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Da dirsi innanzi alla
commedia, cantata da ninfe e pastori insieme
Perché la vita è
brieve
e molte son le pene
che vivendo e stentando ognun sostiene[1];
dietro alle nostre voglie,
andiam passando e
consumando gli anni,
ché chi il piacer si toglie
per viver con angosce e con affanni,
non conosce gli inganni
del mondo; o da quai mali
e da che strani casi
oppressi quasi - sian tutti i mortali.
Per fuggir questa noia[2],
eletta solitaria vita abbiamo[3],
e sempre in festa e in gioia
giovin' leggiadri e liete Ninfe stiamo.
Or qui venuti siamo
con la nostra armonia[4],
sol per onorar questa
sì lieta festa - e dolce compagnia.
Ancor ci ha qui condutti
il nome di colui che vi governa[5],
in cui si veggon tutti
i beni accolti in la sembianza eterna[6].
Per tal grazia superna,
per sì felice stato,
potete lieti stare,
godere e ringraziare - chi ve lo ha dato[7].
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Idio vi salvi, benigni auditori[1],
quando e' par che dependa
questa benignità da lo esser grato[2].
Se voi seguite di non far romori[3],
noi vogliàn che s'intenda
un nuovo caso in questa terra nato[4].
Vedete l'apparato[5],
qual or vi si dimostra:
quest'è Firenze vostra,
un'altra volta sarà Roma o Pisa,
cosa da smascellarsi delle risa.
Quello uscio, che mi è qui in sulla
man ritta[6],
la casa è d'un dottore,
che imparò in sul Buezio legge assai[7];
quella via, che è colà in
quel canto fitta[8],
è la via dello Amore,
dove chi casca non si rizza mai;
conoscer poi potrai
a l'abito[9] d'un
frate
qual priore o abate
abita el tempio che all'incontro è
posto[10],
se di qui non ti parti troppo tosto.
 |
Un giovane, Callimaco Guadagno,
venuto or da Parigi,
abita là, in quella sinistra porta.
Costui, fra tutti gli altri buon compagno,
a' segni ed a' vestigi[11]
l'onor di gentilezza e pregio porta.
Una giovane accorta
fu da lui molto amata,
e per questo ingannata
fu, come intenderete, ed io vorrei
che voi fussi ingannate come lei.
La favola "Mandragola"[12]
si chiama:
la cagion voi vedrete
nel recitarla, com'i' m'indovino[13].
Non è il componitor di molta fama;
pur, se vo' non ridete,
egli è contento di pagarvi il vino.
Un amante meschino, un dottor poco astuto,
un frate mal vissuto,
un parassito, di malizia il cucco[14],
fie questo giorno el vostro badalucco[15].
E, se questa materia non è degna,
per esser pur leggieri,
d'un uom, che voglia parer saggio e grave,
scusatelo con questo, che s'ingegna
con questi van' pensieri fare el suo tristo
tempo più suave,
perché altrove
non have dove voltare el viso,
ché gli è stato interciso
mostrar con altre imprese altra virtùe,
non sendo premio alle fatiche sue[16].
El premio che si spera è che ciascuno
si sta da canto e ghigna,
dicendo mal di ciò che vede o sente.
Di qui depende, sanza dubbio alcuno,
che per tutto traligna
da l'antica virtù el secol presente[17],
imperò che[18]
la gente,
vedendo ch'ognun biasma,
non s'affatica e spasma[19],
per far con mille sua disagi
un'opra,
che 'l vento guasti o la nebbia ricuopra[20].
Pur, se credessi alcun, dicendo male,
tenerlo pe' capegli
e sbigottirlo o ritirarlo in parte,
io l'ammonisco, e dico a questo tale
che sa dir male anch'egli,
e come questa fu la suo prim'arte,
e come in ogni parte
del mondo, ove el "sì" sona,
non istima persona,
ancor che facci sergieri a colui,
che può portar miglior mantel che
lui[21].
Ma lasciam pur dir male a chiunque vuole.
Torniamo al caso nostro,
acciò che non trapassi
troppo l'ora.
Far conto non si de' delle parole,
né stimar qualche mostro[22],
che non sa forse s'e' s'è vivo ancora.
Callimaco esce fuora
e Siro con seco ha,
suo famiglio[23],
e dirà
l'ordin di tutto. Stia ciascuno attento,
né per ora aspettate altro argumento.
