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<div type="cronologia">
<head type="ord">Nota biografica</head><br/> 
<p><figure></figure><name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Giovanni Della Casa</name> nacque il <date value="28-06-1503">28 giugno 1503</date> da <name type="persona.real" key="Pandolfo Tornabuoni">Pandolfo</name> e <name type="persona.real" key="Lisabetta Tornabuoni">Lisabetta Tornabuoni</name> - pare nel <name type="luogo.real">Mugello</name> - primo di <num value="6">sei</num> figli: <name type="persona.real" key="Francesco Tornabuoni">Francesco</name>, morto nel <date value="1541">1541</date>, e <num value="4">quattro</num> sorelle; una di esse, <name type="persona.real" key="Dianora Tornabuoni">Dianora</name>, sposò <name type="persona.real" key="Luigi Rucellai">Luigi Rucellai</name> e diede alla luce <name type="persona.real" key="Pandolfo Rucellai">Pandolfo Rucellai</name>, <name type="persona.real" key="Annibale Rucellai">Annibale</name> e <name type="persona.real" key="Orazio Rucellai">Orazio</name>, a cui il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> fu sino alla morte affezionatissimo. Dopo un periodo trascorso a <name type="luogo.real">Roma</name> (il padre era mercante), la famiglia ritorna in <name type="luogo.real">Toscana</name> e il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> compie gli studi a <name type="luogo.real">Firenze</name>, avviato a una qualche preparazione umanistica da <name type="persona.real" key="Ubaldino Bandinelli">Ubaldino Bandinelli</name>. Alla fine del <date value="1524">1524</date> viene mandato dal padre, con cui manterrà sempre un rapporto conflittuale, a studiare diritto a <name type="luogo.real">Bologna</name>, ma si dedica tutto agli studi letterari, seguendo le lezioni di <name type="persona.real" key="Romolo Amaseo">Romolo Amaseo</name> e facendo la conoscenza di <name type="persona.real" key="Ludovico Beccadelli">Ludovico Beccadelli</name>, <name type="persona.real" key="Carlo Gualteruzzi">Carlo Gualteruzzi</name>, <name type="persona.real" key="Alfonso Ariosto">Alfonso Ariosto</name>; nel <date value="1526">1526</date> si risolve anzi ad abbandonare la città emiliana per un periodo di studio e isolamento in <name type="luogo.real">Mugello</name> col <name type="persona.real" key="Ludovico Beccadelli">Beccadelli</name>. La preparazione umanistica del <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> continua a <name type="luogo.real">Padova</name> sotto la guida, per l'insegnamento del greco, di <name type="persona.real" key="Benedetto Lampridio">Benedetto Lampridio</name>; il soggiorno, interrotto nel <date value="1529">1529</date>, riprende per un breve periodo nel <date value="1531">1531</date>: il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> ha così occasione di seguire le lezioni di <name type="persona.real" key="Lazzaro Bonamici">Lazzaro Bonamici</name> e forse di conoscere <name type="persona.real" key="Gasparo Contarini">Gasparo Contarini</name>, allora <name type="titolo.real" key="Gasparo Contarini">Conservatore dello Studio</name>, a cui dedicherà in futuro una vivace biografia.</p>
<p>L'anno successivo è a <name type="luogo.real">Roma</name>: oltre a frequentare personalità come <name type="persona.real" key="Galeazzo Florimonte">Galeazzo Florimonte</name>, <name type="persona.real" key="Alvise Priuli">Alvise Priuli</name>, <name type="persona.real" key="Marcantonio Flaminio">Marcantonio Flaminio</name> e <name type="persona.real" key="Pietro Carnesecchi">Pietro Carnesecchi</name>, il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> si lega in amicizia con <name type="persona.real" key="Francesco Maria Molza">Francesco Maria Molza</name>, ed entra a far parte dell'Accademia dei Vignaiuoli. Il gruppo, comprendente fra gli altri <name type="persona.real" key="Giovanfrancesco Bini">Giovanfrancesco Bini</name>, <name type="persona.real" key="Lelio Capilupi">Lelio Capilupi</name> e <name type="persona.real" key="Giovanni Mauro">Giovanni Mauro</name>, praticava