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ATTO TERZO

Scena prima

Sostrata, Messer Nicia, Ligurio

Sostrata Io ho sempremai[1] sentito dire che gli è ufizio d'un prudente pigliare de' cattivi partiti el migliore[2]: se, ad avere figliuoli, voi non avete altro rimedio che questo, si vuole[3] pigliarlo, quando e' non si gravi la coscienzia[4].
Nicia Egli è così.
Ligurio Voi ve ne andrete a trovare la vostra figliuola, e messere ed io andreno a trovare FRA' Timoteo, suo confessoro, e narrerégli el caso, acciò che non abbiate a dirlo voi: vedrete quello che vi dirà[5].
Sostrata Così sarà fatto. La via vostra è di costà; ed io vo a trovare la Lucrezia, e la merrò[6] a parlare al frate, in ogni modo.

Scena seconda

Messer Nicia, Ligurio

Nicia Tu ti maravigli forse, Ligurio, che bisogni fare tante storie a disporre mogliama[1]; ma, se tu sapessi ogni cosa, tu non te ne maraviglieresti.
Ligurio Io credo che sia, perché tutte le donne sono sospettose.
Nicia Non è cotesto. Ella era la più dolce persona del mondo e la più facile[2]; ma, sendole detto da una sua vicina che, s'ella si botava[3] d'udire quaranta mattine la prima messa de' Servi, ch'ella impregnerebbe, la si botò, ed andòvi forse venti mattine. Ben sapete[4] che un di que' fratacchioni le cominciò andare da torno, in modo che la non vi volle più tornare. Egli è pur male però che quegli che ci arebbono a dare buoni essempli sien fatti così. Non dich'io el vero?
Ligurio Come diavol, s'egli è vero!
Nicia Da quel tempo in qua[5] ella sta in orecchi[6] come la lepre; e, come se le dice nulla[7], ella vi fa dentro mille difficultà.
Ligurio Io non mi maraviglio più. Ma, quel boto, come si adempié?
Nicia Fecesi dispensare[8].
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Ligurio Sta bene. Ma datemi, se voi avete, venticinque ducati, ché bisogna, in questi casi, spendere, e farsi amico el frate presto, e darli speranza di meglio.
Nicia Pigliagli pure; questo non mi dà briga, io farò masserizia altrove[9].
Ligurio Questi frati sono trincati[10], astuti; ed è ragionevole, perché e' sanno e peccati nostri, e loro, e chi non è pratico con essi potrebbe ingannarsi e non li sapere condurre a suo proposito[11]. Pertanto io non vorrei che voi nel parlare guastassi ogni cosa, perché un vostro pari, che sta tuttodì nello studio, s'intende di que' libri, e delle cose del mondo non sa ragionare. [a parte] Costui è sì sciocco, che io ho paura non guasti ogni cosa[12].
Nicia Dimmi quel che tu vuoi ch'io faccia.
Ligurio Che voi lasciate parlare a me, e non parliate mai, s'io non vi accenno[13].
Nicia Io sono contento. Che cenno farai tu?
Ligurio Chiuderò un occhio; morderommi el labro... Deh! no, facciàno[14] altrimenti. Quanto è egli che voi non parlasti al frate?
Nicia E` più di dieci anni.
Ligurio Sta bene. Io gli dirò che voi sete assordato[15], e voi non risponderete e non direte mai cosa alcuna, se noi non parliamo forte.
Nicia Così farò.
Ligurio Oltre a questo, non vi dia briga[16] che io dica qualche cosa che e' vi paia disforme a quel che noi vogliamo, perché tutto tornerà a proposito.
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Nicia In buon'ora[17].
Ligurio Ma io veggo el frate che parla con una donna. Aspettian che l'abbi spacciata.

