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Callimaco
SOLO
Callimaco Io vorrei pure intendere quello
che costoro hanno fatto. Può egli essere
che io non rivegga Ligurio? E, nonché
le ventitré, le sono le ventiquattro
ore! In quanta angustia d'animo[1]
sono io stato e sto! Ed è vero che
la Fortuna e la Natura tiene el conto per
bilancio[2]: la non
ti fa mai un bene, che, a l'incontro, non
surga un male[3]. Quanto
più mi è cresciuta la speranza,
tanto mi è cresciuto el timore. Misero
a me! Sarà egli mai possibile che io
viva in tanti affanni e perturbato da questi
timori e queste speranze? Io sono una nave
vessata da dua diversi venti, che tanto più
teme, quanto ella è più presso
al porto[4]. La semplicità
di messer Nicia mi fa sperare, la prudenzia
e durezza[5] di Lucrezia
mi fa temere. Ohimè, che io non truovo
requie[6] in alcuno
loco! Talvolta io cerco di vincere me stesso,
riprendomi[7] di questo
mio furore, e dico meco:- Che fai tu? Se'
tu impazzato? Quando tu l'ottenga, che fia?
Conoscerai el tuo errore, pentira'ti delle
fatiche e de' pensieri che hai aùti.
Non sai tu quanto poco bene si truova nelle
cose che l'uomo desidera, rispetto a quello
che l'uomo ha presupposto trovarvi? Da l'altro
canto, el peggio che te ne va è morire
ed andarne in inferno: e' son morti tanti
degli altri! e' sono in inferno tanti uomini
da bene! Ha'ti tu a vergognare d'andarvi tu?
Volgi el viso alla sorte[8];
fuggi el male, o, non lo potendo fuggire,
sopportalo come uomo[9];
non ti prosternere, non ti invilire[10]
come una donna. - E
così mi fo di buon cuore[11];
ma io ci sto poco sù, perché
da ogni parte mi assalta tanto desìo
d'essere una volta con costei[12],
che io mi sento, dalle piante de' piè
al capo, tutto alterare: le gambe triemano,
le viscere si commuovono, el cuore mi si sbarba
del petto[13], le braccia
s'abandonono, la lingua diventa muta, gli
occhi abarbagliano, el cervello mi gira[14].
Pure, se io trovassi Ligurio, io arei con
chi sfogarmi. - Ma ecco che ne viene verso
me ratto: el rapporto di costui mi farà
o vivere allegro qualche poco, o morire affatto[15].
Ligurio, Callimaco
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Ligurio [solo] Io non desiderai mai più tanto
di trovare Callimaco, e non penai mai più
tanto a trovarlo. Se io li portassi triste nuove,
io l'arei riscontro[1]
al primo. Io sono stato a casa, in Piazza, in Mercato,
al Pancone delli Spini, alla Loggia de' Tornaquinci,
e non l'ho trovato. Questi innamorati hanno l'ariento
vivo[2]
sotto e piedi, e non si possono fermare.
Callimaco [a parte] Che sto io[3]
ch'io non lo chiamo? E' mi par pure allegro! [A
Ligurio] Oh, Ligurio! Ligurio!
Ligurio Oh, Callimaco! dove se' tu stato?
Callimaco Che novelle?
Ligurio Buone.
Callimaco Buone in verità?
Ligurio Ottime.
Callimaco E' Lucrezia contenta?
Ligurio Sì.
Callimaco El frate fece el bisogno?[4]
Ligurio Fece.
Callimaco Oh, benedetto frate! Io pregherrò
sempre Dio per lui.
Ligurio Oh, buono! Come se Idio facessi le grazie
del male, come del bene! El frate vorrà altro
che prieghi![5]
Callimaco Che vorrà?
Ligurio Danari.
Callimaco Darégliene[6].
Quanti ne gli hai tu promessi?
Ligurio Trecento ducati.
Callimaco Hai fatto bene.
 |
Ligurio El dottore ne ha sborsati
venticinque.
Callimaco Come?
Ligurio Bastiti che gli ha sborsati.
Callimaco La madre di Lucrezia, che ha fatto?
