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Poeti del Centro:
Poesie
Pietro Federico

Ferragosto (Esibizione Pirotecnica)

Ti guardo dalla piazza.
Sei affacciata a una terrazza panoramica.
Ti si raduna sulla fronte una luce astronomica.
La tua anima sembra l’unica,
come uno stendardo sulla prua.
Qualcuno potrebbe pensare
che tu stia guardando
i razzi di ferragosto.
E invece guardi nello sfondo,
in figure disegnate dal buio
e da stelle insicure,
in un riposo acceso, lontano dalla pace
e dalle tue paure.
Guardi negli anni e nella luce.
Dimmi che non è un caso,
che sei tu a voler tenere il viso in quell’incanto,
il mento alto, pronto all’avvistamento,
e gli occhi in visione o in attesa,
fondi nei lampi delle esplosioni,
lungo il fuoco di fila di questo esteso
cannoneggiamento,
dimmi che senti di non esserti arresa,
d’essere divina,
che la ringhiera curva del balcone
è il golfo teso ad arco tra le dita,
che hai da tirare una sola freccia,
una sola vita,
che non hai trovato ancora
breccia da mirare o feritoia.
L’inferno non è solo un posto,
è in questa festa, in come sei vestita, nella noia,
nell’allegria, sulla pelle,
l’inferno è una scorciatoia
quando la festa più grande non sono le stelle.
Dimmi che hai fatto un respiro
e odi il vuoto,
che ogni fuoco artificiale è una torcia,
un segnale sulla linea di tiro.
Solo a te potrei credere come a Giovanna d’Arco,
come a un generale, a un santo.



Da Mare Aperto, in pubblicazione presso l'editore Aragno (autunno 2014)

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