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Elisabetta Menetti

Griseldaonline e le forme della comunicazione letteraria

Da Griselda a Griseldaonline / Sezione e struttura / Una forma di rimediazione / Griselda di carta

Una forma di rimediazione

(continua) Non c’è dubbio che Griseldaonline sia una delle possibili realizzazioni editoriali delle più recenti teorie di comunicazione letteraria – e precisamente di critica letteraria – applicate alle nuove tecnologie della parola, che hanno rivoluzionato il mondo del sapere degli ultimi venti anni. Di fatto Griseldaonline è un prodotto editoriale nuovo e originale che, tuttavia, emerge tardi rispetto alle premesse teoriche, a volte preveggenti, che risalgono alla metà degli anni Sessanta del secolo passato. D’altronde il percorso critico, che chiarirebbe le premesse teoriche di questo progetto universitario, potrebbe iniziare da molto lontano: addirittura da Benjamin, come è stato già ricordato. Ma si potrebbe procedere anche a ritroso con l’aiuto di George P. Landow, ripercorrendo la storia delle teorie che riguardano l’organizzazione dei testi nel mondo digitale.[11] Si potrebbe anche cominciare a riflettere sul mezzo, se- guendo il percorso tracciato da Marshall McLuhan.O, ancora, ripartire dall’intuizione di Walter J. Ong, circa l’avvento di una nuova oralità secondaria, con tutte le trasformazioni previste sulle nuove forme letterarie.

In fondo, un ipertesto come Griseldaonline, potrebbe essere spiegato anche prendendo a prestito l’idea di rizoma di Deleuze e Guattari[12] oppure i concetti di ordine e di rete, che attivano una più ampia gamma di tassonomie, secondo il pensiero di Michel Foucault.[13] Come si può notare le strade che si possono intraprendere sono molte; e si intrecciano pericolosamente. Chi studia il mondo digitale, applicato agli studi umanistici, è ovviamente incline a fare opere di trascinamento da un mondo (quello dominato dalla tecnologia del libro a stampa) ad un altro (la tecnologia digitale), richiamando nel nuovo scenario elettronico categorie critiche e chiavi interpretative di lunga durata. Spesso, infatti, gli studiosi dei nuovi media cercano di riformulare le proprie convinzioni critiche a partire dall’evoluzione delle teorie letterarie novecentesche (da Benjamin a Kristeva, da Barthes a Derrida a Borges), riconoscendo in esse i fondamenti necessari delle teorie dell’ipermedialità. Tuttavia, la nozione che più di ogni altra si è prestata a definire in modo convincente i nuovi contesti culturali ipermediali è quella di intertestualità. Un termine multiuso, che ha dimostrato grande versatilità ermeneutica e che ha conferito spessore epistemologico alle nuove dinamiche dell’ipertesto, della multimedialità e, soprattutto, degli scambi intermediali: si potrebbe dire da Julia Kristeva a Jay David Bolter e Richard Grusin.[14]

A guidare lo sviluppo di tale ipertrofica dimensione testuale e mediale del mondo digitale e del web, è una sorta di imperativo teorico: «riconfigurare» il testo, per dirla con Landow. Metatesti, paratesti, peritesti, epitesti, ipotesti e ipertesti: il largo impiego nel campo della multimedialità della terminologia critica genettiana, denota l’urgenza, per chi si occupa di media digitali, di attribuire un nome, o molti nomi, ad un processo di trasformazione che ha coinvolto la configurazione del testo e che, di conseguenza, coinvolge oggi il sapere umanistico, che con i testi si misura e si confronta. Ecco, dunque, una prospettiva dalla quale è possibile suggerire di guardare, con qualche utilità, a Griseldaonline: un concreto esempio di “riformulazione” o di riposizionamento, dove la principale finalità risiede nello studio di una nuova modalità comunicativa, che deve interessare sia la ricerca scientifica sia la scrittura saggistica.

