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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Pietro Federico

Che tu viva per sempre

In paragone alla tua vita tutto sembra,
ed è soltanto uno spettacolo.
Guardo e nuoto nel mare,
non nel vuoto eppure
come in un grandissimo acquario,
alzo gli occhi e sento il cielo
come sotto a un tendone da circo:
un telo che ha tiranti oltreconfine, certo,
ma c’è la tigre che salta nel cerchio,
donne cannone e trapezisti.
Il mondo non mi basta e non è più quello che cerco:
i cavi altissimi e i lustrini
a coronare il vuoto e la vertigine.
Perché tu sei più del brivido,
del sollievo della fine:
come un cerchio di ricordi che si chiude
ben oltre la mia vita, ma si chiude
come un morso alle corde vocali,
lì dove il silenzio
è il meglio delle parole.
Ed è ancora per amore
che l’acquario abissale ci sostiene
lungo la bracciata,
che anche fosse un telo
non si può ammainare il cielo
e noi due siamo sempre
al centro dello spiazzo circolare
dove infuriano le stelle,
dove alle spalle sentiamo
la voce di un presentatore
che dice il nostro nome
nell’applauso,
sotto l’occhio di bue della luna,
ed il volume migratorio delle nuvole.
Alza gli occhi. Non è una finzione.
Semplicemente siamo mendicanti:
raccogliamo solo briciole che cadono
dal tavolo di un matrimonio troppo importante.
Salite agli occhi, lacrime, sbocciate,
siate l’acqua che scende ed un cenno
di fuoco che sale,
che prevale e ci convince dell’estate,
dove il vuoto, l’amarezza si ricuce
e risale all’amore,
luce ad altra luce.



Da Mare Aperto, in pubblicazione presso l'editore Aragno (autunno 2014)

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