Scena terza

FRA' Timoteo, UNA DONNA

FRATE Se voi vi volessi confessare, io farò ciò che voi volete.
DONNA Non, per oggi; io sono aspettata: e' mi basta essermi sfogata un poco, così ritta ritta[1]. Avete voi dette quelle messe della Nostra Donna?
FRATE Madonna sì.
DONNA Togliete[2] ora questo fiorino, e direte dua mesi ogni lunedì la messa de' morti per l'anima del mio marito. Ed ancora che fussi un omaccio[3], pure le carne tirono[4]: io non posso fare non mi risenta, quando io me ne ricordo. Ma credete voi che sia in purgatorio?
FRATE Sanza dubio.
DONNA Io non so già cotesto[5]. Voi sapete pure quel che mi faceva[6] qualche volta. Oh, quanto me ne dolsi io con esso voi! Io me ne discostavo[7] quanto io potevo; ma egli era sì importuno! Uh, nostro Signore!
FRATE Non dubitate, la clemenzia di Dio è grande: se non manca a l'uomo la voglia[8], non gli manca mai el tempo a pentersi.
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DONNA Credete voi che 'l Turco passi questo anno in Italia?
FRATE Se voi non fate orazione, sì.
DONNA Naffe[9]! Dio ci aiuti, con queste diavolerie! Io ho una gran paura di quello impalare. - Ma io veggo qua in chiesa una donna che ha certa accia[10] di mio: io vo' ire a trovarla. Fate col buon dì.
FRATE Andate sana[11].

Scena quarta

FRA' Timoteo, Ligurio, Messer Nicia

FRATE [solo] Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene[1], ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche. [A Ligurio e a Nicia] Che andate voi facendo, uomini da bene? Non riconosco io messer Nicia?
Ligurio Dite forte, ché gli è in modo assordato, che non ode quasi nulla.
FRATE Voi sete el ben venuto, messere!
Ligurio Più forte!
FRATE El ben venuto!
Nicia El ben trovato, padre!
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FRATE Che andate voi faccendo?
Nicia Tutto bene.
Ligurio Volgete el parlare a me[2], padre, perché voi, a volere che v'intendessi, aresti a mettere a romore questa piazza[3].
FRATE Che volete voi da me?
Ligurio Qui messer Nicia ed un altro uomo da bene, che voi intenderete poi, hanno a fare distribuire[4] in limosine parecchi centinaia di ducati.
Nicia Cacasangue!
Ligurio [piano, a Nicia] Tacete, in malora, e' non fien molti! [Rivolgendosi ancora al Frate] Non vi maravigliate, padre, di cosa che dica[5], ché non ode, e pargli qualche volta udire, e non risponde a proposito.
FRATE Séguita pure, e lasciagli dire ciò che vuole.
Ligurio De' quali danari io ne ho una parte meco; ed hanno disegnato[6] che voi siate quello che li distribuiate.
FRATE Molto volentieri.
Ligurio Ma egli è necessario, prima che questa limosina si faccia, che voi ci aiutiate d'un caso[7] strano intervenuto a messere, che solo voi ci potete aiutare, dove ne va al tutto l'onore di casa sua[8].
FRATE Che cosa è?
Ligurio Io non so se voi conoscesti Cammillo Calfucci, nipote qui di messere.
FRATE Sì, conosco.
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Ligurio Costui n'andò per certe sua faccende, uno anno fa, in Francia; e, non avendo donna[9], che era morta, lasciò una sua figliuola da marito in serbanza[10] in uno monistero, del quale non accade dirvi ora el nome.
FRATE E Che è seguìto?
Ligurio E' seguito che, o per straccurataggine delle monache o per cervellinaggine[11] della fanciulla, la si truova gravida di quattro mesi; di modo che, se non ci si ripara con prudenzia, el dottore, le monache, la fanciulla, Cammillo, la casa de' Calfucci è vituperata; ed il dottore stima tanto questa vergogna che s'è botato, quando la non si palesi, dare trecento ducati per l'amore di Dio.
Nicia [a parte] Che chiacchiera[12]!
Ligurio [piano, a Nicia] State cheto! [Rivolgendosi ancora al Frate] E daragli per le vostre mani; e voi solo e la badessa ci potete rimediare.
FRATE Come?
Ligurio Persuadere alla badessa che dia una pozione alla fanciulla per farla sconciare[13].
FRATE Cotesta è cosa da pensarla[14].
Ligurio Come, cosa da pensarla? Guardate, nel far questo, quanti beni ne resulta: voi mantenete l'onore al munistero, alla fanciulla, a' parenti; rendete al padre una figliuola; satisfate qui a messere, a tanti sua parenti; fate tante elemosine, quante con questi trecento ducati potete fare[15]; e, dall'altro canto, voi non offendete altro che un pezzo di carne non nata, sanza senso, che in mille modi si può sperdere; ed io credo che quel sia bene, che facci bene a' più, e che e più se ne contentino[16].
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FRATE Sia, col nome di Dio! Faccisi ciò che voi volete, e, per Dio e per carità, sia fatto ogni cosa. Ditemi el munistero, datemi la pozione, e, se vi pare, cotesti danari, da potere cominciare a fare qualche bene.
Ligurio Or mi parete voi[17] quel religioso, che io credevo che voi fussi. Togliete questa parte de' danari. El munistero è... Ma aspettate, egli è qui in chiesa una donna che mi accenna[18]: io torno ora ora; non vi partite da messer Nicia; io le vo' dire dua parole.

