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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Giuseppe Conte

Essere collettivo

                                            Secondo il Socrate di Valéry ciascun
                                            uomo nasce plurimo e muore uno.
                                            Goethe invece divenne invecchiando un
                                            essere collettivo.

Ho traversato età, malattia, gioia,
libri, dolore, amore, mari.
Non sono ancora vecchio, né più
giovane, anche se del ‘62
conservo i silenzi e i desideri.
Chi sono stato? Chi sono?
Giusepe Conte, il bambino
bravo in matematica, in italiano,
debole al gioco del calcio, pieno di sogni,
l’adolescente sprezzante che baciò
Norma, che navigò da Le Havre
a Southampton nella tempesta?
Il marito che resta fedele
alla carne della sposa, il figlio
che vede il padre spegnersi, finire,
l’amico tumultuante, l’amante
freddo, retrattile, il viaggiatore
che conosce vulcani, deserti, oceani.
Coetaneo di Paride e di Elena
di Agamennone e di Clitennestra  
di Omero, Hafis, Mohammed, Goethe e
Borges, chi sarò alla fine, in quanti
moriremo?

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