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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Salvatore Jemma

75.


camminai di notte e, mentre camminavo
buio, bosco e sentiero e rumore di passi
superando i crinali, tenendo verso sud
guardando il cielo, le sue costellazioni
a ognuna dando un nome: del campo fiorito
quella che stende la sua luce a orizzonte
dell’acqua salmastra, che a onde sfiora i lembi 
del vento furioso, che soffia verso Orsigna
vidi una marmotta, ferma accanto a un sasso
quando passai mi chiese — di grazia, signore
dove, in questo buio? — così mi fermai
guardavo solo il cielo, le sue costellazioni
a ognuna davo un nome: del campo fiorito
dell’acqua e (ma sì) del vento furioso 
che dal monte, sempre, soffia verso Orsigna;
da lontano, distinti, arrivarono suoni
uno sibilando, fiiii, quasi fosse un fischio 
un altro, come chi pesta sopra una pedana
frusc sulla porta, prima di entrare in casa
e ancora, dietro il sasso, dov’era la marmotta
flosc, come qualcuno che scavasse un buco




da Decisioni, Paesaggio italiano

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