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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Salvatore Jemma

78.


Orsigna si apriva, nello scuro crepuscolo
c’era una strana luce intorno, il cupo buio
così lontano, tra il ramo ondeggiante
premeva sulla valle; e gridò sovversione
qualcuno, ancora, nei giorni di febbraio
mentre cadeva la notte e l’Europa puzzava;
e, il vento, si fece più freddo, più forte
eppure, eppure, là nella solitudine
l’onda sfrigolò sul sasso, dove scorre
la luccicante strada, e il nero torrente
si versò nel fondo, dalle nebbie succhiato
(oh, davvero fantastico ascoltare quei suoni
incenerire tutto); arrivò il caldo estivo
aspettai ore che partisse una corriera
nel buio spezzato da un agghiacciante neon;
le stelle, le auto, passavano in silenzio
e fissavo i neri boschi, la luna lampeggiava
tra cime di alberi, e l’ultima riga di luce
quando partii, e la grigia linea di case
che copre il torrente, la valle, i vasti monti
ogni cosa s’immerse verso il cielo emiliano;




da Decisioni, Paesaggio italiano

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