Carlo
Varotti
Medea/Medee
La storia tragica di Medea
è una delle più cupe nell'universo
del mito antico; ma soprattutto la storia
di Medea è forse la più nota
tra le vicende del mito antico legate alla
figura dell'altro e dello straniero.
Medea viene vista pertanto come figura dell'alterità
(donna, sapiente e straniera), figura-tema-problema
presente in testi classici, ma ancora aperto,
vivo e vicino. Medea è in questo
senso testo esemplare in una misura addirittura
sorprendente, perché il nostro tempo
è segnato profondamente da uno dei
temi fondanti della Medea, cioè dal
confronto-scontro di civiltà, in
generale dal problema dell'alterità.
Medea, maga, figlia del re
della Colchide, si innamora del greco Giasone
che è giunto nel suo lontano paese
(sul mar Nero) per impossessarsi del vello
d'oro. Per Giasone Medea tradisce il padre,
uccide il fratello, abbandona la patria;
ma l'atto che la distingue per la selvaggia
tragicità è quello che Euripide
scelse di rappresentare nel suo dramma (rappresentato
nel 431 a. C): l'uccisione dei figli, l'atto
estremo con cui essa si vendica dell'abbandono
di Giasone.
Della storia di Medea esistevano infatti
in epoca antica numerose versioni, ma la
vicenda più nota è quella
fissata da Euripide, interamente "costruita"
nella prospettiva del tragico infanticidio
che costituisce per lei un punto di non-ritorno.
La storia di Medea ha affascinato
da sempre scrittori e artisti, tanto che
la lista dei rifacimenti e delle riscritture
del mito sarebbe lunghissima.
In questa proposta didattica concentriamo
il nostro interesse su alcune riletture
moderne del mito di Medea.
I destinatari delle proposte
che seguono (che sono articolate in modo
unitario, ma conservando ognuna una relativa
autonomia, anche formale) sono classi terminali
di un istituto secondario di II grado.
Articolazione del percorso
Alla Medea di Euripide dedichiamo
una scheda di lettura che possa essere utile
agli studenti che non conoscano, se non
vagamente o indirettamente, la tragedia
di Euripide. Affianchiamo alla scheda sulla
Medea di Euripide due proposte di letture:
la prima è dedicata alla figura dello
straniero nella Grecia classica; la seconda
indica alcuni approfondimenti (di natura
intertestuale) sulla figura di Medea. La
prima proposta (solo in parte la seconda)
presuppongono una certa conoscenza (anche
linguistica) del mondo greco: sono pertanto
approfondimenti rivolti soprattutto a studenti
e insegnanti del Liceo classico.
Nessuna particolare conoscenza del mondo
greco e del mito di Medea è data
invece come prerequisito per le proposte
di letture sulle 'Medee', per le riletture
del mito proposte cioè da scrittori
moderni e contemporanei.
[SCHEDA:
la Medea di Euripide]
di Gianni Ghiselli
Stranieri
nella Grecia classica
di Mariella Donnarumma
Medea
e la tipologia dell'eroe omerico e sofocleo
di Gianni Ghiselli
Riletture moderne del mito
1. La
Medea romantica di Grillparzer (1821)
di M. Raffaella Cornacchia
2.
"La lunga notte di Medea" di Corrado
Alvaro (1949) di Daniela Matarazzo
3. La
Medea di P.P.Pasolini (1969)
di Francesca Ricci
4. Medea.
Voci di Christa Wolf (1996)
di Carlo Varotti
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