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Indice

Poeti del Nordest:
Poesie
Ida Vallerugo

“Paradise”


Ora che il crepuscolo invade la stanza


e tutto, tutto si allontana
– è l’ora maligna – mediocre accesso al tuo vuoto tu,
giri affamata e sazia per la tua periferia
poco fa inquieta, ora desolata, estranea.
Non un portiere che ti faccia salire a dormire.
Bisognerebbe spegnerle quelle insegne rosse e gialle, affogate
nella nebbia, “Scaccomatto”, “Paradise”.


Forse incontrerò il vecchio Socrate
che qui distribuisce volantini. È l’ora della filosofia, questa.
Provala qui, gli dirò, in questa foschia dorata,
la tua arte del levare una qualche vaga fisionomia,
una pietra, un’ala, una sillaba di Malvasia.


Discuti qui, gli dirò, mio giovane nipote.
Come sei giovane tu, quanto è vecchio questo mondo al tramonto.
Come vedi, qui non c’è un filo d’aria.


Sì, gli dei crescono in noi energici
e lievi, poi girano indolenti, un po’ rituali. Un po’…


Basta con le dilazioni del tempo, coi supplementi
di coscienza infelice, resurrezione dalla squama al pelo,
pelle di muta mille volte sfilata da esibire ai doganieri alla linea
d’ombra che si avvicina, in cambio
di un sonno che dolce ti prenda e profondo.


                        E dopo? Sarà stato tutto un sogno dopo,


risvegliandosi qui o nell’eternità,
una tazza di caffè in mano. E posandola ora


per applaudire il circo che entra in città.


Gli acrobati. La tigre. Il poeta.




(Da Stanza di confine, a cura di Anna De Simone, Prefazione di Pierluigi Cappello, Crocetti editore, Milano 2013)

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