assiduamente l'allusività oscena del capitolo ternario, resa celebre dal <name type="persona.real" key="Francesco Berni">Berni</name>; il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Casa</name> stesso compose almeno <num value="5">cinque</num> capitoli: <title>Sopra il nome suo</title>, del <title>Martello</title>, della <title>Stizza</title>, del <title>Forno</title> e del <title>Bacio</title> (i primi <num value="3">tre</num> stampati a <name type="luogo.real">Venezia</name> da <name type="persona.real" key="Curzio Navò">Curzio Navò</name> nel <date value="1537">1537</date>, gli ultimi <num value="2">due</num> l'anno successivo), che gli fruttarono non pochi fastidi nel corso della sua futura carriera ecclesiastica. A quel periodo risalgono pure alcune composizioni latine di cui il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Casa</name> non rivendicò la paternità, tra cui spicca un apologo, sempre a sfondo osceno, noto come <title>epigramma della formica</title>, sinora inedito.</p>
<p>Nel <date value="1537">1537</date>, dopo una lunga serie di tentativi di approdo in Curia, il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> viene creato <name type="titolo.real" key="Giovanni Della Casa">chierico della Camera Apostolica</name> da <name type="titolo.real" key="Paolo III">Paolo III</name>, e inizia a porsi sotto la protezione del potente <name type="titolo.real" key="Giovanni Della Casa">cardinale</name> <name type="persona.real" key="Alessandro Farnese">Alessandro Farnese</name>; cade in questo periodo la composizione del trattatello latino <title><foreign lang="la">An uxor sit ducenda</foreign></title>, nella quale il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> sperimenta una più equilibrata variante della letteratura paradossale, ancora nutrita di fermenti umanistici (si ricordi l'omonimo dialogo di <name type="persona.real" key="Poggio Bracciolini">Poggio Bracciolini</name>). Dopo aver ottemperato per qualche anno a incarichi delicati ma vantaggiosi, ovvero la riscossione di imposte per conto della Curia, il <date value="1544">1544</date> riserva al <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Casa</name> l'affermazione che cercava: in quell'anno diviene infatti <name type="titolo.real" key="Giovanni Della Casa">arcivescovo</name> di <name type="luogo.real">Benevento</name> e gli viene affidata la nunziatura a <name type="luogo.real">Venezia</name>, che lo tiene impegnato per <num value="5">cinque</num> anni. È un periodo difficile - come del resto era da attendersi, data la politica tendenzialmente «indipendentista» di <name type="luogo.real">Venezia</name> - contrassegnato da continue frizioni con le magistrature cittadine sia per le questioni di giurisdizione civile ed ecclesiastica, sia per l'attività inquisitoriale del <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name>, culminante nella proposta di indice dei libri proibiti presentata nel <date value="05-1549">maggio 1549</date>; lo smacco più evidente sofferto dal <name type="titolo.real" key="Giovanni Della Casa">nunzio</name> rimane forse il processo al <name type="titolo.real" key="Pier Paolo Vergerio">vescovo</name>	di <name type="luogo.real">Capodistria</name> <name type="persona.real" key="Pier Paolo Vergerio">Pier Paolo Vergerio</name>, accusato sin dal <date value="1544">1544</date> di eresia, ma deposto soltanto <num value="5">cinque</num> anni più tardi (fuggirà in <name type="luogo.real">Svizzera</name> subito dopo la sentenza).</p>