Callimaco, Siro
Callimaco
Siro, non ti partire, io ti voglio[1]
un poco.
Siro
Eccomi.
Callimaco
Io credo che tu ti maravigliassi assai della
mia sùbita[2]
partita da Parigi; ed ora ti maraviglierai,
sendo io stato qui già un mese sanza
fare alcuna cosa.
Siro Voi dite
el vero.
Callimaco
Se io non ti ho detto infino a qui[3]
quello che io ti dirò ora, non è
stato per non mi fidare di te, ma per iudicare[4]
che le cose che l'uomo vuole non si sappino,
sia bene non le dire, se non forzato. Pertanto,
pensando io di potere avere bisogno della
opera tua, ti voglio dire el tutto.
Siro
Io vi sono servidore: e servi non debbono
mai domandare el padrone d'alcuna cosa, né
cercare[5] alcuno loro
fatto, ma quando per loro medesimi le dicano,
debbono servirgli con fede; e così
ho fatto e sono per fare io.
Callimaco
Già lo so. Io credo che tu mi abbi
sentito dire mille volte, ma e' non importa
che tu lo intenda mille una[6],
come io avevo dieci anni quando da e mia tutori,
sendo mio padre e mia madre morti, io fui
mandato a Parigi, dove io sono stato venti
anni. E perché in capo de' dieci[7]
cominciorono, per la passata del re Carlo[8],
le guerre in Italia, le quali ruinorono quella
provincia[9], delibera'mi[10]
di vivermi a Parigi e non mi ripatriare mai,
giudicando potere in quel luogo vivere più
sicuro che qui.
Siro Egli è
così.
Callimaco
E commesso di qua che fussino
venduti tutti e mia beni, fuora che la casa[11],
mi ridussi a vivere quivi, dove sono stato
dieci altri anni con una felicità grandissima...
Siro Io lo so.
 |
Callimaco
...avendo compartito[12]
el tempo parte alli studii, parte a' piaceri,
e parte alle faccende; ed in modo mi travagliavo[13]
in ciascuna di queste cose, che l'una non
mi impediva la via dell'altra. E per questo,
come tu sai, vivevo quietissimamente[14],
giovando a ciascuno, ed ingegnandomi di non
offendere persona: talché mi pareva
essere grato a' borghesi, a' gentiluomini,
al forestiero, al terrazzano[15],
al povero ed al ricco.
Siro Egli è
la verità.
Callimaco Ma,
parendo alla Fortuna che io avessi troppo
bel tempo, fece che e' capitò a Parigi
uno Cammillo Calfucci.
Siro Io comincio
a 'ndovinarmi del male vostro.
Callimaco Costui,
come li altri fiorentini, era spesso convitato[16]
da me; e, nel ragionare insieme, accadde un
giorno che noi venimo in disputa[17]
dove erano più belle donne, o in Italia
o in Francia. E perché io non potevo
ragionare delle italiane, sendo sì
piccolo quando mi parti'[18],
alcuno altro fiorentino, che era presente,
prese la parte franzese[19],
e Cammillo la italiana; e, dopo molte ragione
assegnate da ogni parte, disse Cammillo, quasi
che irato[20], che,
se tutte le donne italiane fussino monstri,
che una sua parente era per riavere l'onore
loro[21].
Siro Io sono
or chiaro[22] di quello
che voi volete dire.
Callimaco E nominò
madonna Lucrezia, moglie di messer Nicia Calfucci:
alla quale e' dètte tante laude[23]
e di bellezza e di
 |
costumi, che fece restare
stupidi[24] qualunque
di noi, ed in me destò tanto desiderio
di vederla, che io, lasciato ogni altra deliberazione[25],
né pensando più alle guerre
o alle pace d'Italia, mi messi a venire qui[26].
Dove arrivato, ho trovato la fama di madonna
Lucrezia essere minore assai che la verità,
il che occorre[27]
rarissime volte, e sommi[28]
acceso in tanto desiderio d'esser seco, che
io non truovo loco[29].
Siro Se voi me
n'avessi parlato a Parigi, io saprei che consigliarvi;
ma ora non so io che mi vi dire.
Callimaco Io
non ti ho detto questo per voler tua consigli,
ma per sfogarmi in parte, e perché
tu prepari l'animo adiutarmi, dove el bisogno
lo ricerchi[30].
Siro A cotesto
son io paratissimo[31];
ma che speranza ci avete voi?
Callimaco Ehimè!
nessuna.
