Centro Studi Camporesi

Chi è Camporesi ?

Breve biografia
Nato a Forlì il 15 febbraio 1926, Piero Camporesi si laureò in Lettere moderne sotto la guida di Carlo Calcaterra con una tesi su Petrarca all'Università di Bologna, dopo aver seguito studi di medicina a Firenze. Docente di Lingua e letteratura italiana all'Università di Bologna a partire dal 1969 fino al 1996, Camporesi inizia la sua ricerca scientifica facendo conoscere negli anni Sessanta opere di Ludovico di Breme e di Vittorio Alfieri. La fisionomia del critico letterario e del filologo si arricchisce dei profili dello storico e dell'antropologo con le edizioni de La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi (‘70) e de Il libro dei vagabondi('73) che annunciano nuovi e affascinanti campi d'indagine aperti alle problematiche del sociale, alla storia dell'alimentazione, della corporeità, della metis, della cultura itinerante e della marginalità.

Gli studi sull'alimentazione si coniugano nei saggi successivi con l'interesse per le tematiche della povertà e della sussistenza, rivolgendosi alla ricerca dei significati, delle simbologie, delle rappresentazioni e dei rituali folclorici di cibi e di bevande: dal pane al vino, dai funghi al formaggio, dal latte al cioccolato. Mentre il fascino per i vagantes (vagabondi, ciarlatani, simulatori, furfanti, zingari, conoscitori dell'arte dell'inganno e della finzione) si allarga fino a comprendere esperti nei mestieri itineranti, dai pastori agli ambulanti, ai cantastorie come Giulio Cesare Croce; a professionisti dell'ars medendi come il medico e chirurgo di "nazione bolognese" Leonardo Fioravanti vissuto nel Cinquecento, al quale Camporesi dedicò il suo ultimo libro Camminare il mondo. Camporesi ha indagato con estrema finezza e solida dottrina i fitti rapporti e i fruttuosi interscambi tra cultura d'élite e cultura popolare dal medioevo all'età moderna, per dimostrare come l'apporto creativo e dinamico del comico popolare avvicinasse tra di loro strati sociali alti e bassi, allontanandosi da posizioni eccessivamente "dicotomizzanti " come quelle di M.Bachtin o di J. Le Goff. Suggestionato dalle ricerche sul carnevalesco, lo studioso romagnolo ha rivisitato in tale prospettiva la ricca produzione del cantastorie di San Giovanni Persiceto Giulio Cesare Croce (1550-1609), padre di Bertoldo e di Bertoldino.

Per la sua infinita cultura, la perizia didattica, l'originalità della ricerca, Piero Camporesi fu ampiamente apprezzato in Italia e all'estero, invitato a tenere cicli di lezioni (Parigi, Barcellona, Costanza, Venezia), e a partecipare a convegni di studi nazionali e internazionali. L'alta e speciale qualità dei suoi libri gli meritarono una fama mondiale: le sue opere furono (e continuano ad essere) tradotte in molteplici lingue (francese, inglese, tedesco, giapponese, olandese, portoghese, spagnolo. greco) nei più diversi paesi del mondo, mentre innumerevoli gli giunsero le richieste per lezioni, conferenze, interventi a convegni, consulenze scientifiche, elzeviri, interviste. Il suo infaticabile e appassionato lavoro ricevette significativi e ripetuti riconoscimenti in premi letterari nazionali e internazionali (Bellonci, Nonino, Tevere, Antico Fattore, Guidarello, Scala, Barbi Colombini) e in incarichi di alto prestigio (Lettore al Premio Strega; Giurato al Premio Viareggio; Consulente scientifico alla Fondazione Cini relativamente al settore della cultura popolare veneta; Consigliere alla Biblioteca internazionale "La Vigna" di Vicenza).

Figura singolare di studioso e di scrittore nel paesaggio della cultura del Novecento, sorretto dalla passione per la lettura e la scrittura, per l'uomo e la sua storia, per l'industriosità e la genialità, nella ricerca Camporesi ha sfidato orizzonti lontani. Usando con disinvoltura fonti delle più disparate, ha creato un modo nuovo di leggere nel passato, che gli ha permesso di andare oltre a stilizzazioni approssimative con la realizzazione di affreschi complessi di vita sociale e di ritratti a tutto tondo dei personaggi studiati, trasfondendo la spiccata vena di scrittore nella sua inimitabile prosa elegante e di ampio respiro.

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