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Indice

Didattica:

Esclusione dal Centro, esclusione dal mercato:
una lettura della Caverna di Josè Saramago

Introduzione / Il punto di partenza / Il lavoro: echoes from the past / Il lavoro come piacere / Il lavoro contemporaneo: gerarchie / La gerarchia dei luoghi / Il controllo / Un mondo senza confini / Il contratto con i cittadini / Una nuova spiritualità / Il centro: dalla realtà alla letteratura / Il linguaggio del Centro: tra marketing e controllo / Il Centro come centro urbano / La scomparsa dei diritti / Eliminazione di diritti nella società contemporanea / Conclusioni

Introduzione

Nel romanzo 1984, George Orwell crea il mondo del controllo totale: l’intera vita dei singoli individui è controllata fino alle azioni più insignificanti, fino a studiare come un singolo capello viene poggiato su un diario che deve rimanere segreto. Tutto il mondo che Orwell costruisce è chiamato a partecipare a questo controllo, può succedere addirittura che sia il figlio a denunciare alla piscopolizia e quindi al Grande Fratello il proprio genitore. Inoltre non solo le persone non possono schierarsi, rivoltarsi, contro il Grande Fratello, ma non possono nemmeno pensare di farlo, la società è chiamata a esercitare il dovere della delazione: chi non segue i dettami deve essere denunciato, in caso contrario si è già complici del reato. E' il potere dei totalitarismi, il potere politico in cui chi prende le decisioni esercita il dominio completo sull'essere umano, a partire dalla sfera dell’azione fino ala sfera del pensiero.
Nel momento in cui Orwell scrive il romanzo ha in mente gli esempi di totalitarismo che gli sono offerti dall’epoca in cui sta vivendo, all’indomani della seconda guerra mondiale, tenendo quindi come esempio il caso tedesco e, soprattutto, il caso russo. Stati totalitari in cui il dissenso è proibito e immediatamente punito. Partiti che si pongono a capo dell’intera struttura statale, mettendo al bando qualsiasi altra formazione politica, governando sull’intera popolazione e imponendo i propri dettami su ogni settore della vita sociale e privata. Persino la letteratura deve essere riscritta secondo i dettami del partito. Questo è ciò che Orwell vede nei totalitarismi e riproduce sotto forma di romanzo.
E' una forma di potere invasivo che moltiplica i dispositivi di controllo e che ragiona, in ultima analisi, a partire dal problema della sicurezza e della paura: il Grande Fratello è necessario, senza di esso è l'anarchia. Anche la realtà, se necessario, deve essere cambiata e quindi, utilizzando l’immagine dello stesso Orwell, due più due può non fare solo quattro, ma se necessario anche cinque. Lo scopo dell’azione politica degli organi di governo rimane il controllo.
Nel corso del ventesimo secolo però le cose vanno sviluppandosi, cresce un nuovo modello di potere, dal dopoguerra in poi sarà l’economia a determinare le scelte dei governi degli stati. Come ha descritto Michel Foucault in Nascita della biopolitca, esistono casi (vedi la Germania, dove lo Stato, a causa delle devastazioni e dell’annientamento della struttura politica, non ha più alcun fondamento) in cui, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati si formano sulla base dell'economia, ossia non pongono le proprie basi su un patto, o su una serie di norme giurdiche, bensì sul necessario ordine finanziario.
Questo modello si allarga, proprio per la tendenza del capitalismo liberale a espandere sempre più i proprio confini. Foucault sostiene che, secondo i principi delle scuole neoliberali tedesche, la giusta conduzione dello Stato sarebbe quella di non intervenire assolutamente nel settore economico e di lasciare che sia il mercato a trovare autonomamente i suoi equilibri. Le politiche degli Stati dovranno evitare di intervenire nel mercato economico, o, al più, di intervenire esclusivamente con lo scopo di evitare la creazione di monopoli.
Questo mondo, che vede il primato neoliberismo al di sopra di qualunque altro principio, è il mondo descritto da José Saramago nel romanzo La Caverna, José Saramago.