Siro O perché?
Callimaco Dirotti[32].
In prima mi fa guerra[33]
la natura di lei, che è onestissima
ed al tutto aliena[34]
dalle cose d'amore; l'avere el marito ricchissimo
e che al tutto si lascia governare da lei,
e, se non è giovane, non è al
tutto vecchio, come pare; non avere parenti
o vicini, con chi ella convenga ad alcuna
vegghia[35] o festa
o ad alcuno altro piacere, di che si sogliono
dilettare le giovane. Delle persone meccaniche[36]
non gliene càpita a casa nessuna; non
ha fante né famiglio, che non triemi
di lei[37]: in modo
che non c'è luogo[38]
ad alcuna corruzione.
Siro Che pensate,
adunque, di poter fare?
 |
Callimaco
E' non è mai alcuna cosa sì
disperata, che non vi sia qualche via da poterne
sperare; e benché la fussi debole e
vana, e la voglia e 'l desiderio, che l'uomo
ha di condurre la cosa, non la fa parere così.
Siro Infine,
e che vi fa sperare?
Callimaco Dua
cose: l'una, la semplicità[39]
di messer Nicia, che, benché sia dottore[40],
egli è el più semplice ed el
più sciocco uomo di Firenze; l'altra,
la voglia che lui e lei hanno d'avere[41]
figliuoli, che, sendo stata sei anni a marito
e non avendo ancora fatti, ne hanno, sendo
ricchissimi, un desiderio che muoiono. Una
terza ci è, che la sua madre è
suta buona compagna[42],
ma la è ricca, tale che io non so come
governarmene.
Siro Avete voi
per questo tentato per ancora[43]
cosa alcuna?
Callimaco Sì
ho, ma piccola cosa[44].
Siro Come?
Callimaco Tu
conosci Ligurio, che viene continuamente a
mangiar meco. Costui fu già sensale
di matrimoni, dipoi s'è dato a mendicare
cene e desinari; e perché gli è
piacevole uomo, messer Nicia tiene con lui
una stretta dimestichezza[45],
e Ligurio l'uccella[46];
e benché non lo meni a mangiare seco,
li presta[47] alle
volte danari. Io me l'ho fatto amico, e gli
ho comunicato el mio amore: lui m'ha promesso
d'aiutarmi con le mane e co' piè[48].
Siro Guardate
e' non v'inganni: questi pappatori[49]
non sogliono avere molta fede.
Callimaco Egli
è el vero. Nondimeno, quando una cosa
fa per
 |
uno[50],
si ha a credere, quando tu gliene communichi,
che ti serva con fede. Io gli ho promesso,
quando e' riesca, donarli buona somma di danari;
quando e' non riesca, ne spicca[51]
un desinare ed una cena, ché ad ogni
modo i' non mangerei solo.
Siro Che ha egli
promesso, insino a qui, di fare?
Callimaco Ha
promesso di persuadere a messer Nicia che
vada con la sua donna al bagno[52]
in questo maggio.
Siro Che è
a voi cotesto[53]?
Callimaco Che
è a me! Potrebbe quel luogo farla diventare
d'un'altra natura, perché in simili
lati[54] non si fa
se non festeggiare; ed io me n'andrei là,
e vi condurrei di tutte quelle ragion' piaceri
che io potessi, né lascerei indrieto
alcuna parte di magnificenzia[55];
fare'mi familiar suo, del marito...che so
io? Di cosa nasce cosa, e 'l tempo la governa.
Siro E' non mi
dispiace.
Callimaco Ligurio
si partì questa mattina da me, e disse
che sarebbe con messer Nicia sopra questa
cosa[56], e me ne risponderebbe.
Siro Eccogli
di qua insieme.
Callimaco Io
mi vo' tirare da parte, per essere a tempo
a parlare con Ligurio, quando si spicca[57]
dal dottore. Tu, intanto, ne va' in casa alle
tue faccende; e, se io vorrò che tu
faccia cosa alcuna, io tel dirò.
Siro Io vo.
Scena
seconda
Messer Nicia, Ligurio
Nicia Io credo
ch'e tua consigli sien buoni, e parla'ne iersera
alla donna[1]: disse
che mi risponderebbe oggi; ma, a dirti el
vero, io non ci vo di buone gambe[2].
Ligurio Perché?
Nicia Perché
io mi spicco mal volentieri da bomba[3];
dipoi, ad avere a travasare moglie, fante,
masserizie, ella non mi quadra[4].
