Cerca su Griselda
Questo sito usa cookie di terze parti. Leggi la nostra Informativa cookies oppure chiudi questo avviso

Indice

Poeti del Nordest:
Poesie
Marco Munaro

Sei e dieci - IX


E se riprendo a parlare
il fiume che mi trasporta
e ci inonda, dove ci porterà?
È un mare, alto, e la nostra barca 
è così vicina alle stelle sottili, sublimi
le possiamo contare, dividercele e giocarcele a carte,
possiamo toccarle ci vengono sulla mano, quasi
le tocchiamo con la testa. Quasi.
Il nostro camminare un po’ curvi un po’ storti concavi 
anche noi sulla concava nave
che sale tra le onde e ci fa felici
e silenziosi, misurati e aurei,
anche noi, nello spazio, tempo 
che è il nostro stare abbracciati senza toccarci
divisi e moltiplicati per trentuno 
e multipli di due.
Mi senti?
Capisci che ti cerco anche quando ti sono accanto
e respiro del tuo stesso respiro?
che mi volgo, nel tuo volgerti
e incocco la freccia che ti colpirà 
e colpendoti ti farà occhio ombelico, fune
albero, lontananza orizzonte e oscuro 
oscuro oscuro oscuro salire e sentire 
tra gli astri?


Ma tu non rispondi, e ascolti
il brusire degli inverni che sul mare
sono pieni di luce e di sale
e a volte di un vento così puro
che anche l’uomo ne diventa degno.
Guardami, sparisco, divento la tua pupilla
e tu la spuma, che mi bagna,
leggenda che non può più tacere né essere detta
se non con la musica
che i tuoi passi i tuoi salti
nel divenire e nell’essere fanno
nel corpo vivo dell’aria.






da Nel corpo vivo dell'aria (2009)

Fondazione Carisbo
Alma Mater Studiorum
Dipartimento di Filologia Classica E Italianistica Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Via Zamboni 32 - 40126 Bologna - Cod.Fiscale: 80007013376 P.Iva: 01131710376 - © 2012
CREDITS: MEDIAVISION