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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Marco Massimiliano Lenzi

Nunc Dimittis


Pregate di non essere mai chiamati 
a toccare le cose dei morti,
le cose non lasciate ma rimaste; uguali
al perizoma candido dei liberati in vita.
Noi dobbiamo ugualmente credere che lui
dall’eterno le guardò i capelli
senza stringere
e disse tutta l’illusione della gioia,
l’apparenza del dolore,
l’ala fiera dei boscosi cavalli.
Anche per quelli che ora 
davanti sono amati di un amore qualunque, in tutto 
simili a farfalle deflorate dal seme della neve
dove senza sosta il turbine si racimola in brevi luoghi
e le selve invocano per gemmazione perenne
il germoglio d’ogni salma. Nelle mani
sollevate i caduti,
prendeteli dal buio dei fiori
oltre il tempo dell’accettazione.


Ora lascia che il tuo servo vada in pace,
fa’ come mi viene insegnato
dall’apparire intatto del firmamento
e che ovunque un unico vento sia 
a premere il cuore del daino, 
perché sarà così,
per il solo dominio della pioggia,
che dall’argine immobile
piano, scenderà nell’argento
e io uscirò in me.





(da: I Camminamenti delle Tenebre)


Ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre.
(Luca 22,53)

Il luogo ove il sole si leva è un bastione oscuro,
ma il nostro Sole è al di là dagli Orienti.
(Jalal al Din Rumi, Mathanawi II, 1110)

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