Oltr'a questo, io parlai iersera a parecchi
medici: l'uno dice che io vadia a San Filippo,
l'altro alla Porretta, e l'altro alla Villa[5];
e' mi parvono parecchi uccellacci[6];
e a dirti el vero, questi dottori di medicina
non sanno quello che si pescano[7].
Ligurio E' vi
debbe dar briga[8],
quello che voi dicesti prima, perché[9];
voi non sete uso a perdere la Cupola di veduta.
Nicia Tu erri.
Quando io ero più giovane, io sono
stato molto randagio: e' non si fece mai la
fiera a Prato, che io non vi andassi; e' non
c'è castel veruno all'intorno, dove
io non sia stato; e ti vo' dir più
là: io sono stato a Pisa ed a Livorno,
o va'![10]
Ligurio Voi dovete
avere veduto la carrucola di Pisa.
Nicia Tu vuo'
dire la Verucola[11].
Ligurio Ah! sì,
la Verucola. A Livorno, vedesti voi el mare?
Nicia Ben sai
che io il vidi!
Ligurio Quanto
è egli maggior che Arno?
 |
Nicia
Che Arno? Egli è per quattro volte,
per più di sei, per più di sette,
mi farai dire: e' non si vede se non acqua,
acqua, acqua.
Ligurio Io mi
maraviglio, adunque, avendo voi pisciato in
tante neve[12], che
voi facciate tanta difficultà d'andare
ad uno bagno.
Nicia Tu hai
la bocca piena di latte[13].
E' ti pare a te una favola avendo a sgominare
tutta la casa[14]?
Pure, io ho tanta voglia d'avere figliuoli,
che io son per fare ogni cosa. Ma parlane
un po' tu con questi maestri, vedi dove e'
mi consigliassino che io andassi; ed io sarò
intanto con la donna, e ritroverrenci[15].
Ligurio Voi dite
bene[16].
Scena
terza
Ligurio, Callimaco
Ligurio [solo]
Io non credo che sia nel mondo el più
sciocco uomo di costui; e quanto[1]
la Fortuna lo ha favorito! Lui ricco, lui
bella donna, savia, costumata, ed atta a governare
un regno. E parmi che rare volte si verifichi
quel proverbio ne' matrimoni, che dice: "Dio
fa gli uomini, e' s'appaiono[2]";
perché spesso si vede uno uomo ben
qualificato[3] sortire[4]
una bestia, e, per avverso[5],
una prudente donna avere un pazzo. Ma della
pazzia di costui se ne cava questo bene,
 |
che Callimaco ha che sperare.
- Ma eccolo. [A Callimaco] Che vai tu appostando[6],
Callimaco?
Callimaco Io
t'avevo veduto col dottore, ed aspettavo che
tu ti spiccassi da lui, per intendere[7]
quello avevi fatto.
Ligurio Egli
è uno uomo della qualità che
tu sai, di poca prudenzia, di meno animo,
e partesi mal volentieri da Firenze; pure,
io ce l'ho riscaldato[8]:
e' mi ha detto infine che farà ogni
cosa; e credo che, quando e' ti piaccia questo
partito[9], che noi
ve lo condurreno; ma io non so se noi ci fareno
el bisogno nostro.
Callimaco Perché?
Ligurio Che so
io? Tu sai che a questi bagni va d'ogni qualità
gente, e potrebbe venirvi uomo a chi madonna
Lucrezia piacessi come a te, che fussi ricco
più di te, che avessi più grazia
di te: in modo che si porta pericolo di non
durare questa fatica per altri[10],
e che c'intervenga che la copia de' concorrenti
la faccino più dura[11],
o che, dimesticandosi[12],
la si volga ad un altro e non a te.
Callimaco Io
conosco che tu di' el vero. Ma come ho a fare?
Che partito[13] ho
a pigliare? Dove mi ho a volgere? A me bisogna
tentare qualche cosa, sia grande, sia periculosa,
sia dannosa, sia infame. Meglio è morire
che vivere così. Se io potessi dormire
la notte, se io potessi mangiare, se io potessi
conversare, se io potessi pigliare piacere
di cosa veruna, io sarei più paziente
ad aspettare el tempo; ma qui non c'è
rimedio; e, se io non sono tenuto in speranza
da qualche partito, i' mi morrò in
ogni modo; e, veggendo d'avere a morire, non
sono per temere cosa alcuna, ma per pigliare
 |
qualche partito bestiale,
crudele, nefando[14].