Scena quinta

FRA' Timoteo, Messer Nicia

FRATE [alzando la voce] Questa fanciulla, che tempo ha[1]?
Nicia Io strabilio.
FRATE Dico, quanto tempo ha questa fanciulla?
Nicia Mal che Dio gli dia[2]!
FRATE Perché?
Nicia Perché se l'abbia[3]!
FRATE E' mi pare essere nel gagno[4]. Io ho a fare con uno pazzo e con un sordo: l'un si fugge, l'altro non ode. [Soppesando la borsa con i danari] Ma se questi non sono quarteruoli[5], io ne farò meglio di loro! - Ecco Ligurio, che torna in qua.

Scena sesta

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Ligurio, FRA' Timoteo, Messer Nicia

Ligurio [piano, a Messer Nicia] State cheto, messere. [Al frate] Oh! io ho la gran nuova, padre.
FRATE Quale?
Ligurio Quella donna con chi io ho parlato, mi ha detto che quella fanciulla si è sconcia per sé stessa.[1]
FRATE [a parte] Bene! questa limosina andrà alla Grascia.[2]
Ligurio Che dite voi?
FRATE Dico che voi tanto più doverrete fare questa limosina.
Ligurio La limosina si farà, quando voi vogliate: ma e' bisogna che voi facciate un'altra cosa in benefizio qui del dottore.
FRATE Che cosa è?
Ligurio Cosa di minor carico, di minor scandolo, più accetta a noi, e più utile a voi.
FRATE Che è? Io sono in termine con voi[3], e parmi avere contratta tale dimestichezza, che non è cosa che io non facessi.
Ligurio Io ve lo vo' dire in chiesa, da me e voi[4], ed el dottore fia contento d'aspettare qui e prestarmi dua parole. [A Nicia, alzando la voce] Aspettate qui; noi torniamo ora.
Nicia [a parte] Come disse la botta a l'erpice![5]
FRATE Andiamo.
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Scena settima

MESSER Nicia SOLO[1]

Nicia E' egli di dì o di notte? Sono io desto o sogno? Sono io obliàco[2], e non ho beuto[3] ancora oggi, per ire drieto a queste chiacchiere? Noi rimagnàn[4] di dire al frate una cosa, e' ne dice un'altra; poi volle che io facessi el sordo, e bisognava io m'impeciassi gli orecchi come el Danese[5], a volere che io non avessi udite le pazzie, che gli ha dette, e Dio il sa con che proposito! Io mi truovo meno[6] venticinque ducati, e del fatto mio non si è ancora ragionato; ed ora m'hanno qui posto, come un zugo, a piuolo[7]. - Ma eccogli che tornano: in mala ora per loro, se non hanno ragionato del fatto mio!

