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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Luca Ariano

Novecento I e II


Quei primi scioperi
- la piazza non era gremita
come nelle storie,
e il tuo pugno chiuso in foto
con l’orologio in evidenza.
Quel manipolo di sbarbati
alla mattina, al pomeriggio
e anche alla sera e poi...
poi il tempo di distrarsi
e il tuo volto non si riconosce più.
Avessi aperto un negozio di scarpe
o un locale trendy – sempre pieno;
il bambino, cocco della mamma,
sempre in palmo di mano ora non sa
a chi gridare, ora che l’eco della casa
rimbomba tira grembiuli altrove.
Lui si allontana in moto,
pare quasi una cartolina anni cinquanta,
col vento di salso che sale dall’autostrada
e tu prepari il tuo viaggio,
il tuo gommoso ritorno in treno.


Atto II


Non c’era quando la strada
s’asfaltava della schiuma oleosa
della pioggia e tu lì in quel tiepido
sole di marzo, per ogni soffio di nube.
Sceso di corsa dalla carrozza
per un biglietto quasi vergato a mano,
a sottolineare la febbre galoppante
delle stagioni.
In questa notte al Pratello Bologna
pare una canzone di Guccini
ma state solo scimmiottando i padri
e certo quei negozi pakistani
non sono osterie da rivoluzioni.
L’emulazione nel delirio collettivo
d’un bagno notturno ma è lo specchio
opaco d’un altro decennio
con ancora l’odore delle bombe sotto gli occhi.
Un vecchio osserva le cosce d’una ragazza
e ritorna ai frettolosi amplessi
tra macerie e sirene quando un bacio
poteva esser l’ultimo prima del calar della polvere.





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