Ligurio Quasi el tutto. Come la 'ntese che la sua
figliuola aveva avere questa buona notte sanza peccato[7],
la non restò mai di pregare, comandare, confortare
la Lucrezia, tanto che ella la condusse al frate,
e quivi operò in modo, che la li consentì.
Callimaco Oh, Iddio! Per quali mia meriti debbo
io avere tanti beni? Io ho a morire per l'alegrezza!
Ligurio [rivolgendosi al pubblico] Che gente è
questa? Ora per l'alegrezza, ora pel dolore, costui
vuole morire in ogni modo[8].
[A Callimaco] Hai tu ad ordine la pozione?[9]
Callimaco Sì, ho.
Ligurio Che li manderai?
Callimaco Un bicchiere d'ipocrasso[10],
che è a proposito a racconciare lo stomaco,
rallegra el cervello... - Ohimè, ohimè,
ohimè, i' sono spacciato!
Ligurio Che è? Che sarà?
Callimaco E' non ci è remedio.
Ligurio Che diavol fia?
Callimaco E' non si è fatto nulla, i' mi
son murato in un forno.[11]
Ligurio Perché? Ché non lo di'[12]?
Lèvati le mani dal viso.
 |
Callimaco O non sai tu che io
ho detto a messer Nicia che tu, lui, Siro ed io
piglieremo uno per metterlo a lato a la moglie?[13]
Ligurio Che importa?
Callimaco Come, che importa? Se io sono con voi,
non potrò essere quel che sia preso; s'io
non sono, e' s'avvedrà dello inganno.
Ligurio Tu di' el vero. Ma non c'è egli rimedio?
Callimaco Non, credo io.
Ligurio Sì, sarà bene.
Callimaco Quale?
Ligurio Io voglio un poco pensallo.[14]
Callimaco Tu m'ha' chiaro[15]:
io sto fresco, se tu l'hai a pensare ora!
Ligurio Io l'ho trovato[16].
Callimaco Che cosa?
Ligurio Farò che 'l frate, che ci ha aiutato
infino a qui, farà questo resto.
Callimaco In che modo?
Ligurio Noi abbiamo tutti a travestirci. Io farò
travestire el frate: contrafarà la voce,
el viso, l'abito; e dirò al dottore che tu
sia quello; e' se 'l crederrà.
Callimaco Piacemi, ma io che farò?
Ligurio Fo conto che tu ti metta un pitocchino[17]
indosso, e con u' liuto in mano te ne venga costì,
dal canto della sua casa, cantando un canzoncino.
Callimaco A viso scoperto?
 |
Ligurio Sì, ché
se tu portassi una maschera, e' gli enterrebbe sospetto.
Callimaco E' mi conoscerà.
Ligurio Non farà, perché io voglio
che tu ti storca el viso, che tu apra, aguzzi o
digrigni la bocca, chiugga[18]
un occhio. Pruova un poco.
Callimaco Fo io così?
Ligurio No.
Callimaco Così?
Ligurio Non basta.
Callimaco A questo modo?
Ligurio Sì, sì, tieni a mente cotesto[19].
Io ho un naso[20]
in casa: i' voglio che tu te l'appicchi.
Callimaco Orbé, che sarà poi?
Ligurio Come tu sarai comparso in sul canto, noi
saren quivi, torrénti[21]
el liuto, piglierenti, aggirerenti, condurrenti
in casa, metterenti al letto. El resto doverrai
tu fare da te!
Callimaco Fatto sta condursi costì.[22]
Ligurio Qui ti condurrai tu[23].
Ma a fare che tu vi possa ritornare, sta a te, e
non a noi.[24]
Callimaco Come?
Ligurio Che tu te la guadagni in questa notte, e
che, innanzi che tu ti parta, te le dia a conoscere,
scuoprale lo 'nganno, mostrile l'amore li porti,
dicale el bene le vuoi, e come sanza sua infamia
la può esser tua amica, e con sua grande
infamia tua nimica. E' impossibile che la non convenga
teco, e che la voglia che questa notte sia sola.
 |
Callimaco Credi tu cotesto?
Ligurio Io ne son certo. Ma non perdiàn più
tempo: e' son già dua ore. Chiama Siro, manda
la pozione a messer Nicia, e me aspetta in casa.
