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Indice

Poeti del Nordovest:
Poesie
Luca Mozzachiodi

Il bevitore - IV


Lo incontrai alla stazione, io tornavo,
avevo molte idee a quel tempo, sposare
la figlia del pasticcere, piagarla, farle male solo 
quel poco perché restasse gravida 
almeno lei, rilevarne l’attività
e fare dolcetti, essere amico degli uomini,
andare ogni giorno a prendere l’acqua
dal pozzo in giardino quando si ha sete
e un po’ anche senza per metterla da parte,
ma bere l’assenzio nel sottoscala
dove non vede chi va su e chi scende.
Tornavo. Fumava vicino al binario,
lo vidi, mi vide ma non salutò.
Violai spezzandolo l’anello del suo fumo,
mi raccontò la storia a mezza voce poi disse «Ho vegliato
le notti serene, ma non bastava,
a che ora passa il treno per Masada?».
«Le coincidenze, le congiunzioni ronzano
sul capo come vespe; perché 
non mi chiedi la mano che si gioca
a mazzo calato, le carte immarmorite
sul tavolo senza un soffio di vento? 
Non è tempo di pendole e orologi
altro non so, non sono un impiegato58 
delle ferrovie e voi fumate troppo».
«Lo sai nella mia vita ho sempre
esagerato in ogni cosa,
ho detto due parole come gli occhi,
come le mani se dovevo dirne una.
Troppo silenzio adesso e sono fioco».
Scusandosi buttò la sigaretta,
la spense con il piede e se ne andò
portando in mano la bottiglia vuota.




Da “Le strade di Gerico” (edito da Marco Serra Tarantola editore 2013)

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