Ligurio Non dire
così, raffrena cotesto impeto dello
animo.
Callimaco Tu
vedi bene che, per raffrenarlo, io mi pasco
di simili pensieri. E però è
necessario o che noi seguitiamo[15]
di mandare costui al bagno, o che noi entriano
per qualche altra via, che mi pasca d'una
speranza[16], se non
vera, falsa almeno, per la quale io nutrisca
un pensiero, che mitighi in parte tanti mia
affanni.
Ligurio Tu hai
ragione, ed io sono per farlo.
Callimaco Io
lo credo, ancora che io sappia che e pari
tuoi vivino di uccellare[17]
li uomini. Nondimanco, io non credo essere
in quel numero, perché, quando tu el
facessi ed io me ne avvedessi, cercherei valermene[18],
e perderesti per ora l'uso della casa mia,
e la speranza di avere quello che per lo avvenire
t'ho promesso.
Ligurio Non dubitare
della fede mia, ché, quando e' non
ci fussi l'utile[19]
che io sento e che io spero, e' c'è
che 'l tuo sangue si confà col mio[20],
e desidero che tu adempia questo tuo desiderio
presso a quanto[21]
tu. Ma lasciamo ir[22]
questo. El dottore mi ha commesso che io truovi
un medico[23], e intenda
a quale bagno sia bene andare. Io voglio che
tu faccia a mio modo, e questo è che
tu dica di avere studiato in medicina, e che
abbi fatto a Parigi qualche sperienzia: lui
è per crederlo facilmente per la semplicità
sua, e per essere tu litterato e poterli dire
qualche cosa in gramatica[24].
Callimaco A che
ci ha a servire cotesto?
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Ligurio
Serviracci[25] a mandarlo
a qual bagno noi vorreno[26],
ed a pigliare qualche altro partito che io
ho pensato, che sarà più corto,
più certo, più riuscibile che
'l bagno.
Callimaco Che
di' tu?
Ligurio Dico
che, se tu arai animo e se tu confiderai in
me, io ti do questa cosa fatta, innanzi che
sia domani questa otta[27].
E, quando e' fussi uomo che non è,
da ricercare se tu se' o non se' medico, la
brevità del tempo, la cosa in sé
farà o che non ne ragionerà
o che non sarà a tempo a guastarci
el disegno, quando bene e' ne ragionassi.
Callimaco Tu
mi risuciti. Questa è troppa gran promessa,
e pascimi di troppa gran speranza. Come farai?
Ligurio Tu el
saprai, quando e' fia tempo; per ora non occorre
che io te lo dica, perché el tempo
ci mancherà a fare, nonché dire.
Tu, vanne in casa, e quivi m'aspetta[28],
ed io andrò a trovare el dottore, e,
se io lo conduco a te, andrai seguitando el
mio parlare ed accomodandoti a quello.
Callimaco Così
farò, ancora che tu mi riempia d'una
speranza, che io temo non se ne vadia in fumo.
Canzone
dopo il primo atto
Chi non fa prova, Amore,
della tua gran possanza,[1]
indarno[2] spera
di far mai fede vera[3]
qual sia del cielo il più alto valore;
né sa come si vive, insieme, e muore,
come si segue[4] il
danno e 'l ben si fugge,
come s'ama se stesso
men d'altrui, come spesso
timore e speme i cori adiaccia e strugge[5];
né sa come ugualmente uomini e dèi
paventan[6] l'arme
di che armato sei.
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1. Sostiene:
sopporta.
2. Noia:
tormento.
3. Eletta...Abbiamo:
abbiamo scelto di vivere lontano dalle angosce edagli affanni
del mondo.
4. Armonia:
musica.
5. Il
Nome...Governa:
è Francesco Guicciardini, allora governatore delle Romagne
al quale Machiavelli inviò il testo della canzone e dei
quattro intermezzi per la recita della Mandragola
che si sarebbe dovuta tenere a Firenze nel carnevale del
1526. La canzone e gli intermezzi furono composti proprio
per questa occasione, diversi anni dopo quindi rispetto
al resto della commedia.
6. In
cui...Eterna: in Guicciardini, cioè, si ravvisano
tutte le virtù raccolte in Dio.
7. Per
tal...ve lo ha dato: per tale grazia suprema,
per un così felice stato di potete essere contenti, godere
e ringraziare chi vi ha concesso un governatoredi tal fatta.