Scena ottava

FRA' Timoteo, Ligurio, Messer Nicia

FRATE [a Ligurio] Fate che[1] le donne venghino. Io so quello ch'i' ho a fare; e, se l'autorità mia varrà, noi concluderemo questo parentado questa sera.
Ligurio [a Nicia, parlando ad alta voce] Messer Nicia, fra' Timoteo è per fare ogni cosa. Bisogna vedere che le donne venghino.
Nicia Tu mi ricrii[2] tutto quanto. Fia egli maschio?
Ligurio [come sopra] Maschio.
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Nicia Io lacrimo per la tenerezza.
FRATE Andatevene in chiesa, io aspetterò qui le donne. State in lato che le non vi vegghino; e, partite che le fieno, vi dirò quello che l'hanno detto.

Scena nona

FRA' Timoteo SOLO[1]

FRATE Io non so chi si abbi giuntato l'uno l'altro[2]. Questo tristo di Ligurio ne venne a me con quella prima novella, per tentarmi, acciò, se io li consentivo quella[3], m'inducessi più facilmente a questa; se io non gliene consentivo, non mi arebbe detta questa, per non palesare e disegni loro sanza utile, e di quella[4] che era falsa non si curavano. Egli è vero che io ci sono suto giuntato; nondimeno, questo giunto[5] è con mio utile. Messer Nicia e Callimaco sono ricchi, e da ciascuno, per diversi rispetti, sono per trarre assai[6]; la cosa convien stia secreta, perché l'importa così a loro, a dirla, come a me[7]. Sia come si voglia, io non me ne pento. E` ben vero che io dubito non ci avere dificultà[8], perché madonna Lucrezia è savia e buona: ma io la giugnerò in sulla bontà[9]. E tutte le donne hanno alla fine poco cervello; e come ne è una sappi dire dua parole, e' se ne predica[10], perché in terra di ciechi chi vi ha un occhio è signore. Ed eccola con la madre, la quale è bene una bestia[11], e sarammi uno grande adiuto a condurla alle mia voglie.
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Scena decima

Sostrata, Lucrezia

Sostrata Io credo che tu creda, figliuola mia, che io stimi l'onore ed el bene tuo quanto persona del mondo, e che io non ti consiglierei di cosa[1] che non stessi bene. Io ti ho detto e ridicoti, che se fra' Timoteo ti dice che non ti sia carico di conscienzia[2], che tu lo faccia sanza pensarvi.
Lucrezia Io ho sempremai dubitato che la voglia, che messer Nicia ha d'avere figliuoli, non ci facci fare qualche errore; e per questo, sempre che lui mi ha parlato di alcuna cosa, io ne sono stata in gelosia[3] e sospesa[4], massime poi che m'intervenne quello che vi sapete, per andare a' Servi[5]. Ma di tutte le cose, che si son tentate, questa mi pare la più strana, di avere a sottomettere el corpo mio a questo vituperio[6], ad esser cagione che uno uomo muoia per vituperarmi: perché io non crederrei, se io fussi sola rimasa nel mondo e da me avessi a risurgere l'umana natura[7], che mi fussi simile partito concesso.
Sostrata Io non ti so dire tante cose, figliuola mia. Tu parlerai al frate, vedrai quello che ti dirà, e farai quello che tu dipoi sarai consigliata da lui, da noi, da chi ti vuole bene.
Lucrezia Io sudo per la passione.

Scena undecima

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FRA' Timoteo, Lucrezia, Sostrata