Le nuove tecnologie hanno anche offerto la straordinaria opportunità di una divulgazione su vasta scala, potenzialmente globale di prodotti editoriali. Le varie forme di testo digitale, che si affiancano al testo a stampa,consentono di superare un mezzo più antico, per affidare al web la diffusione, la circolazione e la condivisione di testi, più o meno elaborati. Una doppia anima, a stampa e online, suggerisce, dunque, di riconfigurare o riformulare il modo in cui gli umanisti del nuovo millennio scrivono e, soprattutto, comunicano. In questo senso appare sempre preziosa l’eredità lasciata da Italo Calvino, nel momento in cui intuiva la necessità di riformulare la letteratura a partire da nuovi obiettivi. Nella sua ultima lezione sulla molteplicità lo scrittore invitava a pensare la letteratura come ad una «moltiplicazione dei possibili», dove si disperde «quell’unicum che è il self» nel tentativo di recuperare la «continuità delle forme» come avviene in Ovidio o l’identificazione del poeta con «la natura comune a tutte le cose», come si legge in Lucrezio. [15] L’invito di Calvino è, dunque, di non temere ma di ripercorrere con coraggio la molteplicità del mondo, che può essere contraddizione e rivelazione, insieme.

L’idea della dispersione del sé nella molteplicità delle informazioni è, ad esempio, un aspetto centrale della riflessione di Jay David Bolter, il quale ha analizzato a fondo le relazioni tra l’utente e l’ampia varietà dei media contemporanei. Sulle orme di McLuhan, secondo il quale, come è noto, il contenuto di un medium è sempre un altro medium, anche Bolter riflette sul sé rimediato, in quanto attore principale della nuova cultura popolare contemporanea e multimediale. L’identità di ogni lettore, o meglio, utente non solo si esprime attraverso molti media ma viene anche di volta in volta “rimediata”, nel senso di riutilizzata da diversi media: «il sé ipermediato è un network di affiliazioni che sono in costante mutamento». Il «sé interconnesso» (networked self), spiega ancora Bolter, è «costantemente impegnato a creare e a distruggere collegamenti».[16]

Il medium digitale invita alla comunicazione globale: questo aspetto, spiega forse, la peculiarità di Griseldaonline. La scelta di mettere in rete i saggi letterari, concepiti e organizzati secondo i nuovi paradigmi del sapere digitale, rivela la volontà di accettare la sfida e di provare a riconfigurare il sapere umanistico, a rimediare i contenuti di una ricerca, a dialogare con i molti e altri sé, impigliati nella rete. In altre parole Griseldaonline propone a un ipotetico networked self di condividere letture e riflessioni, nate dalla rimediazione di un metodo e di un linguaggio critico e scientifico. (continua)

NOTE



[11]Cfr. G. P. Landow, L’ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria, Milano, Bruno Mondadori, 1998.

[12]Su questo ancora Landow, L’ipertesto..., cit., pp. 79 ss.

[13]Si vedano su questo argomento e in particolare sul riuso di materiali critici nel contesto elettronico e informatico: Oltre il testo: gli ipertesti, a cura di M. Ricciardi, Milano, Franco Angeli, 1994; G. Gigliozzi, Il testo e il computer. Manuale di informatica per gli studi letterari, Milano, Bruno Mondadori, 1997;A. Cadioli, Il critico navigante. Saggio sull’ipertesto e la critica letteraria, Genova, Marietti, 1998;T. Eagleton, Introduzione alla critica letteraria, Roma, Editori Riuniti, 1998. Per quanto riguarda l’italianistica: F.Tomasi, La rete della filologia. L’edizione digitale e le banche dati testuali: una rassegna per l’italianistica, in B. Bentivogli e P.Vecchi Galli, Filologia italiana, Milano, Bruno Mondadori, 2002.

[14]Sulla simultaneità dei concetti di intertestualità e di postmodernismo, si veda: S.Calabrese, www.letteratura.global, Torino, Einaudi, 2005. Per la complessità di queste categorie critiche nella cultura mediale: G. Guagnelini,V. Re, Visioni di altre visioni: intertestualità e cinema, Bologna,Archetipolibri, 2007, pp. 205 ss.

[15]I. Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Milano, Garzanti, 1988, p. 120.

[16]J. D. Bolter, R. Grusin, Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, Milano, Guerini e Associati, 2002, p. 266. Su McLuhan si veda: E. Lamberti, Marshall McLuhan tra letteratura, arte e media, Milano, Bruno Mondadori, 2000.

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