Io andrò per il frate: farollo travestire,
e condurrollo qui, e troverreno el dottore, e fareno
quello manca.
Callimaco Tu di' bene. Va' via.
Callimaco, Siro
Callimaco O Siro!
Siro Messere!
Callimaco Fàtti
costì.
Siro Eccomi.
Callimaco Piglia
quel bicchiere d'argento, che è drento
allo armario di camera, e, coperto con un
poco di drappo, portamelo, e guarda a non
lo versare per la via.
Siro Sarà fatto.[Siro parte]
Callimaco Costui[1]
è stato dieci anni meco, e sempre m'ha
servito fedelmente. Io credo trovare, anche
in questo caso, fede in lui; e, benché
io non gli abbi comunicato[2]
questo inganno, e' se lo indovina, ché
gli è cattivo bene[3],
e veggo che si va accomodando[4].
Siro [rientrando] Eccolo.
 |
Callimaco Sta bene. Tira, va'
a casa messer Nicia, e digli che questa è
la medicina, che ha a pigliare la donna dipo' cena
sùbito; e quanto prima cena, tanto sarà
meglio; e, come noi sareno in sul canto ad ordine,
al tempo, ch'e' facci d'esservi. Va' ratto.
Siro Io vo. [si avvia]
Callimaco Odi qua. Se vuole che tu l'aspetti, aspettalo,
e vientene qui con lui; se non vuole, torna qui
da me, dato che tu glien'hai[5],
e fatto che tu gli arai l'ambasciata. Intendi?
Siro Messer, sì.
Callimaco
SOLO
Callimaco Io
aspetto che Ligurio torni col frate; e chi
dice che gli è dura cosa l'aspettare,
dice el vero. Io scemo[1]
ad ogni ora dieci libre, pensando dove io
sono ora, dove io potrei essere di qui a dua
ore, temendo che non nasca qualche caso, che
interrompa el mio disegno. Che se fussi[2],
e' fia l'ultima notte della vita mia, perché
o io mi gitterò in Arno, o io m'impiccherò,
o io mi gitterò da quelle finestre,
o io mi darò d'un coltello[3]
in sull'uscio suo. Qualche cosa farò
io, perché io non viva più.
Ma veggo io Ligurio? Egli è desso.
Egli ha seco uno che pare scrignuto[4],
zoppo: e' fia certo el frate travestito. Oh,
frati! Conoscine uno, e conoscigli tutti!
Chi è
quell'altro, che si è
accostato a loro? E' mi pare Siro, che arà
digià fatto l'ambasciata al dottore. Egli
è esso. Io gli voglio aspettare qui, per
convenire con loro.[5]
Siro, Ligurio, Callimaco,
FRA' Timoteo TRAVESTITO
Siro Chi è
teco, Ligurio?
Ligurio Un uom
da bene.
Siro E' egli
zoppo, o fa le vista[1]?
Ligurio Bada
ad altro.
Siro Oh! gli
ha el viso del gran ribaldo!
Ligurio Deh!
sta' cheto, che ci hai fracido[2]!
Ove è Callimaco?
Callimaco Io
son qui. Voi sete e ben venuti!
Ligurio O Callimaco!
avvertisci questo pazzerello di Siro: egli
ha detto già mille pazzie.
Callimaco Siro,
odi qua: tu hai questa sera a fare tutto quello
che ti dirà Ligurio; e fa' conto, quando
e' ti comanda, ch'e' sia io; e ciò
che tu vedi, senti o odi, hai a tenere segretissimo,
per quanto tu stimi la roba, l'onore, la vita
mia ed il bene tuo.
Siro Così
si farà.
Callimaco Desti
tu el bicchiere al dottore?
Siro Messer,
sì.
Callimaco Che
disse?
Siro Che sarà
ora ad ordine di tutto.
FRATE
E' questo Callimaco?
Callimaco Sono,
a' comandi vostri. Le proferte[3]
tra noi sien fatte: voi avete a disporre di
me e di tutte le fortune mia[4],
come di voi.
FRATE
Io l'ho inteso, e credolo; e sommi messo a
fare quel per te, che io non arei fatto per
uomo del mondo.
