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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Giovanni Parrini

Nella prima mattina, il paesaggio


Nella prima mattina, il paesaggio
riconosceva le mani piccine,
guidate dal padre,
che avevano avverato, dopo il sogno puerile,
le colline declivi fino all’umida piana di compensato,
la galleria che inghiottiva i convogli,
all’angolo del salotto,
gli abeti scuri guardiani del deposito,
alla parete opposta,
coi sei binari usciti dalla solita scatola d’anni addietro,
e innevati col talco.
Dalla tenda s’alzava un’alba morbida,
fragrante di caffè,
e i paesetti uscivano dal buio della stanza.
Il regalo più bello
fu la stazione in mezzo alla campagna,
un marciapiede solo, di cartone pressato e Vinavil.
«Papà, salgono e scendono poche persone, qui, vero?»
La fermata era breve... salivano
i soliti soggetti,
addormentandosi nell’automotrice,
che conosceva l’accelerazione,
l’abbrivio imposto delicatamente dalla sua mano,
lungo il rettilineo,
un filo argenteo teso fino ai monti,
quelli di carta, ripensava lui, sorridendo,
disposti proprio là, nell’angolo del salotto,
dove il treno imbucava la galleria
e ne sarebbe uscito,
per perdersi lontano.




DA “NELL’OLTRE DELLE COSE” (Interlinea, 2011 – pref. G. Ioli)

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