Il punto di partenza

Assumere un postulato, un punto di partenza che abbia carattere universale da cui far discendere il mondo descritto come conseguenza logica: si tratta di una tecnica che Saramago utilizza spesso nelle sue narrazioni. Pensiamo a Cecità, il cui postulato è facilmente riassumibile: un’epidemia di cecità coinvolge tutta la città; Saggio sulla Lucidità: per due volte la quasi totalità della popolazione vota scheda bianca facendo saltare il principio di democrazia; Le intermittenze della morte: la morte decide di interrompere la sua attività e per dei mesi non si verifica nessun decesso («Il giorno dopo non morì nessuno»[1], recita l’incipit del romanzo).
Nel caso de La Caverna il postulato è tutt’altro che immaginario: viviamo in una società in cui è l’economia a dettare legge. Si noti che non si tratta di una frase fatta, ma di una realtà: nel corso della narrazione tutto dipende dall'economia, dalla legge del mercato; ciò che non porta profitto, ciò che non ha incisione sui processi economici, non conta e pertanto viene ignorato o sostituito. Si tratta di un processo che Foucault ha analizzato: discutendo di un intervento di Ludwig Erhard (responsabile dell’amministrazione economica del settore anglo-americano) tenuto a Francoforte all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale. Foucault interpreta i sottintesi di alcune sue affermazioni, mettendo in evidenza come la necessità di allontanare l’incubo di un nuovo totalitarismo viene compensata dall’istituzione della libertà economica che dovrà «o in ogni caso potrà funzionare, in un certo senso, come una sorta di sifone o innesco per la formazione di una sovranità politica.[2][…] L’economia produce legittimità per lo Stato che ne è garante. In altri termini – ed è un fenomeno assolutamente importante, certo non unico nella storia, ma in ogni caso alquanto singolare almeno nella nostra epoca-, l’economia è creatrice di diritto pubblico»[3].
Come Orwell anche Saramago inventa un mondo, per meglio dire una città. All'interno di questa città c'è il Centro, che, come suggerisce Rita Desti, è una «costruzione quasi infinita e maligna, come la Biblioteca di Borges, come il manicomio-lager di Cecità, come l'Archivio del Signor José in Tutti i nomi»[4]. Il Centro non è solo un luogo materiale (potremmo dire "geografico"), ma è il centro di tutto, è il luogo in cui il potere si annida, ma non in maniera misteriosa come in 1984. Qui tutto è evidente, le leggi sono quelle del mercato, della logica, sono matematiche: qui due più due fa sempre quattro e non può fare altro che quattro e tutto ciò che non sta negli addendi e nella somma di questa operazione è fuori dall’interesse del Centro.
Come Orwell, Saramago guarda alla realtà e la esagera; sarà difficile, pertanto, scindere i piani di invenzione dai piani della realtà. L’unico metodo di lavoro possibile consiste nel rimanere fedeli al postulato e applicarlo alla narrazione: la legge del mercato è ciò che determina il mondo che viene descritto e pertanto ne determina la geografia, i meccanismi di repressione, le vite, il linguaggio e le decisioni dei personaggi[5]. I personaggi all'interno di questo mondo hanno un solo modo di esistere, ossia legarsi a questo sistema. L'unico modo con cui l'individuo può legarsi al sistema, e pertanto al Centro, è il lavoro. (continua)



Note:


[1] José Saramago, As intermitencias da morte, trad. it. Le intermittenze della morte, Torino, Einaudi, 2005, p. 3.

[2] Foucault aggiunge: «Sto ovviamente aggiungendo alla frase, apparentemente banale di Ludwig Erhard tutta una serie di significati impliciti in essa, e che assumeranno valore solo in seguito», Michel Foucault. Naissance de la Biopolitique. Course au Cllège de France 1978-1979, trad. it. Nascita della biopolitica. Milano, Feltrinelli, 2005, p.80.

[3] Ibid., p. 80-81.

[4] Rita Desti in José Saramago, A caverna, trad. it. La Caverna. Einaudi, Torino, 2000, quarta di copertina

[5] Il parallelismo tra i due romanzi è suggerito da Saramago stesso, in diversi elementi, come ad esempio i cartelloni che vengono affissi alla città, molto simili ai cartelloni di 1984, pur nella diversità – si sta comunque parlando di una diversa idea di potere, pertanto in 1984 si evidenzia il potere del partito, mentre ne La Caverna, si descrive un potere di altro tipo e che adotta un diverso linguaggio, ammiccante, persuasivo, molto simile a quello che potremmo definire “pubblicitario”-. In più, almeno in due occasioni, ci frasi che possono essere letti come dei riferimenti al testo di Orwell: “Ha ragione, il segreto non esiste, ma noi lo conosciamo” (p. 226), frase pronunciata da un esponete del Centro, in riferimento al segreto di vendita dei prodotti, e “vi concedo la cittoria, nella vostra testa due più due può anche fare quattro” George Orwell, 1984. Milano, Mondadori, 2002, p. 270.

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