Callimaco Voi
non perderete la fatica.
FRATE E' basta che tu mi voglia bene.
Ligurio Lasciamo
stare le cirimonie. Noi andreno a travestirci,
Siro ed io. Tu, Callimaco, vien' con noi,
per potere ire a fare e fatti tua. El frate
ci aspetterà qui: noi torneren sùbito,
ed andreno a trovare messer Nicia.
Callimaco Tu
di' bene. Andiamo.
FRATE Io vi aspetto.
FRA' Timoteo TRAVESTITO
FRATE E' dicono
el vero quelli che dicono che le cattive compagnie
conducono li uomini alle forche[1].
E molte volte uno càpita male così
per essere troppo facile[2]
e troppo buono, come per essere troppo tristo.
Dio sa che io non pensavo ad iniuriare persona[3],
stavomi nella mia cella, dicevo el mio ufizio,
intrattenevo e mia devoti: capitommi innanzi
questo diavol di Ligurio,
che mi fece intignere el dito in uno errore,
donde io vi ho messo el braccio,
e tutta la persona, e non so ancora dove io mi abbia
a capitare[4].
Pure mi conforto che, quando una cosa importa a
molti, molti ne hanno aver cura[5].
- Ma ecco Ligurio e quel servo che tornano.
FRA' Timoteo, Ligurio,
Siro TRAVESTITI
FRATE Voi sete
e ben tornati.
Ligurio Stiàn
noi bene?
FRATE Benissimo.
Ligurio E' ci
manca el dottore. Andian verso casa sua: e'
son più di tre ore, andian via!
Siro Chi apre
l'uscio suo? E' egli el famiglio[1]?
Ligurio No: gli
è lui. Ah, ah, ah, uh!
Siro Tu ridi?
Ligurio Chi non
riderebbe? Egli ha un guarnacchino[2]
indosso, che non gli cuopre el culo. Che diavolo
ha egli in capo? E' mi pare un di questi gufi
de' canonici[3], ed
uno spadaccin sotto: ah, ah! e' borbotta non
so che. Tirianci da parte, ed udireno qualche
sciagura della moglie.[4]
Messer Nicia TRAVESTITO
Nicia Quanti lezzi[1]
ha fatto questa mia pazza! Ella ha mandato le fante[2]
a casa la madre, e 'l famiglio in villa. Di questo
io la laudo; ma io non la lodo già che, innanzi
che la ne sia voluta ire al letto, ell'abbi fatto
tante schifiltà[3]:-
Io non voglio!... Come farò io?... Che mi
fate voi fare?... Ohimè, mamma mia!... -E,
se non che la madre le disse el padre del porro[4],
la non entrava in quel letto. Che le venga la contina[5]!
Io vorrei ben vedere le donne schizzinose, ma non
tanto, ché ci ha tolto la testa, cervel di
gatta! Poi ch'i dicessi: - Che impiccata sia la
più savia donna di Firenze - la direbbe:
- Che t'ho io fatto[6]?
- Io so che la Pasquina enterrà in Arezzo[7],
ed innanzi che io mi parta da giuoco[8],
io potrò dire, come mona Ghinga: - Di veduta,
con queste mani[9].
- Io sto pur bene! Chi mi conoscerebbe? Io paio
maggiore, più giovane, più scarzo:
e' non sarebbe donna, che mi togliessi danari di
letto.[10]
- Ma dove troverrò io costoro?
Ligurio, Messer Nicia,
FRA' Timoteo, Siro
Ligurio Buona
sera, messere.
Nicia Oh! uh!
eh!
Ligurio Non abbiate
paura noi siàn noi.
Nicia Oh! voi
sete tutti qui? S'io non vi conoscevo presto,
io vi davo con questo stocco[1],
el più diritto[2]
che io sapevo! Tu,
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se' Ligurio? e tu, Siro? e quell'altro?
el maestro[3],
eh?
Ligurio Messer, sì.
Nicia Togli! Oh, e' si è contraffatto bene!
e' non lo conoscerebbe Va-qua-tu[4]!
Ligurio Io gli ho fatto mettere dua noce in bocca,
perché non sia conosciuto alla boce.[5]
Nicia Tu se' ignorante.
