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Poeti del Nordest:

Ida Vallerugo

Foto di Chemello
Foto di Chemello


Ida Vallerugo è nata nel 1941 a Meduno (PN), dove è sempre vissuta, con la parentesi del periodo che va dai dieci ai ventitrè anni, quando con la famiglia si trasferì a Poffabro, una frazione di Frisanco, che considera il suo “secondo paese”, la terra d’origine della sua poesia. Qui infatti ha cominciato a scrivere versi.
   Ha frequentato le scuole elementari a Meduno; in seguito ha studiato come interna presso un collegio di Udine dove ha conseguito il diploma di maestra. 
   Dopo aver vinto il concorso per l’insegnamento alle scuole elementari, ha ottenuto la cattedra prima per due anni a San Daniele del Friuli, in seguito per alcuni mesi a Rive d’Arcano, poi a Poffabro; infine a Meduno, dove è tornata ad abitare, nella casa dei genitori, nel 1970 e dove ha insegnato fino al pensionamento. 
   Il primo lettore delle sue poesie è stato lo scrittore e giornalista Giuseppe Longo (Messina 1910-1995), che negli anni Sessanta (tra il 1960 e il 1967) fu direttore del “Gazzettino” di Venezia. A lui la Vallerugo mandò alcune liriche in italiano. Longo le apprezzò tanto che gliele fece pubblicare ne “L'Osservatore politico letterario”, una rivista mensile che aveva fondato nel 1955. La invitò anche a collaborare alla Terza Pagina del “Gazzettino”, e nel 1968 fece pubblicare la sua prima plaquette di liriche in italiano, La porta dipinta, presso la Pan Editrice di Milano, di cui era il presidente. 
   La seconda raccolta di poesie in italiano, Interrogatorio (1972), è legata al periodo fiorentino. Infatti fu pubblicata nei “Quaderni del Collettivo R.” di Firenze, un gruppo di intellettuali controcorrente che si era costituito nel 1968, a ridosso della neoavanguardia di Palermo e che aveva fondato una collana di quaderni di poesia e una rivista della quale la Vallerugo è stata redattrice.
   Per quelle sue prime poesie, ottenne diversi riconoscimenti: nel 1972 il premio “David”, che rappresentò per lei, agli inizi della sua attività letteraria, una sorta di consacrazione e assunse un valore simbolico molto importante. Subito dopo ricevette il premio Regione Toscana al Mugello-Resistenza e nel 1973 il premio Venezia-Mestre. 
   Ha cominciato a scrivere in friulano soltanto dopo la morte della nonna materna Regina Cilia, soprannominata Maa Onda, che era emigrata giovanissima in Australia e da lì, per ragioni di salute, era tornata a vivere a Meduno. La Vallerugo andò ad abitare con lei, per tenerle compagnia negli ultimi anni della sua vita. Insieme nel 1976 vissero l’esperienza tragica del terremoto e condivisero una baracca per terremotati per tre anni. In quel prefabbricato di emergenza la nonna morì il 25 maggio del 1979. 
   In quella stessa baracca, nell’inverno tra il 1979 e il 1980, la Vallerugo compose la raccolta di poesie in friulano intitolata Maa Onda, che fu pubblicata soltanto nel 1997, con la presentazione di Andreina Nicoloso Ciceri, nella collana “I quaderni del Menocchio”, dal Circolo Culturale Menocchio di  Montereale Valcellina (PN), fondato e diretto da Aldo Colonnello, figura singolare di “maestro” e di “rabdomante”. A lui si deve la scoperta dei più importanti poeti friulani, in lingua e in dialetto, del secondo Novecento.
   Mistral è la seconda fondamentale raccolta di poesie in friulano, ed è stata composta a Meduno, nella casa paterna, negli anni 1981/1982.
   Di Mistral fino a oggi si conoscevano soltanto pochi testi apparsi su riviste e il fascio di liriche riunite in una plaquette, Figurae, pubblicata nel 2001 presso il Circolo Culturale di Meduno e inserita nella collana “La barca di Babele” (6), diretta allora da Pierluigi Cappello. In anni recenti, alcune poesie tratte da Mistral sono apparse, a cura di Franco Loi, nell’antologia Nuovi poeti italiani, 5, Einaudi, Torino 2004 (vedi).
All’italiano la Vallerugo è ritornata nel suo terzo volume di liriche, Stanza di confine, pubblicato nel 2013 dall’editore Crocetti di Milano, con una prefazione di Pierluigi Cappello, che è essa pure poesia.

Poesie
Neif
La lûs generâl
Vogadours sul Thames
Pofâvri - 1
Pofâvri - 2
Pofâvri - 3
Ma tu, perfetto fiore
Sott’acqua
“Paradise”
Luna privata
Anfore
Ape d’inverno
Alba sull’Acropoli
Traduzioni
Neve (traduzione di Ida Vallerugo)
La luce generale (traduzione di Ida Vallerugo)
Vogatori sul Thames (traduzione di Ida Vallerugo)
Poffabro - 1 (traduzione di Ida Vallerugo)
Poffabro - 2 (traduzione di Ida Vallerugo)
Poffabro - 3 (traduzione di Ida Vallerugo)
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Ida Vallerugo - poesie
Ida Vallerugo - bibliografia
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