Si fa qui riferimento a Clemente VII (Giulio de' Medici)
che nel 1523 aveva nominato Guicciardini a governatore.
1. Auditori:
spettatori.
2. Quando...Grato:
siccome pare che il vostro benigno atteggiamento dipenda
dal fatto che lo spettacolo vi è gradito.
3. Se...romori:
se continuate a stare attenti in silenzio.
4. In...nato:
accaduto in questa città.
5. Apparato:
scena.
6. In...ritta:
sulla destra.
7. Che...assai:
che imparò il diritto studiando Boezio (filosofo, letterato
e consigliere di Teodorico, re dei Goti, 480ca-524).
8. Fitta:
posta là in quell'angolo.
9. A
l'abito: dall'abito.
10.
Abita...è posto: abita la chiesa che è
posta nella scena di fronte agli spettatori dove si incontrano
le due strade: quella di destra in cui abita l'avvocato
e quella di sinistra in cui risiede Callimaco.
L'attore che recita il prologo illustra la scena in cui
agiranno i personaggi della commedia.
11. Costui..Vestigi:
costui (cioè Callimaco) fra tutti gli altri è un buontempone,
almeno a giudicarlo dalla prima impressione.
12. Mandragola
: la mandragola è un'erba alle cui bacche si
attribuivano capacità erotizzanti e fecondatrici.
Il senso del titolo della commedia si spiegherà in seguito.
13. Com'i'
m'indovino:
a quanto credo di prevedere.
14.
Un amante...il cucco: nel prologo, dunque, Machiavelli
individua lo spazio scenico
e caratterizza la tipologia dei personaggi.
Le diverse personalità vengono fulmineamente messe a fuoco
con brevi e agili battute: faranno parte della commedia,
dunque, un innamorato dalle dubbie qualità morali (Callimaco),
uno sciocco avvocato (Nicia), un frate corrotto (fra' Timoteo),
un parassita abile nell'arte del raggiro (Ligurio). Come
si può notare fin d'ora, viene formulato un severo giudizio
su chi tra poco calcherà la scena.
15. Badalucco:
divertimento.
16.
E, se...fatiche sue:
e, se nell'intenzione di essere leggeri quest'argomento
può non sembrare degno di un uomo che (in altre circostanze)
voglia sembrare saggio e grave, scusatelo così: egli si
ingegna, cioè, di rendere più gradevole con questi vani
pensieri la sua triste condizione non avendo la possibilità
di volgere la mente altrove, dato che gli è stato vietato
di dimostrare ben altra virtù in diversa maniera, non essendoci
merito per le sue fatiche. Si noti la forte opposizione
tra
il concetto di "leggerezza" e la natura "grave" dello scrittore
che impregna i primi sei versi. La posizione rilevante in
cui sono collocate le due parole chiave (leggieri
e grave chiudono i due versi) fa emergere i punti
estremi fra i quali si dibatte il pensiero di Machiavelli.
La serietà dei suoi trattati politici, che si reggono su
un'impegnativa e densa scrittura, si contrappone al fresco
e scanzonato ritmo narrativo di queste pagine. Tuttavia
la "leggerezza", l'agevole comprensibilità, non impediscono
la più seria e amara rappresentazione delle qualità umane,
assai discutibili, dei personaggi della Mandragola.
17. Di
qui...presente:
di qui risulta che, senza alcun dubbio, il secolo presente
degenera dagli antichi valori.
18. Imperò
che : per
cui.
19. Non...spasma:
non si impegna fino allo spasimo.
20.
Per...ricuopra:
per fare con mille disagi un'opera che il vento disperda
o la nebbia
avvolga; Machiavelli si riferisce agli effetti
negativi della maldicenza.
21. Pur,
se credessi...che lui:
eppure se qualcuno credesse, offendendo e prendendo in giro
l'autore di questa commedia, di trattenerlo o di fermarlo,
io, questo qualcuno, lo metterei in guardia e gli direi
che anche l'autore sa essere aspro e maldicente e come,
anzi, questa sia la sua prima inclinazione; gli direi anche
come in ogni parte del mondo dove il "sì" suona (ovvero
in Italia: l'espressione è dantesca) non stimi nessuno sebbene
sia costretto ad obbedire (sergieri è il servitore)
a chi è più potente di lui.Qui Machiavelli, parlando di
sé in terza persona, si difende dalla possibile maldicenza
altrui contrattaccando. Il dir male è l'arte del
dileggio, dell' offesa che l'autore minaccia di usare con
il pubblico.