FRATE Voi siate le ben venute. Io so quello che voi volete intendere da me, perché messer Nicia m'ha parlato. Veramente, io sono stato in su' libri più di dua ore a studiare questo caso; e, dopo molte essamine[1], io truovo di molte cose che, ed in particulare ed in generale, fanno per noi.
Lucrezia Parlate voi da vero o motteggiate[2]?
FRATE Ah, madonna Lucrezia! Sono, queste, cose da motteggiare? Avetemi voi a conoscere ora?
Lucrezia Padre, no; ma questa mi pare la più strana cosa che mai si udissi.
FRATE Madonna, io ve lo credo[3], ma io non voglio che voi diciate più così. E' sono molte cose che discosto[4] paiano terribili, insopportabili, strane, che, quando tu ti appressi loro, le riescono umane, sopportabili, dimestiche[5]; e però si dice che sono maggiori li spaventi che e mali: e questa è una di quelle.
Lucrezia Dio el voglia!
FRATE Io voglio tornare a quello, ch'io dicevo prima. Voi avete, quanto alla conscienzia, a pigliare questa generalità[6], che, dove è un bene certo ed un male incerto, non si debbe mai lasciare quel bene per paura di quel male[7]. Qui è un bene certo[8], che voi ingraviderete, acquisterete una anima a messer Domenedio; el male incerto è che colui che iacerà, dopo la pozione, con voi, si muoia; ma e' si truova anche di
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quelli che non muoiono. Ma perché la cosa è dubia, però è bene che messer Nicia non corra quel periculo. Quanto allo atto, che sia peccato, questo è una favola, perché la volontà è quella che pecca, non el corpo; e la cagione del peccato è dispiacere al marito, e voi li compiacete[9]; pigliarne piacere, e voi ne avete dispiacere. Oltr'a di questo, el fine si ha a riguardare in tutte le cose: el fine vostro si è riempiere una sedia in paradiso, e contentare el marito vostro. Dice la Bibia[10] che le figliuole di Lotto, credendosi essere rimase sole nel mondo, usorono con el padre; e, perché la loro intenzione fu buona, non peccorono.
Lucrezia Che cosa[11] mi persuadete voi?
Sostrata Làsciati persuadere, figliuola mia. Non vedi tu che una donna, che non ha figliuoli, non ha casa? Muorsi el marito, resta come una bestia, abandonata da ognuno.
FRATE Io vi giuro, madonna, per questo petto sacrato[12], che tanta conscienzia vi è ottemperare in questo caso al marito vostro, quanto vi è mangiare carne el mercoledì[13], che è un peccato che se ne va con l'acqua benedetta[14].
Lucrezia A che mi conducete voi, padre[15]?
FRATE Conducovi a cose, che voi sempre arete cagione[16] di pregare Dio per me; e più vi satisfarà questo altro anno[17] che ora.
Sostrata Ella farà ciò che voi volete. Io la voglio mettere stasera al letto io. [a Lucrezia] Di che hai tu paura, moccicona[18]? E' ci è cinquanta donne, in questa terra, che ne alzerebbono le mani al cielo.[19]
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Lucrezia Io sono contenta: ma io non credo mai essere viva domattina.
FRATE Non dubitar, figliuola mia: io pregherrò Iddio per te, io dirò l'orazione dell'Angiolo Raffaello[20], che ti accompagni. Andate, in buona ora, e preparatevi a questo misterio, ché si fa sera.
Sostrata Rimanete in pace, padre.
Lucrezia Dio m'aiuti e la Nostra Donna, che io non càpiti male.

Scena duodecima

FRA' Timoteo, Ligurio, Messer Nicia

FRATE O Ligurio, uscite qua!
Ligurio Come va?
FRATE Bene. Le ne sono ite a casa disposte a fare ogni cosa, e non ci fia difficultà, perché la madre s'andrà a stare seco, e vuolla mettere al letto lei.
Nicia Dite voi el vero?
FRATE Bembè[1], voi sete guarito del sordo?
Ligurio Santo Chimenti[2] gli ha fatto grazia.
FRATE E' si vuol porvi una immagine, per rizzarci un poco di baccanella, acciò che io abbia fatto quest'altro guadagno con voi[3].
Nicia Non entriano in cetere[4]. Farà la donna difficultà di fare quel ch'io voglio?
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FRATE Non, vi dico.
Nicia Io sono el più contento uomo del mondo.
FRATE Credolo. Voi vi beccherete un fanciul mastio[5]; e chi non ha non abbia.[6]
Ligurio Andate, frate, a le vostre orazioni, e, se bisognerà altro, vi verreno a trovare. Voi, messere, andate a lei, per tenerla ferma in questa opinione[7], ed io andrò a trovare maestro Callimaco, che vi mandi la pozione; ed a l'un'ora fate che io vi rivegga, per ordinare quello che si de' fare alle quattro.
Nicia Tu di' bene. Addio!
FRATE Andate sani.

