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Indice

Poeti del Usa:
Poesie
Mario Moroni

Intermezzo 3


Io, ancora io, tutto il mio io
ora nella mappa elettronica
a cavallo di oceani, lasciati i deserti
e le carovane, così, danzanti
così, oltre le nuvole,
ora volo controluce, contro tutto
per contemplare, dove va il mio corso?
Con il vento che spira in coda,
che insegue le foglie, spazza via le memorie,
corso immortale, dove va, ora
così, oltre le nuvole.


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Ma non era certo come Daniel Nolan, no
certo che no, lui che aveva iniziato
così, sciando giù da una montagna 
poi via via nell’acqua, scendendo
più a fondo possibile, così, senza paura,
nella casa che aveva costruito
e da cui era partito, quella mattina,
così, sguardo oltre le nuvole.
 
Perché a Michael Wittenstein piaceva giocare? 
Se lo chiedevano in molti, specialmente quando lui disse
che sarebbe diventato un procuratore.
Ma poi tra Londra a California, così tra giocoso e serio
aveva fatto altro, così senza pensare, come per gioco,
come se il gioco fosse lì ad aspettare
di essere giocato. E quel giorno era seduto lì 
nel grattacielo, al telefono aveva detto qualcosa,
che però non s' era sentita, interrotta così dall'esplosione,
proprio così, come per gioco, che pareva sempre essere lì
per essere giocato. Lui richiamò: "c'è stato qualcosa,
come un gioco, un'esplosione, qui, che adesso non si vede 
più niente". Così, come aveva fatto in aprile, cambiare casa
per poi sposarsi e negli occhi di lei era rimansto sempre
come qualcuno che si muove per caso, come la sera precedente,
parlando al fratello: "sembra che vada tutto bene".
 


Era la stessa mattina in cui Joseph Anchundia
ormai separato dai suoi migliori amici era uscito,
separato dagli amici che aveva avuto
fin dalle scuole inferiori, una storia fatta di molte foto
prese per caso, così senza pensare, con la testa tra le nuvole,
fino a quella mattina, fino all'ultima doccia, fatta alle sei,
ascoltando le voci dalla sua memoria, quelle degli amici,
ormai separati, ormai sulla porta senza salutare,
"c'è una mappa che porta alla felicità?" aveva chiesto una volta, 
quasi ogni volta all'entrata del grattacielo, prima di entrare, prima di uscire,
come quella mattina, mai più uscito. Se quella mappa c'era 
quel giorno non era sul suo tavolo.






C’era poi Greg Richards
che non poteva proprio stare
lontano da New York, proprio no.
Nato e cresciuto lì, sguardo oltre le nuvole,
proprio così, anche quando
trasferito in Michigan, sguardo oltre le nuvole,
aveva cominciato a lavorare, anche lì
sognava di New York, sempre di New York.
Che cosa gli mancava? Tutte le cose, 
tutte le nuvole, così tutte da guardare,
e le cose che ad altri non piacevano,
ma che per lui erano lì, a New York, 
tutte da guardare così, con lo sguardo oltre le nuvole.
Così Greg Richard era tornato
ed era diventato una città, perfino quella mattina,
cielo quasi blu, dalle mille forme scure,
salutando suo figlio, Asher, di due anni,
aveva detto: “allora, al parco giochi, più tardi”
che poi doveva diventare sempre più tardi,
quel giorno, sguardo oltre le nuvole, e poi 
era diventato un mai più.
 
 
Poi che strano, c’era anche Jan Maciejewski,
che nel 1990 viveva ancora in Polonia, 
un giorno, così, sguardo tra le nuvole, 
era emigrato in America, con un cielo quasi blu
e da allora aveva fatto il cameriere, così,
con lo sguardo oltre le nuvole, 
sempre in movimento, dal lavoro
a casa, a volte a piedi, così,
sempre in movimento,
poi che strano, quel giorno al grattacielo,
a quell’ora non avrebbe dovuto esserci,
ma c’era, sì c’era andato solo così,
per sostituire un collega
per un turno di lavoro al ristorante, 
proprio così, quel giorno, cielo blu
dalle mille forme scure.
  
 
Perché poi quel giorno in quel ristornate
era seduto a colazione Chris Epps, così,
per caso, sguardo oltre le nuvole,
lui, che parlava di speranza, anche quel giorno
a sua sorella, nel Bronx, sua sorella che poi
aveva telefonato per sapere, ma aveva trovato solo
un messaggio: “Ci vediamo, che Dio ti benedica”
poi più nulla, così, come per caso.
Tranne che poi lei aveva trovato una poesia
che lui aveva scritto la sera prima,
prima di quel giorno e che diceva:
“a volte affronto il pericolo,
pieno di paura, e cammino
in una valle di ombre, 
all’ombra della morte,
ma non ho più paura,
perché sono vivo ogni giorno
e sono vivo perché il Signore
protegge la mia vita.”
Poi così, come per caso,
era seduto  quel giorno,
sguardo oltre le  nuvole,
ma anche dopo l’esplosione,
anche dopo non aveva pensato che il Signore
avesse voluto tutto quello, no
non era volontà del Signore, no, 
era invece l’abuso, così oltre le nuvole, era l’abuso 
della volontà di quelli, che così, proprio così,
dal Signore sono lontani 
e creano distruzione, proprio così
per volontà loro e non  del Signore,
così, distruggevano, dal cielo blu, dalle mille forme scure,
così separati dal Signore, perfino dal loro Signore, da ogni Signore,
così distanti da tutto distruggevano.

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