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Elisabetta Menetti

Griseldaonline e le forme della comunicazione letteraria

Da Griselda a Griseldaonline / Sezione e struttura / Una forma di rimediazione / Griselda di carta

Da Griselda a Griseldaonline

Griselda è l’ultimo personaggio protagonista del Decameron (X, 10) di Giovanni Boccaccio.[1] Dalla centesima novella, da una zona conclusiva ma di confine del capolavoro trecentesco, giunge l’enigmatica personalità di una giovane pecoraia, Griselda, vittima per lunghi anni delle angherie di un marchese che la vuole sposa e sottomessa. L’apparente insensibilità della donna, separata dal mondo e chiusa in un’aura di forza e insieme di debolezza, rende imperscrutabile e misterioso il suo comportamento, che però le assicura la promozione sociale: da pecoraia a marchesa. Nel frattempo per quattordici anni il marito-padrone la umilia nei modi più crudeli e inspiegabili.Alla fine è il marchese a restare sconfitto, perché la magnanimità e la forza di questa povera pecoraia sovrastano moralmente la follia di un uomo ricco, potente ma debole.

Griselda, per alcuni interpreti, è il simbolo della generosità e della mitezza, ma anche di una imperdonabile passività femminile. Per altri è un esempio di grandezza morale, di forza e di determinazione. In generale su questo personaggio grava la contraddittorietà, insita in ogni dibattito interpretativo. Una contraddittorietà che si risolve nella sostanziale enigmaticità del caso: una storia o una favola [2] che lascia ancora oggi i lettori stupiti e incerti sul giudizio finale.Ultima,in ordinedi tempo,anche la lettura di Gianni Celati secondo il quale «la silen-ziosa costanza di Griselda nell’obbedire alla “matta bestialità”del ma-rito ci lascia sbalorditi,anche ammirati,ma è un monstrumin cui nonpotremo mai vedere una virtù condivisa da altri umani». [3] Griselda è diventata così per i fondatori di Griseldaonline, studiosi di testi letterari antichi, una sfida e un invito. Una sfida a mantenere viva nelle proprie convinzioni interpretative l’idea che lacomplessità di ogni testo letterario impone apertura al confronto eal dialogo tra posizioni diverse,anche contraddittorie. E un invito ad accogliere le riflessioni che un autore classico (e medievale) aveva proposto ai lettori a conclusione del percorso narrativo: l’enigmaticità dei processi umani, tra forti convinzioni e improvvisisperdimenti e, infine, l’affermazione della magnanimità, al di sopraogni altra virtù. Griselda, con qualche licenza creativa, si è trasformata in Griseldaonline (www.griseldaonline.it): un luogo di dibattito, messo in rete e reso accessibile a tutti coloro che desiderano confrontarsi con la letteratura e con la critica letteraria.

Griseldaonlineè un portale di letteratura finanziato dal Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna, sostenuto da Gian Mario Anselmi e progettato nel 2002 da un gruppo di giovani, interessati asperimentare nuove potenzialità di ricerca letteraria e di comunicazione, offerte dal mondo digitale. [4] È un luogo in cui transitano le ideedi molti studiosi, di scrittori e di poeti che hanno deciso di riflettere sulle risorse del medium informatico. L’esperimento di Griseldaonline riguarda una nuova forma saggistica, che sia capace di tenere insieme profondità ermeneutica e leggerezza compositiva e che sia in grado di immaginare un percorso interpretativo al contempo lineare e a rete. Un percorso essenzialmente letterario ma che si avvale anche di voci provenienti da altrediscipline, come avviene in alcuni saggi di critica cinematografica, distoria delle idee, di antropologia o di sociologia, pubblicati dal 2002