Ligurio Perché?
Nicia Che non me 'l dicevi tu prima? Ed are'mene
messo anch'io dua: e sai se gli importa[6]
non essere conosciuto alla favella!
Ligurio Togliete, mettetevi in bocca questo.
Nicia Che è ella?
Ligurio Una palla di cera.
Nicia Dàlla qua... [Dopo essersela messa
in bocca] Ca, pu, ca, co, che, cu, cu, spu... Che
ti venga la seccaggine[7],
pezzo di manigoldo!
Ligurio Perdonatemi, ché io ve ne ho data
una in scambio, che io non me ne sono avveduto.
Nicia Ca, ca, pu, pu... Di che, che, che, che era?
Ligurio D'aloe[8].
Nicia Sia, in malora! Spu, pu... Maestro, voi non
dite nulla?
FRATE Ligurio m'ha fatto adirare.
Nicia Oh! voi contraffate bene la voce.
Ligurio Non perdiàn più tempo qui.
Io voglio essere el capitano, ed ordinare l'essercito
per la giornata. Al destro corno sia preposto Callimaco,
al sinistro io, intra le dua corna starà
qui el dottore; Siro fia retroguardo, per dar sussidio
a quella banda che inclinassi. El nome sia san Cuccù.[9]
Nicia Chi è san Cuccù?
Ligurio E' el più onorato santo, che sia
in Francia. Andian via, mettiàn l'aguato
a questo canto. State a udire: io sento un liuto.
Nicia Egli è esso. Che vogliàn fare?
Ligurio Vuolsi mandare innanzi uno esploratore a
scoprire chi egli è, e, secondo ci riferirà,
secondo fareno.
Nicia Chi v'andrà?
Ligurio Va' via, Siro. Tu sai quello hai a fare.
Considera, essamina, torna presto, referisci.
Siro Io vo.
Nicia Io non vorrei che noi pigliassimo un granchio,
che fussi qualche vecchio debole o infermiccio,
e che questo giuoco si avessi a rifare domandassera.
Ligurio Non dubitate, Siro è valent'uomo.
Eccolo, e' torna. Che truovi, Siro?
Siro Egli è el più bello garzonaccio,
che voi vedessi mai! Non ha venticinque anni, e
viensene solo, in pitocchino[10],
sonando el liuto.
Nicia Egli è el caso[11],
se tu di' el vero. Ma guarda, che questa broda sarebbe
tutta gittata addosso a te![12]
Siro Egli è quel ch'io vi ho detto.
Ligurio Aspettian ch'egli spunti questo canto, e
sùbito gli sareno addosso.
 |
Nicia Tiratevi in qua, maestro:
voi mi parete uno uom di legno. Eccolo.
Callimaco [cantando] "Venir vi possa el diavolo
allo letto, Dapoi ch'io non vi posso venir io!"[13]
Ligurio [afferrando Callimaco] Sta' forte. Da' qua
questo liuto!
Callimaco Ohimè! Che ho io fatto?
Nicia Tu 'l vedrai! Cuoprigli el capo, imbavaglialo!
Ligurio Aggiralo!
Nicia Dàgli un'altra volta! Dàgliene
un'altra! Mettetelo in casa![14]
FRATE Messer Nicia, io m'andrò a riposare,
ché mi duole la testa, che io muoio. E, se
non bisogna, io non tornerò domattina.
Nicia Sì, maestro, non tornate: noi potren
far da noi.
FRA' Timoteo TRAVESTITO
SOLO
FRATE E' sono
intanati in casa, ed io me n'andrò
al convento. E voi, spettatori, non ci appuntate,
perché[1] in
questa notte non ci dormirà persona,
sì che gli Atti non sono interrotti
dal tempo[2]: io dirò
l'uffizio; Ligurio e Siro ceneranno, ché
non hanno mangiato oggi; el dottore andrà
di camera in sala, perché la cucina
vadia netta; Callimaco e madonna Lucrezia
non dormiranno, perché io so, se io
fussi lui e se voi fussi lei, che noi non
dormiremo.
dopo il quarto atto
Oh dolce notte, oh sante ore notturne e quete,
ch'i disiosi[1] amanti
accompagnate; in voi s'adunan tante letizie,
onde voi siete sole cagion di far l'alme beate.
