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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Matteo Xella

(viene, dicono, inarcando il collo nello sfregio)


Viene, dicono, inarcando il collo nello sfregio, 
dal quale la pelle rosata libera uccelli con ali di vetro.
Essi volano su terreni fabbriche sfinite nel muschio della neve.
fronde in melodie rosse, svegliano un cuore gonfio d'acqua.
e il lato d'ombra e il lato di luce dell'uomo
si schierano come mano il cui setaccio sembra abbandonare la preghiera.
l'albero e il suo uragano volitivo, fuso nel brillante della terra, è movimento ancora.
Mentre vedo attraverso il biancospino della pioggia, i passi innamorati ancora.
Viene, dicono, come un immagine timida, le braccia tumefatte di Cristiane F, 
Ha meduse azzurre tra i capelli e tra le mani la moneta della luna.
Venendo verso la città segreta, nella frattura della terra, 
mentre la bestemmia e la condanna si erge saziando
l'immaginario della paura di uomo.
Così, la chiave scorrerà sui mari degli amanti,
nel legno del figlio nascerà il tulipano di riguardo.
Nel silenzio sentiremo l'accordo reale.
Amore
In te abbiamo le nostre essenze e ci muoviamo.




testo inedito

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