CANZONE

dopo il terzo atto

Sì suave è l'inganno al fin condotto imaginato[1] e caro, ch'altrui spoglia d'affanno, e dolce face[2] ogni gustato amaro.[3] O rimedio alto e raro, tu mostri il dritto calle[4] all'alme[5] erranti; tu, col tuo gran valore, nel far beato altrui, fai ricco Amore; tu vinci, sol co' tuoi consigli santi, pietre, veneni[6] e incanti.

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Formazione e Didattica Il Bollettino del '900 Informatica Umanistica I percorsi di Griselda Online

1. Sempremai: è rafforzativo di sempre

2. E' uffizio...el migliore: è dovere di un uomo prudete scegliere il partito meno cattivo fra tutti quelli cattivi

3. Si vuole : si deve

4. Quando...coscienzia: purchè non abbia il peso sulla coscienza

5. Voi...vi dirà: si noti come Ligurio disponga liberamente della scena e come coordini i movimenti degli altri personaggi: ha, infatti, poco prima ordinato a Callimaco di farsi un giro per Firenze in attesa che si chiuda il cerchio della beffa attorno a Nicia, ora manda Sostrata dalla figlia e porta con sè Nicia da frà Timoteo

6. La merrò: la condurrò



1. A disporre mogliama: sottinteso: a recarsi dal confessore

2. Facile: arrendevole

3. S'ella si botava: se faceva il voto

4. Ben sapete: significa:dovete sapere

5. Da...in qua: da quel momento in poi

6. Sta in orecchi: sta, quindi, all'erta

7. Come...nulla: non appena le si dice qualcosa

8. Dispensare: per sciogliere il voto non adempiuto (infatti, Lucrezia, molestata da quel ³fratacchione², non ha sentito tutte le messe) occorreva pagare una certa somma

9. Faro' masserizia altrove: risparmierò altrove

10. Trincati: molto furbi

11. A suo proposito: secondo le proprie intenzioni

12. Costui...cosa: quest'ultima frase è rivolta al pubblico. Ligurio giudica dall'interno gli eventi di cui è partecipe: non è, dunque, solo personaggio o regista dei fatti ma anche interprete ironico di essi

13. S'io non vi accenno: se io non vi faccio un cenno

14. Facciano: facciamo (fiorentinismo)

15. Che...assordato: che voi siete diventato sordo (per evitare che Nicia intervenga maldestramente nel dialogo tra Ligurio e frà Timoteo)

16. Non vi dia briga: non vi preoccupate

17. In buon'ora: d'accordo

 


1. Così ritta ritta: così su due piedi

2. Togliete: prendete

3. Omaccio: uomo brutale

4. Pure...tirono: pure l'attaccamento resta

5. Io...cotesto: non sono sicura di questo

6. Mi faceva:sembra alludere all'atto contro natura. Tutta la scena è intessuta di doppi sensi e ambiguità erotiche. I l supplizio del palo che i turchi infliggono al nemico, e che la donna teme, rappresenta l¹immagine comica e grottesca di una pena del contrappasso: la donna ha paura, cioè, di essere punita nella forma stessa in cui il marito la costringeva sessualmente

7. Me ne discostavo: mi sottraevo

8. La voglia : il desiderio

9. Naffe: interiezione ricavata da "in mia fè"

10. Ha certa accia: ha una certa quantità di canapa

11. Andate sana : fate col buon dì e andate sana sono forme di saluto

 

1. Le intrattiene : le frequenta

2. Volgete....a me : parlate con me

3. Perchè piazza: perchè dovreste parlare così forte per farvi sentire da Nicia che fareste un gran rumore in questa piazza. Nicia, infatti, cercando di stare al gioco di Ligurio, risponde una cosa per l'altra