Voi, giusti premii date, all'amorose schiere,
delle lunghe fatiche; voi fate, o felici ore,
ogni gelato etto arder d'amore!
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1. Angustia
d'animo: angoscia
2. Ed
e' vero...bilancio: ed è vero che la natura
e la fortuna tengono il bilancio della vita (la formula
viene dalla pratica mercantile medievale)
3.
La...male: natura e fortuna non ti elargiscono mai
un bene che poi per contrasto non ne nasca un male
4.
Io sono....al porto: io sono come una nave colpita
da due venti opposti che teme tanto più quanto più
è vicina al porto
5.
La durezza: la prudenza e l'ostinazione
6.
Io non truovo requie: non trovo quiete
7. Riprendomi:
mi rimprovero
8. Volgi
el viso alla sorte: guarda in faccia la fortuna
9. Come
uomo : da vero uomo
10.
Non ti invilire: non piegarti
11.
Mi fo di buon cuore: mi incoraggio
12. D'essere...costei:
di giacere una volta con Lucrezia
13.
Mi si sbarba del petto: il cuore mi si stacca (letteralmente:
mi si sradica) dal petto, tanto è in agitazione
14.
El cervello mi gira: mi gira la testa.Tutto l'autoritratto
amoroso di Callimaco è una ripresa dell'elegia erotica
latina
15. Ma
ecco...affatto: come si noterà soprattutto
nella prossima scena, Callimaco, accecato dalla passione,
si fa banale e passivo esecutore degli ordini di Licurgo.
Il giovane innamorato è incapace di gestire la situazione
e ha bisogno della mente fredda e calcolatrice dello smaliziato
regista della beffa per ottenere ciò che desidera
1..L'arei
riscontro: l'avrei incontrato subito (al primo )
2. L'ariento
vivo: l'argento vivo, il mobilissimo mercurio
3. Che
sto io: perchè indugio?
4. El
bisogno?: fece quanto necessario
5. Altro
che prieghi!: altro che preghiere, il frate vuole
denari
6. Dargliene:
e glieli daremo
7. Senza
peccato: come ha spiegato frà Timoteo, questo
è un peccato da nulla
8. Ora...modo:
si noti il mordace commento: l'impassibile Ligurio coglie
con ironia l'esagerazione di una così incontrollata
impulsività sentimentale
9. Hai...pozione?:
hai preparato la pozione?
10.
Ipocrasso: è un vino bollito con zucchero
e spezie, un vin brulè
11.
I' mi son...forno: equivale al nostro: mi son dato
la zappa sui piedi
12.
Che' non lo di'?: perchè non lo dici?
13. O
non sai....moglie: si veda come Callimaco sia tutt'altro
che padrone di sè: prende iniziative senza pensare
alle conseguenze
14.
Io...pensallo: ci devo pensare
15. Tu
m'ha' chiaro: il senso è ironico: adesso sì
che mi hai chiarito tutto
16. Io...trovato:
è sottinteso: il rimedio
17. Pitocchino:
mantella corta
18. Chiugga:
chiuda
19. Si'
cotesto : ricordati questa smorfia
20. Naso:
un naso finto
21. Torrènti:
ti toglieremo
22. Fatto...costì:
il più è arrivare conciato così
23. Qui...tu:
lo farai in un modo o nell'altro
24.
Ma...noi: ma far sì che tu ritorni le prossime
notti da Lucrezio è affar tuo e non nostro. Ligurio
istruisce Callimaco anche su ciò che dovrà
dire a Lucrezia oer convincerla a diventare sua amante
1. Costui:
cioè Siro
2. Comunicato:
svelato
3. E'
cattivo bene: è abbastanza smaliziato
4.
E veggo...accomando: e vedo che lo sta assecondando
5. Dato...glien'hai:
una volta che gli avrai consegnato la pozione
1. Scemo:
perdo
2.
Che se fussi: perchè se dovesse accadere
3.
Mi darò un coltello: mi darò coltellate
4. Scrignuto:
gobbo
5.
Per...loro: per unirmi a loro
1. O...vista:
o fa finta
2.