22. Mostro:
sciocco.
23. Famiglio:
servitore.
1. Ti
voglio :
ti voglio con me un poco
2. Subita:
improvvisa
3. Infinno
a qui:
fino ad ora
4. Per
iudicare :
perchè penso
5. Cercare:
indagare su
6.
Ma...mille una: ma non importa che tu miascolti un'altra
volta
7.
In capo de' dieci:
di lì a dieci anni
8. Per...carlo:
per il passaggio di Carlo VIII, che scese in Italia nel
1494
9. Ruinarono.....
.Provincia:
rovinarono quel paese
10. Delibera'mi:
decisi
11.
E commesso...casa:
e avendo dato incarico a chi era a Firenze (di qua indica
appunto l'Italia, Firenze in contrapposizione con la Francia
e con Parigi) di vendere tutti i miei beni, tranne la casa
12. Compartito:
diviso
13.
Mi travagliavo:
mi impegnavo
14. Quietissimamente:
assai tranquillamente
15. Terrazzano:
paesano, ossia il contrario del forestiero
16. Convitato:
invitato
17. Venimi
in disputa: discutemmo
18. Sendo....mi
partì': Callimaco, discutendo della bellezza
femminile con il suo amico, non poteva giudicare le italiane
dato che era piccolo quando partì dall'Italia. Infatti
aveva
10 anni.
19.
La parte franzese: la difesa delle belle donne di
Francia
20. Irati:
arrabbiato
21.
Se...loro:
Camillo disse che, anche ammettendo che tutte le italiane
fossero mostri, c'era una sua parente così bella
da riscattare il loro onore
22.
Io sono or chiaro:
mi è chiaro
23.
E' dette tante laude: le fece tanti elogi
24. Stupidi:
stupiti
25. Ogni...deliberazione:
ogni altro pensiero
26. Mi
messi...qui:
mi disposi a venire qui
27. Occorre:
accade
28. Sommi:
mi sono
29. Non
truovo loco: non trovo pace. Il fulmineo innamoramento
di Callimaco avviene a distanza e ricalca il modello decameroniano
in cui alcuni personaggi rimangono conquistati dalla fama
di straordinaria bellezza di giovani fanciulle
30.
Tu prepari...ricerchi:
perchè tu ti disponga ad aiutarmi quando ci sia bisogno
31. Paratissimo:
prontissimo
32. Dirotti:
ti dirò
33. Mi
fa guerra:
mi è ostile
34. Aliena:
lontana
35. Convenga...vegghia:
vada a qualche veglia
36. Meccaniche:
cioè tutte le persone che si prestavano a lavori
manuali o servili, artigiani
37.Che
non...lei: che non la tema
38.
Non c'è luogo:
non c'è possibilità
39. Semplicità:
stupidità, semplicioneria
40. Dottore:
avvocato
41.
Hanno d'avere: vogliono, desiderano avere
42.
E'....Compagna:
è stata donna di facili costumi. In questo caso buona
compagnia acquista una connotazione dispregiativa
43. Per
ancora:
fino a ora
44.
Ma piccola cosa:
ma si è trattato di un modesto tentativo
45. Dimestichezza:
familiarità, amicizia
46.
L'uccella:
lo prende in giro
47.
Li presta:
(Nicia) gli presta
48.
Con le mane...pi : cioè in tutte le maniere
49.
Pappatori: mangioni, parassiti
50.
Quando..fa per uno:
quando un affare fa al caso di qualcuno
51.
Ne spicca: ci guadagna
52. Al
bagno : alle
cure termali
53.
Che è a voi cotesto?:
che vantaggio ne trarreste?
54. In
simili lati: in
ambienti simili
55. Magnificenzia:
sfoggio di ricchezza
56. Sarebbe...questa
cosa: discuterebbe della faccenda
57. Si
spicca : si stacca. La scena si chiude con l'abbozzo
di un primo progetto di Callimaco di avvicinare la scontrosa
Lucrezia. Con l'aiuto e la complicità di Ligurio,
scaltro amico del marito della donna (cioè Nicia),
tenta di portare Lucrezia ai bagni termali dove l'amenità
del luogo potrebbe renderla più arrendevole e meno
controllata.