4. A fare distribuire: intendono distribuire

5. Di cosa che dica: di qualunque cosa sentirete dirgli. Ligurio è preoccupato, come d¹altronde aveva confessato al pubblico nella seconda scena, che Nicia con la sua stupidità gli rovini tutto

6. Hanno disegnato: hanno deciso

7. Voi...caso: voi ci aiutiate in merito a un caso. Ecco ancora la logica dell'"utile": l'elemosina viene data in cambio di un favore

8. Dove...casa sua: caso da cui dipenda l'onore della sua famiglia

9. Donna: moglie

10. In serbanza: in custodia

11. Cervellaggine: poco senno

12. Che chiacchera: che storia!

13. Per farla sconciare: per farla abortire

14. Da pensarla: devo rifletterci bene

15. Fate...fare: questa è la contropartita: il frate, secondo Ligurio, ha solo da guadagnarci

16. Che ...contentino: che il vero bene sia il bene di più persone

17. Or mi parete voi: ora sì che mi sembrate

18. Che mi accenna:che mi fa cenno


1. Che tempo ha: quanti anni ha

2. Mal...dia!: che Dio lo maledica! Frà Timoteo attribuisce alla sordità lo straparlare di Nicia, che , in realtà, è dovuto all'ira verso Ligurio di cui non riesce a capire il progetto

3. Perchè abbia : perchè si tenga la maledizione!

4. E' gagno: mi pare di essere in un bel pasticcio

5. Se quarteruoli : se non sono monete false. Si comincia a comprendere la vera natura del frate, che gareggia con Ligurio in spregiudicatezza e cinismo


1. Si...stessa: ha abortito da sola

2. Alla Grascia: al fisco. La Grascia era il magistrato addetto alla tassazione

3. Io...voi: ho preso un impegno con voi

4. Da me e voi: a tu per tu

5. Come erpice: come disse il rospo all'erpice. Battuta rabbiosa che sta per "senza ritorno". E' un proverbio toscano: un rospo, grattato sulla schiena dai denti dell'erpice (strumento di legno del contadino) urla "sanza tornata" cioè "senza ritorno"


1. I monologhi, cioè i solitari discorsi dei personaggi, da sempre in uso nel teatro, rimangono sospesi nella commedia come frammenti di momentanea sincerità. In questo caso Nicia, confessa a se stesso, quindi anche al pubblico, il timore di essere trattato come uno stupido (solo per il fatto che gli accordi con Ligurio erano diversi; ma egli è ben lontano dalla verità e quindi è già beffato) e la speranza che il frate acconsenta al suo personale disegno. Come il servo Siro (atto II,scena quarta) anche altri personaggi si fermeranno a meditare sulla loro condizione

2. Obliaco: ubriaco

3. E...beuto: e dire che non ho bevuto

4. Noi rimagna: noi ci mettiamo d'accordo

5. M'impreciassi...el danese: si allude a Uggieri il Danese, un eroe del mondo cavalleresco che si turò le orecchie con la pece per non udire Bravieri

6. Mi truovo meno: ho di meno

7. Come un zugo, a piuolo: come una frittella infilzata nel suo stecco, cioè come un idiota che se ne sta impalato ad aspettare. L'espressione è burlesca, con il solito gioco allusivo sul sesso maschile


1. Fate che: fate in modo che

2. Tu mi ricrii: tu mi rigeneri

1.Anche Frà Timoteo fa tra sè il punto della situazione. Egli è cinico e spregiudicato almeno quanto Ligurio e ha capito, come in una partita a scacchi, dove le mosse dell'avversario vogliono andare a parare. Ha compreso che Ligurio, avendolo condotto a rendersi disponibile per un aborto, aveva in realtà preparato le condizioni per farlo impegnare in un affare meno compromettente. D'altro canto l'avido frate decide di stare al gioco solo per conseguire un suo "utile", un suo guadagno