Ci hai fracido: ci hai stufato
3. Proferte:
proposte
4. Fortune
mia : mie averi
1. Alle
forche : al patibolo, alla rovina
2 .Facile:
arrendevole
3.
Ad iniurare persona: a offendere nessuno
4. Dove...capitare:
dove andrò a finire
5. Molti...cura:
se una cosa importa a molti, molti si preoccupano di essa.
Ancora un calcolo astuto: il frate si rende conto di non
correre un rischio troppo alto in quanto anche gli altri
coinvolti nell'intrigo hanno tutto l'interesse che riesca
senza problemi
1. E'....famiglio?:
è forse il servo (di Nicia)?
2. Guarnacchino:
mantellino foderato
3.
GufiI de' canonici: pellicce che portano i canonici
4. Qualche...moglie:
qualche infelice reazione della moglie
1. Lezzi:
capricci
2.
Le fante: le serve
3. Schifilta':
schifiltosità, difficoltà
4. Le
disse...porro: l'avesse rimproverata. E¹ un
motto proverbiale
5.
La contina: la febbre continua
6. Che
t'ho io fatto?: Lucrezia cascherebbe dalle nuvole
se qualcuno la mandasse al diavolo per tutti i capricci
che fa in questa occasione
7.
Io so che...arezzo: si allude al rapporto sessuale
8.
Ed...giuoco:e prima che io mi stacchi dall'impresa
9.
Di...mani: l'ho visto, l¹ho toccato con mano
10.
Io sto...letto: Nicia non si sente ridicolo ma anzi
più alto; più giovane e più snello
( più scarzo ). Callimaco, invece, nasconde la sua
naturale bellezza (che anche Nicia non può fare a
meno di notare, cfr. atto V, scena seconda) contorcendo
il viso in strane smorfie. La maschera, consueta durante
il carnevale, agevola lo scambio delle parti che tra poco
avverrà. Il frate recita la parte di Callimaco-medico,
Callimaco diventa "garzonaccio" e subentra al
posto di Nicia nel letto della moglie portando realmente
a termine quel rito di fecondazione che si era aperto con
la falsa pozione di mandragola. Il travestimento accelera
il meccanismo della beffa lasciando Nicia imbrogliato ma
soddisfatto e Callimaco finalmente felice
1. Stocco:
piccola spada
2. El
piu' ritto: il colpo più diretto
3.
El maestro: Callimaco
4. Va-Qua-Tu:
è il nome fantastico di un personaggio capace di
fare anche le cose più difficili
5.
Alla boce: dalla voce
6. Se
gli importa: quanto è importante
7. Seccagine:
arsura, malanno
8.
D' aloe: è una pianta dal succo amarissimo.
Questa scena farsesca ricorda quella della novella di Calandrino
e del porco rubato (Decameron,VIII,6). Lo schema
dell beffa sembra il medesimo: sia qui sia nelle sventure
di Calandrino il beffato è preso in mezzo da due
beffatori
9.
Io voglio...san cuccu': la giornata è la battaglia
campale, la due corna sono le due ali dell¹esercito
e Nicia vi è messo al centro. Alla parodia degli
schieramenti militari si aggiunge l'immagine delle "corna"
del marito beffato.Del resto la parola d¹ordine è
san Cuccù, dove cuccù, dal francese, significa,
appunto, "cornuto"
10. Pitocchino:
mantella corta
11. Egli
e' al caso: costui fa al caso nostro
12. Ma
guarda...a te!: ma stà attento che, se hai
visto male, la colpa ricadrebbe su di te
13. "Venir...venir
io!": sono versi di una canzone piuttosto nota
per gli spettatori del tempo
14. Mettetelo
in casa!: portetelo in casa
15. Se
non bisogna: se non c'è bisogno di me
1. Non
ci appuntate, perchè: non ci biasimate per
il fatto che
2.
Si' che....tempo: in modo che tra il quarto e il
quinto atto non ci sarà intervallo. C'è continuità
tra gli ultimi due atti della commedia: frà Timoteo,
infatti, chiude il quarto e apre il quinto atto con un malizioso
accenno alla notte d'amore tra Lucrezia e Callimaco
1. Disiosi:
desiderosi
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