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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Gianni Priano

(se sento dire t’amo)


Se sento dire t’amo, se a qualcuno
scappa da dirlo o se lo dice apposta
se sento dire t’amo  penso al pesce
preso dal gancio nel palato oppure
a quel pio bove da libro di lettura
di certi bisavoli inavuti
(chè i miei bisnonni facevano dell’altro
e i bovi li incitavano a madonne).
Se sento dire t’amo chiedo “cosa”?
mi guardo intorno, cerco di capire
guarda che sbagli tempo ( vorrei dire)
forse mi amavi “allora”. Un dì  mi amasti
e quasi certamente mi amerai
il due novembre portandomi un mazzetto
di palsticosi fiori e un moccolotto.
Che poi di questo amore ormai sappiamo
tutto il niente che c’è da sapere
i vecchi amanti del geniale Brel
che canta Filipponio in traduzione
i jeans sdruciti che stanno in Farewell
i menages di Bergman e di Verdone
lui, lei, l’altra ed io qui tra di voi
la coppia che è perfetta se si è in tre
(almeno in tre), l’infedeltà assistita
da certune mammane della psiche
che sanno niente di Catullo e RIlke
e tengono dei corsi all’ Unitre.
Se sento dire t’amo penso a te
ragazza bruna dei miei diciott’anni
all’albero del pepe, all’avventura
di quelle dopo e quanta meraviglia
quando nacquero mio figlio, mia figlia
e l’altra figlia, come se cammini
per Cornigliano e ad un tratto senti
come un profumo di miele da un cespuglio
dietro una grata nera e tenebrosa
( che incendio la bellezza e non si sa
se sia rivolta o consolazione
tiro di coca per pecore assuefatte
al tedio, al vuoto. Giorno da leone
tremendità detta con le buone).
Se sento t’amo penso a Umberto Tozzi
ad un’ estate di mille anni fa
mio nonno la chiamava “la Cinzana”
e c’erano le Rocche ai piedi suoi
io la facevo ridere però
niente di fatto ( neppure ci provai).
Se leggo t’amo penso ad un’età
di timidezza, di semi-paralisi
che al mio confronto una suora in dialisi
e di clausura ( per di più ) contava
nel suo carnet più baci assai di me.
Se dici t’amo penso a certe pippe
che era un delirio di ormoni samurai
( oh cari ormoni di quegli anni miei).
E tu Vittorio? Io? Oggi ventisei.
Tutte in un giorno? Certo! Non dovrei?
Si viene ciechi e sordi. Si vien scemi
si viene barche che non hanno i remi
nessuna voglia di fare qualche cosa.
Metti le tue energie nel greco antico
mi disse un dì mio padre un po’ da amico
ci siam passati tutti ma ci vuole
anche qui senso di moderazione
(lui era democratico-cristiano.
Ed io anarchico. Con il pisello in mano
e con l’amore non mi moderai.
Tu ti sei moderato? Quando mai!).
Se ascolto dire t’amo vedo noi
su una panchina, a Pegli, vedo te
Aurigo nel Novantatre
e Via Bianchetti che era il Duemilasei
vedo dei posti che ti ci porterei
se avessi forza e tempo. Cara lei
sapesse che sconfitta venir vecchi
e che liberazione, amici miei.
Se dici t’amo.

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