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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Matteo Xella

(testa calma)


Testa calma.
tendo verso la luce oltre questa tensione,
il sud si è civilizzato con la terra, 
combatte una guerra sul palmeto.
La notte è uno spazio di marmo bianco,
strada lavica toccata da un rosario, la quieta.
Interessi con guanti umani, un automobile passa, 
come in una sequenza da sogno,
ragazzi e ragazze
che dormono in nodi di letti di nulla,
come tende che si stanno muovendo, accanto alla finestra rosata
- sequenza di sogno -
ammucchieranno la nostra polvere, 
queste porte del silenzio scardinate.
attraverso veli in cielo, non oppresso da una matrice di stampa.
Ora come adesso posso fare l’amore ovunque. 
Le mie dita hanno un significato, 
i tasti su cui battono hanno un significato, 
il male ha un significato.
L’amore supera le opposizioni, le carte truccate, le ore zero.
Su imperi distanti dalla pioggia,
Diluisce il tocco, liscia come la luna immaginata, 
madre come la luna allungata sul mare corrotto,
la quiete delle cose in divenire
- i governi che spingono una menzogna più violenta di Dio - 
puoi mettere le tue mani su cavi scoperti?
Puoi trovare Socrate in qualche giardino?
È la disperazione a riva! 
Un filo di perle  alle quali non si può trovare una spilla.
Il sole è una rotta, 
-prima vita -
dai seni preraffaeliti trovo la notte.
Queste mani immacolate tra vicoli del cuore.
Fa un momento incredibile il bacio.
Non aver mai paura,
solo per una causa infinita,
nulla esiste invano.






testo inedito

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