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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Roberto Carifi

(è tanto che prego)


E’ tanto che prego, impiccata a questa corda. 


Mi chiamano Marina, come l’acqua!
C’è una brezza marmata nei miei occhi,
una condanna senza appello.


Dicono: verrà di notte, con un grido. 


Quando, domando, quando sarà?
E’ molto, troppo che spenzolo
da questo lampadario. La luce è in fronte, 


piantata a caso. La luce è qui,


nelle mie costole.
Se non fosse per gli stracci,
per i cadaveri appesi alle finestre
canterei la fioritura,
la più bella fioritura.
E’ già l’estate?
Così hanno detto, ma qui è mancato il pane, 


anche l’ultima briciola
e nevica ancora sull’erba tenera,
sulla tomba di Sergej.




da Il Figlio, Jaca Book, 1995

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