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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Giuseppe Langella

Stazioni (Dialogo tra un Ferroviere e un Viaggiatore)

«La seconda… è Caravaggio».
«Ferma pure a Casaletto?»
«Si capisce, naturale!»
«Ma Olmeneta non la salta?»
«No di certo, gliel’ho detto:
le fa tutte, è un regionale!»
«Dura troppo, questo viaggio».
«Non s’inganni, appena un’ora!
Potrà leggere, se crede,
le notizie del giornale».
«Per che cosa? Dio ne scampi!
Vanità, mercati, danni,
elezioni, guerre, abusi…
Quante sono le stazioni?»
«Solo dieci».
                     «In questo caso
meglio spingere lo sguardo
oltre il vetro, alla ventura».
«In effetti, qua il paesaggio
non è male: campi, fossi,
cascinali in lontananza,
serre, pioppi… Ma mi scusi,
a Cremona che va a fare?»
«Eh, sapesse, per acquisti.
Mi hanno offerto un bilocale,
tanto al metro, per cent’anni».
«In che zona, se permette?»
«Fuori mano, assai tranquilla».
«Buona idea… e quanto grande?»
«Di misura è un poco angusto,
ma per me e la mia consorte
(siamo vecchi) basta e avanza.
Poi, del resto, in molto meno
ci diraderà la morte».
«Non c’è fretta, per quel giorno».
«Son d’accordo; ad ogni modo
meglio andarci preparati.
Della vita, Le confesso,
non conosco arte più saggia».

«In vettura, il treno parte».

(2001) Da Il moto perpetuo, Aragno, Torino 2008
(sez. Quasi una trenodia)

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