2. Io...altro: io non so chi dei due abbia frodato il compagno

3. Se...quella: se io acconsentivo a farà abortire quella ragazza

4. E di quella: e della prima storia

5. Sono giunto : la beffa che ho patito

6. Per trarre assai: è sottinteso: denari

7. L'importa...a me: sia a loro sia io non abbiamo interesse che la cosa si venga a sapere

8. Io dubito...dificultà: temo di incontrare ostacoli

9. Ma io...bontà: la coglierò sulla bontà, conterò sulla sua bontà d¹animo e così la prenderò intrappola

10. E' se ne predica: se ne parla con lode

11. E' bene una bestia: nel senso di scaltra


1. Non ti consiglierei di cosa: non ti consiglierei di fare una cosa

2. Non...coscienzia: che non ti peserà sulla coscienza

3. In gelosia: in sospetto

4. E sospesa: e in apprensione

5. Per andare a' servi: Lucrezia ricorda quando il "fratacchione" la importunò (come ha già spiegato Nicia nella seconda scena dell'atto III)

6. Vituperio: la vergogna di essere posseduta da uno sconosciuto

7. E da me... natura: e da me dipendesse generare l'umanità, come una nuova Eva


1. E, dopo molte essamine: e dopo aver esaminato questo caso a fondo

2. Motteggiate: scherzate

3. Io ve lo credo: io vi credo

4. Discosto: da lontano

5. Dimestiche: normali

6. Voi avete...generalità: voi, per quanto riguarda la coscienza, dovete attenervi a questa regola generale

7. Dove...male: tra il conseguire un bene sicuro e il rischiare un male non certo è sempre meglio stare dalla parte del bene

8. Qui è un bene certo: questa operazione è solo buona. Si veda con quale arte del raggiro frà Timoteo stravolga i fatti: è sicuramente un bene fare un figlio ma non è necessariamente un male esporre qualcuno al pericolo della morte, dato che non è sicuro che il veleno faccia effetto, e non è nemmeno un peccato giacere con uno sconosciuto, poichè da parte di Lucrezia non c¹è la volontà, l'intenzione

9. E voi li compiacete: inoltre Lucrezia farebbe addirittura un piacere al marito.

10. La Bibia: per avvalorare la sua tesi, frà Timoteo ricorre a un esempio tratto dalla Bibbia, Genesi, 19

11. Che cosa : a quale atto

12. Petto sacrato: su questo petto consacrato

13. Tanta...el mercoledì: vi è tanta responsabilità morale nell¹accontentare vostro marito quanta ve ne è nel mangiare la carne il mercoledì

14. Che...benedetta: cioè un peccato veniale, da nulla

15. A che...padre: le insistenti domande della donna denunciano il suo stato d'ansia nell'intraprendere le scelte che le stanno imponendo. Ma anche Lucrezia, pur nella sua passività, riuscirà a volgere a suo vantaggio l'inganno di cui è vittima (si veda atto V, scena quarta)

16. Arete cagione: avrete motivo

17. Questo altro anno: l'anno prossimo

18. Moccicona: bambinona

19. Che...al cielo : che ringrazierebbero Dio

20. Angiolo Raffaello: angelo Raffaele. Anche la madre di Lucrezia non ha tanti scrupoli di ordine morale. D'altronde, già dal primo atto Callimaco la traccia come donna di facili costumi (atto I, scena prima)


1. Bembè: bene, bene

2. Santo Chimenti: San Clemente

3. E'si vuol...con voi: bisogna collocarvi un ritratto votivo col miracolato per farvi sopra un pò di chiasso. Frà Timoteo non perde occasione per lucrare su ogni cosa, anche su un finto miracolo

4. Non...cetere: non divaghiamo

5. Mastio: maschio

6. E chi...abbia: chi non può averne, peggio per lui

7. Per....opinione: perchè non cambi opinione

 

1. Al fin...immaginato: condotto al fine che si era immaginato

2. Face: rende

3. Ogni...amaro: ogni sapore amaro

4. Il dritto calle: la dritta via

5. Alme: anime

6. Veneni: la pozione di mandragola


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