccolato in una curva, / infilato in un fosso / aspettavi il momento / per balzare fuori. / E bum! / l’incidente. / “Non l’ho visto! / Non lo toccate! / Chiamate un’autoambulanza. / Fortuna /  che non si è fatto male / sul serio.” / L’assicurazione? / Basta resistere. / “Mi fa male la testa. / Ho dei mancamenti. / Avevo una forza come un toro / e adesso svengo / per niente... / Sta gamba... / non riesco a muoverla.” //  Va, va... // E quante ne hai / scopate / al mare? / La tua voglia. / Una, due, tre, quattro / e via... / Fino a quando s’innamoravano / loro. / Se no, telefona pure a Milano, / corri a Düsseldorf , / scrivi a Stoccolma. / Piangi! / E poi la Romania: / ti metti in piedi, / appoggiato alla tua automobile, / e gli fai segno, / sono loro a venire... / Una, due, tre, quattro / e via... / Ma queste qui / non s’innamorano: / ti tocca portarle qua / o andare tu là / nel week end. / San Mauro-Bucarest, / Romagna-Romania. / E poi ancora più lontano: / Tailandia, Cuba, Filippine / e lo sa l’ostia dove. / Perché due donne / sono meglio di una / e tre ancora di più. / Che non ti venga / a meno l’appoggio... / E quelle quattro vecchie // Va, va... // Non era meglio / sposarsi? / se vuoi passare da una mamma / all’altra. / Una mamma sul serio / non fa tante moine / e se le fa / non è vera. / Ci vuole la sostanza / non le smancerie. / E' meglio divorziare / prima. / Mangia, bevi e / vai a donne. // Va il pallone, bum. / Va il pallone, / bub bum bum bum... bubum bum. // Cosa significa / falói? / è un verbo? / voce del verbo / fallire... / falói / o è un aggettivo / o un sostantivo? / fallito, / falói. / Non ci riesci / a volte o / non ci sei riuscito / mai? / Eppure dalla pancia / di tua mamma, / anche se eri a rovescio, / ti hanno tirato fuori. / Ci sei riuscito  / tu o / ci sono riusciti gli altri? // Va il pallone, / bum. /  Va il pallone, / bum bum bum... 
bubum bum / bum bubum... 
bum... 




da Cantèdi

Fondazione Carisbo
Alma Mater Studiorum
Dipartimento di Filologia Classica E Italianistica Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Via Zamboni 32 - 40126 Bologna - Cod.Fiscale: 80007013376 P.Iva: 01131710376 - © 2012
CREDITS: MEDIAVISION