Si vedrà più avanti come Ligurio, invece,
tenterà una strada più insidiosa ma efficace
1. E
parla'ne...donna: e ne parlai ieri sera a mia moglie
2.
Io non gambe:
non ci vado volentieri
3.
Mi spicco...bomba: mi allontano malvolentieri
da casa mia
4.
Dipoi...quadra:
eppoi non mi piace l'idea di dover trasportare mia
moglie, la serva e i mobili
5.
San Filippo...Porretta... Villa:
sono i luoghi termali della buona borghesia fiorentina
6. Uccellacci:
balordi
7.
E...pescano:
e a dirti il vero questi medici non sanno nulla di medicina
come il pescatore che nonsa neppure cosa ha pescato
8.
E'...briga: e vi dovrebbe dar noia
9. Perchè:
perchè voi non siete abituato ad allontanarvi dalla
vista della cupola di Santa Maria del Fiore , e quindi da
Firenze
10. Tu
erri...o va'!
si veda con quale sottile astuzia Ligurio cerchi
la reazione orgogliosa di Nicia che vuole spacciarsi per
gran viaggiatore, vantandosi nella sua ottusità di
essere stato persino a Pisa e a Livorno
11. La
Verucola:
il monte Verruca, a oriente di Firenze
12. Avendo....neve:
dal momento che siete stato in tanti luoghi, lasciandovi
il segno
13. Tu
...latte: sei ancora un lattante
14. E'
ti pare...casa?:
ti pare facile dover mettere sottosopra tutta la casa?
15. Ritroverrenci:
ci ritroveremo
16. Voi
dite bene:
Ligurio si comporta da abile spalla comica nel breve
e brillante dialogo con Nicia. Le domanda di questo scaltro
regista della beffa sono sempre permeate di una sottile
ironia e mettono in risalto le sciocche ma divertentissime
risposte dell'avvocato. Si veda il duetto che i due intrecciano
sulla vastità del mare che Nicia si pavoneggia di
aver visto.
1. E
quanto: eppure quanto...
2.
S'appaiono: si accoppiano
3. Ben
qualificato :
di molte qualità
4. Sortire:
avere in sorte
5.
Per avverso: al contrario
6.
Che vai tu appostando?: che cosa stai attendendo
7. Intendere:
sapere
8. Ce
l'ho riscaldato: l'ho incoraggiato
9. E
credo...partito:
e credo che quando vorrai prendere questa strada
10.
In modo...altri: così che si corra il pericolo
di fare una fatica per niente, in favore di altri
11. Copia....dura:
la massa dei corteggiatori potrebbero rendere Lucrezia ancora
più insensibile alle lusinghe, e guardinga. Ligurio
prospetta a Callimaco tutti i vantaggi e gli svantaggi di
una simile impresa
12. DimesticandosiI:
sciogliendosi, diventando più amabile
13. Partito:
decisione
14.
Meglio...nefando: la freddezza e il distacco di Ligurio
nell'ordine la trama della beffa gli permettono di disporre
senza difficoltà sia di Callimaco sia di Nicia.
Il giovane innamorato nel suo ardente desiderio di possedere
Lucrezia è quasi annebbiato e completamente in balia
dei consigli del suo complice
15. Seguitiamo:
persistiamo nel progetto di ...
16.
Mi pasca d'una speranza: mi nutra di una speranza
17. Vivino
di uccellare: vivono ingannando. Si nota più
avanti l'uso forte della congiunzione nondimanco (che equivale
al nostro "tuttavia") che introduce con decisione
un nuovo ragionamento
18. Valermene:
cercherei di vendicarmi
19.
Non ci fussi l'utile: non ci fosse il guadagno
20.
E' mio: e che siamo complici
21. Presso
a quanto: quasi quanto
22. Ir:
sta per ire, latinismo: andare
23.
Mi ha....medico: mi ha incaricato di trovare un medico
24.
In gramatica: in latino
25. Serviracci:
ci servirà
26. Vorreno:
vorremo
27.
Innanzi...otta: prima della stessa ora di domani.
La commedia abbraccia gli avvenimenti di una giornata
28.
E quivi m'aspetta: e qui (cioè a casa di Callimaco)
aspettami
1. Possanza:
potere
2. Indarno:
invano
3.Di
vera : di dare
sicura testimonianza
4.Si
segue : si insegue
5.Come...strugge:
come spesso timore e speranza agghiaccino e ardano
i cuori
6. Paventan:
temono
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