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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Gianni Priano

(quando uno muore si allargano le braccia)


Quando uno muore si allargano le braccia
si giungono le mani , qualcheduno
si strappa i ciuffi di capelli , altri
restano lì , come pesci lessi .
Li abbiamo visti , insieme all’obitorio ,
i morti stoccafissi  , ma davvero
erano stati  vivi questi corpi ? 
Perfino buffi ad imitare il sonno
beato , senza spasimi , lo stesso
sonno che finge un bimbo per scherzare
pronto a saltare su , a gridare “ bu !
Ci sei cascato , fesso di un citrullo ! “
Che cosa ha da spartire quel compianto
salmone salmicello rinsecchito
o  gonfio e viola , giallognolo , verdastro
blu , biancolatte , con lo stupore , il canto
davanti a un corpo nudo , a una sorgente
al cielo pirotecnico , alle onde
sbruffone , alla marmotta cecuziente?
Che cosa ha in comune quel fagotto
disposto al pianto , al legno della bara
lui che ci apparve come un ramo fresco ?
Che cosa se fai peso netto e tara
si salva dall’usura , dall’ imbuto ?
Cosa rimane in questa successione
di volti che il mio volto ha recitato
lungo la linea , il saliscendi , il fiume
che ci hanno detto di chiamare tempo ?
Cosa rimane di questo rimanere ?
Laggiù una ragazzina , alla fontana
Si mise sotto il rubinetto a bere .

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