<p>Presumibilmente tra il <date value="1537">1537</date> e il <date value="1543">'43</date>, negli anni dunque del suo tirocinio di uomo pubblico, <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> compone il <title><foreign lang="la">De officiis inter potentiores et tenuiores amicos</foreign></title>, pubblicato per la prima volta in traduzione volgare, forse dallo stesso autore, nel <date value="1559">1559</date> a <name type="luogo.real">Venezia</name>, presso <name type="persona.real" key="Giovanantonio degli Antonii">Giovanantonio degli Antonii</name>; si tratta, in fondo, come per il <title>Galateo</title>, di un'opera che si propone, attraverso una serie di strategie retoriche-comportamentali, di attenuare durezze e incomprensioni continuamente generate dal rigido ordinamento per classi della società cinquecentesca. Al clima di riavvicinamento tra la <name type="luogo.real">Francia</name> e il <name type="titolo.real" key="papa">papa</name>, conseguente alla pace di <name type="luogo.real">Crépy</name> (<date value="1544">1544</date>), vanno invece ricondotte l'<title>Orazione per la Lega</title> (<date value="1547-1548">1547-48</date>) e l'<title>Orazione a Carlo V imperatore per la restituzione della città di Piacenza</title> (<date value="1548">1548</date>), decisamente anti-imperiali. Un ultimo omaggio alla civiltà veneta e al suo maggior esponente letterario sono infine da considerare la <title>Vita</title> del <name type="persona.real" key="Pietro Bembo">Bembo</name> e l'incompiuta orazione <title>Delle lodi della Serenissima Repubblica di Venezia</title>, databili attorno al <date value="1550">1550</date>.<pb n="XLVII"/></p>
<p>Deluso dalla nuova politica anti francese di <name type="titolo.real" key="Giulio III">Giulio III</name>, il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> rifiuta la nunziatura in <name type="luogo.real">Francia</name> e nel <date value="1553">1553</date> si trasferisce presso l'abbazia di <name type="luogo.real">Nervesa</name>, nel trevigiano; qui compone la <title>Gaspari Contareni vita</title>, gran parte delle liriche latine e volgari, la <title><foreign lang="la">Dissertatio adversus Paulum Vergerium</foreign></title>, in risposta a due epistole latine dell'ex prelato, e il <title>Galateo</title>.</p>
<p>Nel <date value="1555">1555</date> si riaccende per il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Casa</name> la speranza di ottenere la porpora cardinalizia, a cui da tempo aspirava: viene infatti eletto <name type="titolo.real" key="papa">pontefice</name> <name type="titolo.real" key="Paolo IV">Paolo IV</name>, uomo legato alla fazione filofrancese del <name type="titolo.real" key="Alessandro Farnese">cardinal</name> <name type="persona.real" key="Alessandro Farnese">Farnese</name>, il quale non manca di far eleggere lo stesso <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> a primo <name type="titolo.real" key="Giovanni Della Casa">segretario</name> del <name type="titolo.real" key="papa">pontefice</name>. In questi ultimi anni l'atteggiamento anti mediceo del <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Casa</name> si acuisce, ed egli diviene assieme al <name type="titolo.real" key="Carlo Carafa">cardinal</name> <name type="persona.real" key="Carlo Carafa">Carlo Carafa</name> il più deciso assertore della necessità della guerra contro <name type="persona.real" key="Filippo II">Filippo II</name>, che si concluderà con la sconfitta della lega a <name type="luogo.real">San Quintino</name> (<date value="1557">1557</date>). Nel <date value="12-1555">dicembre del 1555</date> era intannto sfumata per il <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">Casa</name> l'ultima possibilità di essere creato <name type="titolo.real" key="cardinale">cardinale</name>: <name type="titolo.real" key="Paolo IV">Palo IV</name>, nella scelta dei personaggi da eleggere, non aveva derogato ad un criterio di selezione improntato alla più assoluta dirittura morale: i trascorsi del <name type="persona.real" key="Giovanni Della Casa">D.C.</name> non deponevano certo a suo favore. Comincia ad accusare gravi problemi di salute: sofferente di gotta e violente febbri, nell'estate del <date value="1556">1556</date> si ritira nella residenza romana di <name type="persona.real" key="Giovanni Ricci">Giovanni Ricci</name>, <name type="titolo.real" key="Giovanni Ricci">cardinale</name> di <name type="luogo.real">Montepulciano</name>, morendovi il <date value="14-11-1556">14 novembre 1556</date>.<pb n="XLVIII"/></p>

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