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Indice

Poeti del Centro:
Poesie
Salvatore Jemma

81.


a Firenze, arrivammo che era notte fonda;
lontano, i treni correvano e qualcosa
strisciò sui cavi, schizzando bianche stelle
rami spazzavano il cielo e il plenilunio
turbinava l’asfalto, dal vento sollevato
simile all’onda, che in eterno si sbatte;
in quella notte, in quell’ora cattiva
la luna si alzò, premendo su ogni cosa
sognai del dolore e piansi senza vergogna
perché il pianto è lo spietato segno dei vivi
l’ultimo schianto, prima del buio assoluto;
non c’era altro (essendo notte fonda)
che la compatta massa d'infuocato silenzio
di fiamme e tramonto, passata sopra il centro 
e andata via, verso un punto di buio
dove le foglie, bruciate, frusciavano;
in affanno, il cuore si empì di gioia
fissando, dal finestrino, l’ansa del fiume
e, in quel silenzio, la corriera splendeva
nel buio della notte, brillavano i suoi fari
sparando sul nulla; e lì scendemmo tutti.




da Decisioni, Paesaggio italiano

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