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Poeti del Centro:
Poesie
Umberto Piersanti

Nel tempo che precede


madre ch'eri fra tutte la piu gentile 
persa con le tue amiche in fondo al fosso 
lunga la treccia sul tuo corpo snello 
scende fino alla vita, nell'acqua chiara 
hai camminato scalza, scosti le brecce 
dentro la tana il gambero s'appiatta 
d'intorno sono i colli che tu speri
di sorpassare un giorno, non sai la meta 
guardi il greppo che pende e ti sovrasta
oggi Madìo ha preso con la vanga 
il lepre nel trifoglio alla piantata 
passano i merli dentro l'aria chiara 
getta fuori il sambuco acini fitti
ma Celeste è lontano, presso i fili 
dove muore chi è andato a far la guerra
scenderà questa notte giù dal cielo 
-la tua fiaba narravi all'Elda attenta -
lo aspetto col cuscino presso il noce 
c'è come un carro grande che vola sopra 
per lui metto le viole nel bicchiere
ho tolto dalla cenere i lenzuoli
dopo scavò la terra proprio alla porta 
dentro ci ha messo il noce, la rama chiara 
consiglio della Fenisa quand'ha saputo 
che è quella la pianta dove aspetta
scende nella divisa grigioverde 
lento giù per la costa sullo stradino 
e splende la sua faccia per la luce 
come mai s'era vista dentro l'aria
sarà quella ragazza che t'aspetta
venire nella notte giù dal cielo
la prima che t'abbraccia sulla porta
prima che nascessi furono insieme 
stavano tutti là presso l'aiuola
a pescare castagne nel caldaro 
ora mancano tutti, manca una casa 
solo prima di nascere l'ho avuta


da “I luoghi persi”

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