ad oggi. [5] La ricerca letteraria si può muovere a largo raggio, mettendo a frutto la versatilità del mezzo, che consente permeabilità tra contesti anche molto diversi. I saggi di Griseldaonline sono digitali, pubblicati in rete (ma stampabili e quindi disponibili anche su carta), e dotati di link testuali e iconografici, che corrispondono molto bene alle esigenze critiche, fondate sullo scavo di antiche e nuove intertestualità tra le opere letterarie. Rispetto alla tradizione tutto ciò può sembrare un modo “barbaro” di fare saggistica, quasi fosse una risorsa intellettuale buttata in rete e lasciata inutilmente fluttuare nell’immensità del web. Ma il mondo digitale, applicato anche alle scienze umane, è un’opportunità offerta dalla nuova tecnologia della parola, difficile da ignorare. Persino i padri della nostra critica incoraggiano tentativi di evasione ed eversione. A questo proposito si usa spesso ricordare Walter Benjamin, il quale, ragionando sul dadaismo, aveva avvertito come ogni «formulazione nuova, rivoluzionaria» sia destinata a «colpire al di là del suo bersaglio». [6]

Nuove forme di pensiero e nuovi linguaggi nati dal mondo digitale e diffusi via internet possono risultare screditati, mediocri, barbarici,ma hanno tuttavia la forza di esprimere il nuovo, di guidare la transizione e di aprire un nuovo passaggio verso la conoscenza. Non a caso molti teorici della multimedialità e alcuni scrittori hanno ritrovato nelle riflessioni sull’opera d’arte e la sua riproducibilità tecnica un’inizio, anzi il bandolo di un’intricata matassa teorica. [7] (continua)

NOTE



[1]Ricordo qui una scheda della novella, contenuta nel sito, con le informazioni bibliografiche relative: http://www.griseldaonline.it/archivio/Chi_Griselda.htm.

[2]Su questo aspetto della novella si era soffermato Francesco Petrarca, in dialogo con l’amico Giovanni: colpito dalla personalità della donna, il poeta preferiva definire la novella di Griselda fabula e non historia, poiché non sapeva dire se il soggetto fosse reale o inventato («nescio an res veras an fictas que iam non historie sed fabelle sunt ob hoc unum»):G. Boccaccio, F. Petrarca, Griselda, a cura di L. C. Rossi, Palermo, Sellerio, 1991.

[3]Rimando al saggio di Gianni Celati, contenuto nel presente volume: G. Celati, Lo spirito della novella.

[4]I fondatori della rivista, oltre a me, sono: Gian Mario Anselmi, Nicola Bonazzi, Francesca Tomasi, Claudio Tubertini e Carlo Varotti.

[5]Si vedano in questo senso nel numero II (2002-2003, L’altro) i saggi di: M. Callari Galli, Lo sguardo dell’antropologo, http://www.griseldaonline.it/callari_galli.htm; C. Galli, L’Altro in prospettiva politica, http://www.griseldaonline.it/galli_carlo.htm; R. Menarini, Gli Alieni e il cinema: ossessioni americane, http://www.griseldaonline.it/percorsi/ menarini_roy.htm; F. La Polla, A tale of two cities. La città di Batman, http://www.griseldaonline. it/ percorsi/lapolla.htm. Oppure, per quanto riguarda il numero V (2005- 2006, Ai giovani), l’intervista a Marc Augé di Donatella Allegro e Federico Condello, alla quale si aggiunge quella dedicata al tema del numero VI (2007-2008, Rifiuti, scarti esuberi), qui ripubblicate. Sempre nel numero VI: G. Manzoli, Cos’è il “trash” & cosa è trash, a cura di M. Bonomo, http://www.griseldaonline.it/percorsi/6bonomo.htm; F. Pitassio, Il rifiuto e lo sguardo, http://www.griseldaonline.it/percorsi/6pitassio.htm.

[6]W. Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Torino, Einaudi, 1966, p. 42.

[7] Così anche Alessandro Baricco, alle prese con la scrittura e i nuovi media, fa iniziare da Benjamin il suo viaggio letterario: I barbari. Saggio sulla mutazione, Roma, Fandango, 2006.

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